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Spariti i cassonetti per gli abiti usati in Canavese: il caso che fa discutere

La gestione degli abiti usati passa da un unico operatore individuato da SCS, tra norme, convenzioni scadute e voci infondate

Spariti i cassonetti

Spariti i cassonetti per gli abiti usati a Candia: il caso che fa discutere

La rimozione dei cassonetti tessili blu a Candia Canavese non è una decisione politica, né tantomeno una scelta discrezionale dell’amministrazione comunale. È l’effetto diretto di un percorso avviato mesi fa, condiviso con tutti i 57 Comuni soci della Società Canavesana Servizi (SCS) e fondato su disposizioni precise, formalizzate nero su bianco. A chiarirlo è la documentazione ufficiale che parte da una data precisa, il 23 aprile 2025, quando SCS ha inviato una comunicazione a tutti i Comuni aderenti, indicando un cambio netto nella gestione della raccolta dei tessuti tessili sul territorio.

Con quella lettera, SCS ha stabilito che il servizio di raccolta degli abiti usati sarebbe stato affidato in modo esclusivo alla “Lavoro e Solidarietà Cooperativa Sociale ARL”, individuata come unico operatore autorizzato a svolgere il servizio nei Comuni soci. Una scelta che riguarda l’intero bacino consortile e che si traduce anche visivamente, attraverso l’utilizzo di contenitori di colore bianco, destinati a sostituire quelli di altri operatori precedentemente presenti sul territorio.

Il passaggio successivo è stato altrettanto chiaro: alla scadenza delle convenzioni in essere con operatori diversi, i Comuni sono tenuti a invitare formalmente le ditte alternative a rimuovere i propri contenitori. Non una facoltà, ma un obbligo amministrativo, per evitare sovrapposizioni di servizi non più autorizzati e garantire il rispetto delle norme applicate da SCS.

È in questo quadro che si inserisce il caso specifico di Candia Canavese. La convenzione del Comune con un altro operatore del settore, identificabile attraverso i cassonetti blu, è scaduta il 22 dicembre 2025. Già nel mese di giugno 2025, l’amministrazione aveva provveduto a invitare la ditta alla rimozione dei contenitori alla naturale scadenza del contratto. Un invito che è stato nuovamente sollecitato il 2 gennaio 2026, a fronte del mancato intervento immediato da parte dell’operatore.

Solo una volta completata la rimozione dei contenitori blu, la cooperativa indicata da SCS potrà implementare la propria dotazione di cassonetti bianchi, che al momento risultano presenti esclusivamente nel parcheggio di via Gaio. Un passaggio tecnico necessario per garantire continuità al servizio e copertura adeguata del territorio comunale, evitando vuoti operativi nella raccolta degli indumenti usati.

Da qui nasce anche la presa di posizione del Comune, chiamato a smentire voci definite “strumentali e false”, secondo cui la rimozione dei cassonetti sarebbe frutto di una volontà politica locale o di una scelta punitiva nei confronti di specifici operatori. Al contrario, l’amministrazione rivendica di aver semplicemente applicato una decisione condivisa a livello consortile, nel rispetto delle disposizioni e delle normative vigenti stabilite dalla Società Canavesana Servizi.

Il tema della raccolta dei tessili, spesso sottovalutato, è in realtà centrale nelle politiche ambientali e di gestione dei rifiuti. Gli abiti usati rappresentano una frazione delicata, che intreccia economia circolare, solidarietà sociale e controllo dei flussi di smaltimento, e proprio per questo SCS ha scelto di centralizzare il servizio, affidandolo a un unico soggetto qualificato. Una scelta che punta a maggiore tracciabilità, uniformità del servizio e rispetto delle regole, ma che inevitabilmente comporta cambiamenti visibili sul territorio, non sempre accolti senza polemiche.

Nel caso di Candia, però, la linea è tracciata: nessuna iniziativa autonoma, nessuna forzatura, ma l’esecuzione di un percorso definito mesi fa e valido per tutti i Comuni soci. Un chiarimento che arriva mentre si attende ora solo la rimozione definitiva dei cassonetti blu e l’estensione della nuova dotazione, per riportare la raccolta dei tessili dentro un perimetro normativo chiaro e condiviso.

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