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10 Gennaio 2026 - 10:39
Gennaio mese della prevenzione: in Piemonte lo screening lotta contro il tumore della cervice (immagine di repertorio)
Gennaio è il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore della cervice uterina, una neoplasia che negli ultimi decenni ha visto una riduzione significativa di incidenza e mortalità grazie ai programmi di screening organizzato. In Piemonte, questo percorso ha un nome preciso: Prevenzione Serena, attivo dai primi anni Novanta e considerato uno dei pilastri della sanità pubblica regionale sul fronte della prevenzione oncologica femminile.
Il collo dell’utero, o cervice, è la porzione che collega il corpo dell’utero alla vagina ed è una struttura che nel corso della vita della donna subisce trasformazioni fisiologiche importanti, dalla pubertà alla gravidanza fino alla menopausa. Tra la parte esterna, chiamata esocervice, e quella interna, l’endocervice, si trova una zona di transizione particolarmente delicata: è qui che hanno origine la maggior parte dei tumori della cervice uterina.
I dati epidemiologici confermano l’efficacia delle politiche di prevenzione. In Italia, negli ultimi 35 anni, la mortalità per carcinoma della cervice nelle donne sotto i 50 anni si è ridotta di circa il 70%, con un calo medio del 2,1% all’anno negli ultimi due decenni. Anche la sopravvivenza è migliorata: la probabilità di vivere almeno cinque anni dopo la diagnosi è passata dal 63% al 71%. Nel 2022 le nuove diagnosi sono state circa 2.500, pari all’1,3% di tutti i tumori femminili, mentre i decessi sono stati circa 1.000.
In Piemonte, l’impatto dello screening è ancora più evidente. Il numero medio annuo stimato di nuovi tumori invasivi del collo dell’utero era di 190 casi nel 2017, mentre la mortalità è in progressiva riduzione, con circa 55 decessi l’anno. Il trend storico mostra una diminuzione dell’incidenza da 18 a 8,6 casi ogni 100.000 donne tra il 1985 e il 2017, una curva che coincide con l’introduzione e il consolidamento di Prevenzione Serena.

HPV
La causa primaria del tumore della cervice uterina è oggi chiaramente identificata: l’infezione da HPV – Human Papilloma Virus, un virus a trasmissione sessuale estremamente diffuso. La maggior parte delle persone sessualmente attive entra in contatto con l’HPV almeno una volta nella vita, ma nella stragrande maggioranza dei casi l’infezione regredisce spontaneamente. Circa il 50% delle infezioni scompare entro un anno e l’80% entro due anni. Solo alcuni tipi di HPV, definiti ad alto rischio oncologico, possono persistere e causare alterazioni cellulari che, se non individuate e trattate, possono evolvere in tumore. Al momento, il papillomavirus è considerato l’unica causa riconosciuta di questo tipo di cancro, anche se fattori come il fumo, l’inizio precoce dei rapporti sessuali, il numero elevato di partner e infezioni genitali ricorrenti aumentano il rischio.
Proprio per intercettare queste alterazioni prima che diventino pericolose, lo screening organizzato rappresenta uno strumento decisivo. In Piemonte il programma Prevenzione Serena si rivolge alle donne residenti o domiciliate tra i 25 e i 64 anni, che ricevono un invito gratuito per eseguire un test di screening nei centri dedicati. Le modalità cambiano in base all’età e allo stato vaccinale. Tra i 25 e i 29 anni, per le donne non vaccinate contro l’HPV entro i 15 anni, è previsto il Pap test, da ripetere ogni tre anni se negativo. Per le donne vaccinate in età precoce, lo screening inizia invece a 30 anni.
Dai 30 ai 64 anni, il test di riferimento diventa il test HPV, che ricerca direttamente il DNA dei tipi di papillomavirus ad alto rischio. In caso di risultato negativo, l’intervallo tra un controllo e l’altro è di cinque anni. La ricerca scientifica ha dimostrato che questa strategia garantisce una protezione superiore, perché consente di individuare le infezioni potenzialmente pericolose con maggiore anticipo rispetto al Pap test tradizionale. Quest’ultimo resta comunque efficace, ma individua le lesioni quando sono già presenti, rendendo necessari controlli più ravvicinati.
Anche le donne che non hanno ricevuto l’invito possono accedere al programma. È possibile prenotare chiamando il numero verde 800001141, attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20, se non si è mai effettuato uno screening all’interno di Prevenzione Serena o se è trascorso un periodo uguale o superiore a quello previsto dal protocollo. Inoltre, le donne tra i 65 e i 75 anni che non abbiano eseguito almeno due test dopo i 50 anni possono ancora partecipare al programma.
Gennaio, mese della sensibilizzazione, diventa così un’occasione per ricordare un dato fondamentale: il tumore della cervice uterina è oggi in gran parte prevenibile. Accettare l’invito allo screening, sottoporsi regolarmente ai test e aderire ai percorsi vaccinali significa trasformare una malattia potenzialmente grave in un evento sempre più raro. In Piemonte, i numeri raccontano una storia chiara: quando la prevenzione è organizzata, accessibile e continuativa, i risultati arrivano.
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