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Dal Canavese all'ONU: gli studenti del Carlo Botta di Ivrea delegati delle Nazioni Unite per tre giorni

Undici istituti coinvolti nella simulazione Imun ospitata dalla Città metropolitana. Il liceo Carlo Botta tra le scuole protagoniste

Per tre giorni Torino si trasforma nel Palazzo di Vetro: studenti piemontesi nei panni dei delegati delle Nazioni Unite

Per tre giorni Torino si trasforma nel Palazzo di Vetro: studenti piemontesi nei panni dei delegati delle Nazioni Unite (immagine di repertorio)

Per tre giorni Torino ha parlato il linguaggio della diplomazia internazionale, trasformando le sale istituzionali della Città metropolitana in una replica fedele dei lavori delle Nazioni Unite. Da lunedì 12 a mercoledì 14 gennaio, decine di studenti provenienti da tutto il Piemonte hanno preso parte alla tappa torinese di IMUN – Italian Model United Nations, uno dei più strutturati e longevi progetti educativi dedicati alla simulazione dei processi decisionali dell’Onu, con una partecipazione che ha visto in primo piano anche il Liceo Classico Carlo Botta di Ivrea.

IMUN non è un semplice gioco di ruolo. Nato oltre quindici anni fa e oggi attivo stabilmente in tutta Italia e all’estero, il progetto è promosso da United Network Europa, organizzazione che lavora sulla formazione avanzata dei giovani attraverso il metodo del learning by doing. Ogni anno coinvolge migliaia di studenti delle scuole superiori e delle università, chiamati a misurarsi con i grandi nodi della politica globale: pace e sicurezza internazionale, diritti umani, sanità pubblica, sviluppo sostenibile, tecnologie emergenti e cooperazione tra Stati.

La tappa di Torino, ospitata e sostenuta anche quest’anno dalla Città metropolitana, ha visto la partecipazione di 11 istituti piemontesi, provenienti da contesti geografici e formativi diversi, a conferma di un interesse trasversale verso percorsi che superano i confini della didattica tradizionale.

Oltre al Liceo Classico Carlo Botta di Ivrea, hanno preso parte ai lavori il Liceo Artistico Aldo Passoni di Torino, il Liceo Vittoria – Liceo Europeo di Torino, il Liceo Scientifico Umberto I di Torino, il Liceo Sant’Anna di Torino, l’Istituto Agnelli – Opera Don Bosco di Torino, l’Istituto di Istruzione Superiore Peano-Pellico di Cuneo, l’Istituto di Istruzione Superiore Pellati di Nizza Monferrato, l’Istituto di Istruzione Superiore del Cossatese e Valle Strona di Cossato, l’Istituto Santa Caterina Madri Pie di Ovada e il Liceo Giordano Bruno di Albenga.

Gli studenti, rigorosamente in lingua inglese, hanno vestito i panni dei delegati diplomatici scegliendo ciascuno un Paese membro dell’Onu da rappresentare. Un lavoro preparatorio che, nelle settimane precedenti, ha richiesto lo studio approfondito del contesto politico, economico e sociale dello Stato assegnato, per poterne sostenere le posizioni in modo coerente, credibile e documentato. In aula, divisi in commissioni, i partecipanti hanno affrontato i dossier seguendo procedure identiche a quelle delle vere assemblee internazionali: interventi regolamentati, negoziazioni informali, costruzione di alleanze, mediazioni complesse e, infine, la stesura di risoluzioni condivise.

La sessione torinese è stata dedicata in particolare alla simulazione dei lavori dell’Organizzazione mondiale della sanità, un ambito che ha consentito agli studenti di confrontarsi con temi di stringente attualità: accesso alle cure, gestione delle emergenze sanitarie globali, disuguaglianze tra Nord e Sud del mondo, prevenzione e cooperazione scientifica. Questioni che hanno messo alla prova non solo le capacità argomentative, ma anche la sensibilità politica e sociale dei delegati, chiamati a trovare soluzioni realistiche in un quadro internazionale spesso frammentato.

Il momento culminante è stato la plenary session, la seduta finale che riproduce simbolicamente l’Assemblea generale delle Nazioni Unite al Palazzo di Vetro di New York, durante la quale le risoluzioni elaborate nelle commissioni sono state discusse e votate. Al termine dei lavori, lo staff board di IMUN ha individuato il miglior delegato sulla base di criteri che tengono conto della preparazione, della qualità degli interventi, della capacità di mediazione e del rispetto delle regole procedurali. Il riconoscimento permetterà allo studente selezionato di proseguire l’esperienza in un contesto internazionale, portando il percorso formativo oltre i confini nazionali.

Per istituti come il Carlo Botta di Ivrea, la partecipazione a IMUN rappresenta un’estensione naturale di una tradizione educativa attenta alle lingue, alla storia e alla cittadinanza attiva, offrendo agli studenti un’occasione concreta per applicare competenze teoriche a scenari reali e complessi. Non si tratta solo di imparare a parlare in pubblico o a scrivere una risoluzione, ma di comprendere come funziona il confronto democratico in un contesto multilaterale, dove ogni decisione è il risultato di equilibri delicati e compromessi spesso faticosi.

Nel quadro più ampio dell’edizione 2026, che coinvolge anche Milano, Venezia, Roma, Napoli, Bari e Catania, la tappa torinese conferma IMUN come uno degli strumenti più efficaci in Italia per avvicinare le nuove generazioni ai temi della governance globale. Per la Città metropolitana di Torino, ospitare l’iniziativa significa investire sul capitale umano e sulla formazione civica dei giovani, offrendo loro uno spazio in cui sperimentare responsabilità, metodo e visione internazionale.

Per molti studenti, questi tre giorni non restano confinati all’esperienza scolastica. Sono un primo contatto concreto con il mondo delle relazioni internazionali, un esercizio di consapevolezza che insegna quanto sia complesso – ma necessario – provare a costruire soluzioni comuni in un mondo attraversato da conflitti, crisi sanitarie e profonde disuguaglianze. E, per qualcuno, possono diventare l’inizio di un percorso destinato a durare ben oltre le mura di un’aula simulata dell’Onu.

Gli studenti coinvolti

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