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14 Gennaio 2026 - 16:08
Comune di Torino e Compagnia di San Paolo investono sulla scuola: lanciata la “Città dell’Educazione”
Torino prova a trasformare l’educazione da capitolo di spesa a vera infrastruttura strategica per lo sviluppo urbano. È questa la logica che sta alla base del progetto Città dell’Educazione, promosso da Compagnia di San Paolo e Fondazione per la Scuola insieme alla Città di Torino, con un investimento complessivo di 126 milioni di euro in cinque anni. Un piano ambizioso, che interviene lungo tutto l’arco della crescita – dalla prima infanzia all’ingresso nel mondo del lavoro – e che punta a contrastare disuguaglianze educative, dispersione scolastica e fragilità occupazionali attraverso un approccio integrato e continuativo.
Il progetto si articola in tre grandi ambiti d’età – 0-6 anni, 6-19 anni e 16+ – con l’obiettivo dichiarato di rafforzare le opportunità educative, sostenere le famiglie, valorizzare il ruolo della scuola e accompagnare i giovani verso l’occupazione, in particolare quelli con bassa o medio-bassa occupabilità. Non un insieme di interventi isolati, ma una strategia che ambisce a produrre un cambiamento sistemico, come lo definisce lo stesso presidente della Compagnia di San Paolo, Marco Gilli, in linea con il piano strategico dell’ente.
Nel segmento 0-6 anni, uno dei pilastri del progetto è la nascita di cinque nuove eduteche, evoluzione delle tradizionali ludoteche, pensate come spazi ad alta intensità educativa. Qui il gioco diventa strumento di apprendimento precoce e di relazione, coinvolgendo attivamente anche le famiglie. L’obiettivo è ambizioso: consentire a oltre 2.000 bambini e bambine di accedere per la prima volta a servizi educativi di qualità, riducendo fin dai primi anni di vita le disuguaglianze che spesso si cristallizzano lungo il percorso scolastico. Nei primi sette mesi di attività, le eduteche hanno già coinvolto quasi 370 bambini, un dato che l’amministrazione comunale considera incoraggiante.
La fascia 6-19 anni rappresenta il cuore quantitativo del progetto. Ogni anno, l’iniziativa punta a coinvolgere oltre 15.000 ragazze e ragazzi in attività extrascolastiche, laboratori, percorsi personalizzati di apprendimento e supporto allo studio. Al centro c’è il rafforzamento del legame tra scuola e territorio, con una partecipazione strutturata delle famiglie e una forte attenzione alla prevenzione della dispersione scolastica. Il progetto prevede che almeno il 60% delle scuole cittadine partecipi attivamente, con il coinvolgimento di oltre 1.500 dirigenti scolastici e docenti in percorsi di formazione. L’idea è quella di costruire una comunità educante diffusa, capace di intercettare precocemente le fragilità e di offrire risposte flessibili, non standardizzate.
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Per i giovani over 16, la Città dell’Educazione incrocia in modo esplicito il tema dell’occupabilità. Il progetto prevede che almeno 10.000 giovani entrino in contatto con le opportunità offerte dall’iniziativa, che 4.500 partecipino ad azioni di orientamento, empowerment e sviluppo delle competenze e che 1.500 vengano avviati al lavoro, con un’attenzione particolare ai profili più fragili. Qui l’educazione si intreccia con le politiche attive del lavoro, attraverso servizi integrati, accompagnamento personalizzato e una rete di soggetti pubblici e privati.
Il sindaco Stefano Lo Russo ha definito la Città dell’Educazione «uno dei progetti cardine della Torino di oggi», sottolineando come la vera sfida non sia solo intervenire nei casi di emergenza o di eccellenza, ma prendersi carico della quotidianità educativa di migliaia di giovani. Un lavoro meno visibile, ma decisivo per la coesione sociale e per il futuro della città.
Sulla stessa linea l’assessora all’Istruzione Carlotta Salerno, che rivendica il percorso avviato fin dall’inizio del mandato per ampliare le opportunità educative e di supporto alle famiglie. La trasformazione delle ludoteche in eduteche viene indicata come un cambio di paradigma: luoghi di socializzazione che contribuiscono a costruire fin dalla prima infanzia un legame stabile con la comunità educativa.
Dal punto di vista metodologico, la Città dell’Educazione si propone come un modello di governance educativa innovativa, basata su evidenze, collaborazione interistituzionale e responsabilità condivisa. È questo l’aspetto su cui insiste Giulia Guglielmini, presidente della Fondazione per la Scuola, che vede nel progetto non solo un insieme di azioni locali, ma un laboratorio da cui trarre indicazioni utili anche per le politiche pubbliche nazionali.
In una città come Torino, segnata da profonde trasformazioni economiche e sociali, l’investimento sull’educazione assume così un valore che va oltre la scuola in senso stretto. Diventa una leva per lo sviluppo sociale, economico e culturale, un argine contro le disuguaglianze e un tentativo concreto di ricucire fratture generazionali e territoriali. La scommessa della Città dell’Educazione è tutta qui: dimostrare che educare, se fatto in modo strutturato e continuativo, può essere la più solida politica di futuro.
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