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Ponte sulla Dora Baltea, partono gli espropri: SCR cerca 17 proprietari a Verolengo

A due mesi dalla presentazione del progetto, avviata la procedura per rintracciare proprietari ed eredi

Ponte sulla Dora Baltea, partono gli espropri: SCR cerca 17 proprietari a Verolengo

Ponte sulla Dora Baltea, partono gli espropri: SCR cerca 17 proprietari a Verolengo

A due mesi dalla presentazione ufficiale del progetto del Ponte Sant’Anna in Comune a Verolengo, il procedimento entra in una fase formale ma determinante: quella degli espropri.

SCR Piemonte, società incaricata della gestione dell’intervento di raddoppio del ponte sulla Dora Baltea e di adeguamento della SP 31 bis del Monferrato, ha chiesto al Comune di Verolengo la pubblicazione all’Albo Pretorio digitale di 17 comunicazioni di offerta di indennità provvisoria di esproprio. La richiesta riguarda proprietari di terreni interessati dalle opere che, a seguito delle verifiche effettuate, risultano irreperibili o deceduti, rendendo impossibile la notifica diretta degli atti.

La pubblicazione è prevista per 30 giorni consecutivi a partire dal 22 dicembre 2025 e rappresenta, a tutti gli effetti, il tentativo previsto dalla legge di rendere comunque conoscibili le comunicazioni a proprietari o eredi. Senza questo passaggio, il procedimento espropriativo non può proseguire.

Negli elenchi trasmessi da SCR Piemonte compaiono i seguenti nominativi: Luigi Mossino, Margherita Mossino, Sebastiano Barbera, Cipriano Del Mastro fu Giovanni Battista, Claudio Del Mastro fu Giovanni Battista, Giovanni Fassiano detto Efisio fu Domenico, Maria Ghiotti fu Francesco, Angela Ghiotti fu Francesco, Antonio Ghiotti fu Francesco, Carolina Ghiotti fu Francesco, Domenico Ghiotti fu Francesco, Eugenio Ghiotti fu Francesco, Francesco Ghiotti fu Francesco, Luigi Ghiotti di Tomaso, Tommasina Ghiotti, Felice Alice e Giselda Alice. Nomi che rimandano a intestazioni catastali spesso risalenti nel tempo, con situazioni ereditarie non sempre aggiornate o facilmente ricostruibili.

Il Comune, al termine del periodo di affissione, dovrà restituire a SCR Piemonte gli atti corredati dalla relata di avvenuta pubblicazione, consentendo così il proseguimento dell’iter amministrativo.

Si tratta di una fase tecnica, ma tutt’altro che marginale. A distanza di settimane dalle presentazioni pubbliche e dalle dichiarazioni politiche, è da questi atti che passa la possibilità di sbloccare davvero il percorso che porta all’apertura del cantiere. Gli espropri rappresentano uno snodo obbligato e spesso delicato, soprattutto in territori dove la proprietà fondiaria è frammentata e stratificata nel tempo.

Il Ponte Sant’Anna, atteso da oltre quarant’anni, resta così sospeso tra atti amministrativi e aspettative concrete. L’opera — destinata a raddoppiare l’attuale attraversamento sulla Dora Baltea, migliorare la sicurezza stradale e alleggerire una viabilità ormai al limite — ha superato la fase progettuale ed è formalmente entrata nel percorso che precede i lavori. Ma, ancora una volta, il tempo dell’annuncio non coincide automaticamente con quello delle ruspe.

Il ponte Sant'Anna

I lavori per il raddoppio del ponte Sant'Anna

Il Ponte Sant’Anna collega Verolengo e Crescentino attraversando la Dora Baltea lungo la SP 31 bis del Monferrato. L’attuale struttura, realizzata alla fine dell’Ottocento, è da decenni uno dei punti più critici della viabilità locale: carreggiata stretta, incroci difficili tra mezzi pesanti, limiti strutturali evidenti rispetto ai volumi di traffico attuali.

Ogni giorno transitano sul ponte circa 7.000 veicoli, molti dei quali camion e mezzi agricoli. Le dimensioni ridotte dell’impalcato rendono complessi gli incroci e hanno contribuito, negli anni, a una lunga serie di incidenti. Da qui la necessità — più volte ribadita — di un intervento strutturale e non più rinviabile.

Il progetto prevede il raddoppio dell’attraversamento, con una nuova carreggiata più ampia rispetto agli attuali 6,30 metri, l’adeguamento del tratto sopra la linea ferroviaria Chivasso–Casale, la manutenzione straordinaria del ponte storico, opere di protezione delle fondazioni e l’inserimento di un tratto della ciclovia VenTo. Il costo complessivo dell’intervento ha raggiunto quasi 23 milioni di euro, dopo un progressivo incremento rispetto alle prime stime formulate nei primi anni Duemila.

L’opera è finanziata e sostenuta da Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Provincia di Vercelli, SCR Piemonte e RFI, ed è affidata a un raggruppamento temporaneo di imprese. Secondo le previsioni, i lavori dovrebbero svolgersi senza interruzione del traffico, mantenendo aperto l’attuale ponte durante le fasi di cantiere.

Nonostante le presentazioni ufficiali e la consegna formale dei lavori, l’avvio effettivo del cantiere resta legato alla conclusione delle fasi amministrative preliminari, tra cui gli espropri. Passaggi meno visibili, ma decisivi, che scandiscono l’attesa di un territorio che da oltre quarant’anni aspetta di vedere trasformata una promessa in un’infrastruttura concreta.

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