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Due milioni dal Pnrr per la sicurezza delle scuole del Torinese: un’opportunità storica che guarda all’Europa

Dal finanziamento per sei istituti locali alla sfida nazionale e continentale della sicurezza e modernizzazione degli edifici scolastici

Due milioni dal Pnrr per la sicurezza delle scuole del Torinese: un’opportunità storica che guarda all’Europa

Due milioni dal Pnrr per la sicurezza delle scuole del Torinese: un’opportunità storica che guarda all’Europa (immagine di repertorio)

Un finanziamento da 2 milioni di euro derivante dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) è stato assegnato alla Città metropolitana di Torino per interventi di messa in sicurezza e adeguamento antincendio di sei istituti scolastici tra Torino e provincia. Si tratta di una delle molteplici azioni attuate in Italia a sostegno della sicurezza degli edifici educativi, un ambito in cui, a livello nazionale e in Europa, si concentra una parte significativa degli investimenti del piano di ripresa varato dopo la pandemia.

La misura torinese nasce dalla partecipazione della Città metropolitana all’avviso pubblico del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha selezionato i progetti candidati dai territori in base all’urgenza degli interventi e alla disponibilità di progetti già avviati. Dei dieci edifici presentati, sei sono stati ammessi al contributo: l’Iis Peano di Torino, l’Iis Majorana di Moncalieri e la sua succursale torinese, l’Iis Baldessano-Roccati di Carmagnola, l’Iis Zerboni di Torino e l’Iis Bobbio di Carignano. Le risorse dovranno essere utilizzate per lavori completabili entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di adeguare gli impianti di sicurezza e rispondere alle normative vigenti.

Il finanziamento per il Torinese si inserisce in un quadro più ampio: a livello regionale il Ministero ha concesso circa 20 milioni di euro per 108 progetti, mentre a livello nazionale il PNRR prevede investimenti enormi per l’intero settore scolastico, collocato tra le priorità strategiche dell’intero piano.

Il nucleo centrale dei finanziamenti del PNRR per la scuola riguarda proprio la messa in sicurezza e la riqualificazione degli edifici scolastici, compresa l’efficienza energetica, l’adeguamento sismico e l’innovazione degli spazi didattici. In particolare, nel quadro del piano italiano, sono stati stanziati 3,9 miliardi di euro per l’edilizia scolastica, con l’obiettivo di affrontare criticità strutturali, migliorare la sicurezza e garantire ambienti di apprendimento più moderni e resilienti.

Questo investimento rientra nella Missione 4 del PNRR, denominata “Futura – La scuola per l’Italia di domani”, che si propone di rendere gli edifici pubblici adibiti a scuola innovativi, sostenibili, sicuri e inclusivi. L’intervento non è limitato a Torino o al Piemonte: a livello nazionale decine di territori hanno presentato progetti analoghi, con risorse destinate sia alla manutenzione straordinaria sia all’adeguamento alle norme di sicurezza. Il piano include anche la realizzazione di nuove scuole, asili nido, mense e strutture per lo sport, per un totale di oltre 18 miliardi dedicati all’istruzione.

Il Baldessano-Roccati di Carmagnola

La risposta italiana si inserisce in un contesto europeo: il PNRR fa parte del più ampio programma Next Generation EU, il pacchetto di investimenti e riforme da 750 miliardi di euro lanciato dall’Unione europea per sostenere la ripresa economica e sociale dopo la pandemia. In questo quadro, l’istruzione e la sicurezza degli edifici scolastici sono elementi centrali per molte nazioni, che attraverso fondi condivisi promuovono misure analoghe per garantire standard elevati di sicurezza e inclusione nei luoghi di apprendimento.

In altri paesi europei, progetti finanziati con fondi comunitari o europei affrontano sfide simili. Ad esempio, iniziative di rinnovamento di edifici scolastici finanziate dalla Banca europea per gli investimenti (EIB) hanno recentemente portato alla riapertura di scuole in città come Cernivtsi in Ucraina, dove oltre 930.000 euro sono stati investiti per migliorare sicurezza, efficienza energetica e accessibilità per studenti e personale docente. Sebbene non direttamente legate al PNRR italiano, queste esperienze mostrano come, su scala europea, la sicurezza scolastica e il miglioramento delle infrastrutture educative siano affrontati con approcci integrati e con investimenti significativi.

Nel contesto italiano, il piano va oltre la mera sicurezza antincendio e strutturale: il PNRR copre anche la digitalizzazione, la sostenibilità e la trasformazione degli spazi per rispondere alle esigenze di una scuola moderna. Con oltre 17,59 miliardi di euro complessivi dedicati all’istruzione e alla ricerca, la strategia italiana mira a colmare lacune storiche e ad allineare il sistema educativo ai più elevati standard europei, contrastando dispersione scolastica, divari territoriali e carenze infrastrutturali.

La sfida rimane tuttavia impegnativa. Pur con le risorse stanziate dal PNRR, molte delle opere di riqualificazione e messa in sicurezza sono ancora nelle fasi iniziali, e l’impatto complessivo sui patrimoni scolastici richiederà tempo e monitoraggio continuo affinché i fondi spesi traducano in ambienti realmente più sicuri, efficienti e adatti alle nuove esigenze educative.

Per gli enti locali come la Città metropolitana di Torino, ottenere questi fondi è una boccata d’ossigeno che può accelerare interventi attesi da anni, ma la vera prova sarà vedere queste risorse tradursi in cantieri attivi e scuole consegnate agli studenti in condizioni migliorate. Il vicesindaco metropolitano con delega ai Lavori pubblici, Jacopo Suppo, ha descritto la partecipazione al bando come «un passo importante per garantire scuole più sicure, ottenendo fondi per interventi urgenti sugli impianti di sicurezza… con l’obiettivo di creare ambienti più sicuri e protetti». Questa visione, condivisa da molte amministrazioni locali italiane ed europee, pone la sicurezza scolastica non come un optional, ma come un investimento essenziale per il futuro delle comunità.

Il Peano di Torino

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