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Guerra ai rifiuti in strada: il Comune di Verolengo mette soldi per ripulire

Dopo sopralluoghi e segnalazioni, l’amministrazione Giachello interviene contro l’inciviltà

Guerra ai rifiuti in strada: il Comune di Verolengo mette soldi per ripulire

Guerra ai rifiuti in strada: il Comune di Verolengo mette soldi per ripulire

Verolengo prova a mettere un argine, almeno un primo argine, a una scena che ormai non sorprende più nessuno: sacchi lasciati a bordo strada, scarti buttati come se il paese fosse una discarica senza custode, angoli verdi trasformati in depositi improvvisati. L’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Rosanna Giachello ha deciso di intervenire con un’azione concreta e misurabile: un servizio straordinario di rimozione dei rifiuti abbandonati lungo le strade, affidato a Seta S.p.A., con una spesa complessiva di 7.039,40 euro (Iva compresa).

La scelta è messa nero su bianco in una determina del Servizio Tecnico del 31 dicembre scorso, che parla chiaro: i rifiuti sono stati individuati dopo sopralluoghi e il Comune ha stabilito di procedere con una raccolta extra, fuori dai normali passaggi programmati. Un intervento che non nasce dal gusto di “fare pulizia”, ma dalla necessità di rimediare a un problema ormai strutturale: l’abbandono sistematico di rifiuti in strada.

L’importo stanziato viene impegnato sul bilancio comunale 2025, con copertura individuata in un capitolo specifico. Insomma: non è un annuncio, non è una promessa, non è una frase da conferenza stampa. È un atto amministrativo che produce una spesa e attiva un servizio.

Il messaggio implicito, però, è più amaro: se un Comune deve pagare un servizio straordinario per togliere rifiuti dalla strada, significa che il livello di abbandono ha superato la soglia del “fastidio” e sta diventando una voce di bilancio. E quando un problema entra in bilancio, entra anche nella vita quotidiana delle persone: perché quei soldi sono soldi pubblici, cioè soldi di tutti.

Rosanna Giachello, sindaca di Verolengo

Non è solo una questione estetica. L’abbandono dei rifiuti trascina dietro di sé una catena di conseguenze che spesso si fingono invisibili finché non diventano emergenza. Degrado, cattivi odori, animali, rischio igienico. Ma anche un effetto domino: più un luogo appare sporco e non controllato, più diventa “accettabile” sporcarlo ancora. È la logica dello scarto, applicata alla comunità.

E infatti il web racconta da tempo episodi e segnalazioni legate a Verolengo. Su Facebook e sui siti locali compaiono riferimenti a sacchi lasciati per giorni, zone dove la spazzatura si accumula, e casi che fanno saltare la narrazione rassicurante del “sono episodi isolati”. Il punto non è elencare strade una per una, ma riconoscere il meccanismo: quando l’abbandono diventa ripetitivo, non è più solo colpa di qualcuno. Diventa un problema pubblico, e quindi politico.

L’amministrazione Giachello oggi prova una strada pragmatica: togliere i rifiuti e ripristinare condizioni minime di decoro. Ma è una risposta che, da sola, non può bastare. Perché ogni sacco rimosso senza un responsabile identificato è una vittoria solo a metà: il Comune pulisce, ma chi ha abbandonato resta anonimo. E finché resta anonimo, può ricominciare.

Qui si apre la vera domanda: quanto costa a Verolengo questa “normalità” deformata? Quanto costa in ore di lavoro, in mezzi, in conferimenti, in interventi extra? E soprattutto: quanto costa in credibilità? Perché un Comune che spende migliaia di euro per rimuovere rifiuti abbandonati sta dicendo ai cittadini una cosa semplice: stiamo pagando per riparare alle vostre scorciatoie. E non c’è ironia che tenga, quando la scorciatoia di qualcuno diventa il conto di tutti.

La determina richiama anche gli obblighi di trasparenza, la tracciabilità dei pagamenti, i riferimenti al Codice degli appalti. È la parte tecnica, necessaria, che serve a far stare in piedi l’atto e a evitare contestazioni. Ma fuori dalla carta, la questione resta tutta sul terreno: controlli, prevenzione, sanzioni, responsabilità. Perché pulire è indispensabile, ma fermare il flusso è l’unica vera cura.

In questo intervento straordinario c’è un segnale: Verolengo non vuole abituarsi al disordine. Vuole almeno provare a interrompere la rassegnazione. Eppure, la partita è aperta: da una parte il Comune che ripulisce, dall’altra chi scarica in strada il costo e la fatica del proprio rifiuto. Nel mezzo ci sono i cittadini, che vedono il paese peggiorare e chiedono una cosa banale: normalità. Quella in cui il rifiuto va dove deve andare. Non sul ciglio della strada, non dietro un campo, non vicino a una panchina.

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