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08 Gennaio 2026 - 18:55
La festa di sant’Antonio Abate unisce la collina: a Cinzano una giornata di fede, agricoltura e comunità (immagine di repertorio)
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Data di inizio 18.01.2026 - 09:30
Data di fine 18.01.2026 - 13:00
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La collina torinese ritrova uno dei suoi appuntamenti più identitari e antichi. Domenica 18 gennaio 2026 sarà Cinzano a ospitare la festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e del mondo agricolo, una ricorrenza che affonda le radici nella cultura contadina e che, ancora oggi, riesce a mettere insieme fede, tradizione e senso di comunità.
L’iniziativa, organizzata dalle associazioni degli agricoltori Coldiretti e Cia – Agricoltori Italiani, vede la partecipazione e il patrocinio di numerosi Comuni della collina, a conferma di un legame territoriale che va oltre i confini amministrativi. Accanto a Cinzano, Comune ospitante, hanno aderito Castiglione Torinese, Gassino Torinese, Rivalba, San Mauro Torinese, San Raffaele Cimena e Sciolze, territori che condividono una storia agricola comune e una tradizione ancora viva.
Il programma della giornata segue il ritmo classico della festa. Alle 9.30 è previsto il ritrovo dei mezzi agricoli, uno dei momenti più simbolici della ricorrenza, che restituisce l’immagine concreta di un’agricoltura ancora presente e operativa sul territorio. Alle 10 si terrà la Santa Messa, seguita dalla benedizione dei mezzi agricoli e degli animali, gesto centrale della festa di Sant’Antonio Abate, da sempre invocato come protezione per chi lavora la terra e per gli animali che ne sono parte integrante.
Dopo la funzione religiosa, la mattinata proseguirà con un incanto pro opere parrocchiali e un momento conviviale di ristoro, prima di spostarsi per il pranzo conviviale delle 13 al ristorante “Sette Colli” di Berzano San Pietro, ulteriore occasione di incontro tra amministratori, agricoltori, associazioni e cittadini.
La festa di Sant’Antonio Abate, celebrata tradizionalmente il 17 gennaio, ha da secoli un valore che va oltre l’aspetto religioso. È una ricorrenza legata al ciclo agricolo invernale, al fuoco come simbolo di rinnovamento e protezione, e alla benedizione degli animali, un tempo indispensabili al lavoro nei campi. In molte realtà rurali del Piemonte ha rappresentato, e rappresenta ancora, uno dei momenti di socialità più importanti dell’inverno, prima dell’arrivo della primavera.
La partecipazione congiunta dei Comuni della collina restituisce il senso più autentico di questa giornata: non una semplice celebrazione, ma un momento condiviso che riconosce il valore dell’agricoltura, delle tradizioni e delle comunità locali. Un’occasione per ritrovarsi, riconoscersi in una storia comune e ribadire il legame profondo tra territorio, lavoro e identità.

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