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Dimensionamento scolastico in Piemonte, scuole accorpate, quartieri spaccati: esplode il caso Allievo–Frassati

Ricorso Cub Sur al Tar contro la fusione Allievo-Frassati, sette accorpamenti nel Torinese

Dimensionamento scolastico

Dimensionamento scolastico in Piemonte, scuole accorpate, quartieri spaccati: esplode il caso Allievo–Frassati

Nel Piemonte della scuola il dimensionamento non è una parola tecnica riservata agli uffici amministrativi, ma un processo che incide in modo diretto sulla vita quotidiana di studenti, famiglie e insegnanti. A Torino, dove il riassetto della rete scolastica ha già prodotto sette accorpamenti, la questione è ormai diventata un terreno di confronto acceso, soprattutto nei quartieri dove la scuola rappresenta molto più di un luogo di istruzione. È in questo contesto che si colloca l’annuncio della Cub Sur, pronta a presentare un ricorso al Tar contro una delle operazioni più controverse: la fusione tra la direzione didattica Allievo, storicamente radicata a Borgo Vittoria, e l’Istituto comprensivo Frassati di Lucento.

Il caso Allievo–Frassati è emblematico perché mette a nudo la distanza tra le logiche della razionalizzazione e la percezione che ne hanno i territori. Da un lato, l’amministrazione regionale e gli enti competenti rivendicano la necessità di riorganizzare il sistema scolastico per rispondere a criteri di sostenibilità, calo demografico e ottimizzazione delle risorse. Dall’altro, sindacati, famiglie e parte del personale scolastico vedono negli accorpamenti una trasformazione che rischia di indebolire il radicamento territoriale delle scuole, soprattutto nelle aree urbane popolari.

L’atto finito nel mirino del ricorso è un verbale che ha aperto formalmente la strada alla fusione tra le due istituzioni. Per la Cub Sur, non si tratta di un passaggio neutro o meramente formale. Al contrario, quel documento rappresenta il punto di snodo di una decisione che incide sull’organizzazione dei plessi, sulla distribuzione delle risorse, sulla gestione del personale e sulla relazione quotidiana tra scuola e famiglie. È proprio su questi aspetti che il sindacato intende chiedere una verifica di trasparenza e legittimità davanti ai giudici amministrativi.

Borgo Vittoria e Lucento sono quartieri contigui, ma profondamente diversi per storia e composizione sociale. La direzione didattica Allievo è da anni un punto di riferimento per Borgo Vittoria, un’area con una forte identità comunitaria, segnata da fragilità sociali ma anche da reti educative consolidate. L’Istituto comprensivo Frassati, a Lucento, svolge un ruolo analogo in un contesto urbano altrettanto complesso. L’unificazione sotto un’unica dirigenza, secondo i critici, rischia di appiattire queste differenze, accentrando le decisioni e riducendo la capacità della scuola di rispondere in modo mirato ai bisogni specifici dei due territori.

Uno dei nodi più delicati riguarda la continuità didattica. Accorpamenti e riorganizzazioni, anche quando non comportano chiusure immediate di plessi, possono tradursi in cambiamenti nei progetti educativi, negli orari, nella distribuzione delle classi e nella gestione delle attività extracurricolari. Per molte famiglie, soprattutto nelle periferie urbane, la stabilità della scuola è un elemento fondamentale di equilibrio quotidiano. Qualsiasi modifica viene vissuta con apprensione, soprattutto quando appare decisa senza un coinvolgimento reale della comunità scolastica.

Il dato dei sette accorpamenti nel Torinese fotografa la portata del riassetto in corso. Ma dietro i numeri ci sono storie, relazioni e identità costruite nel tempo. Il dimensionamento scolastico, così come viene percepito sul territorio, non è solo una questione di efficienza amministrativa. È una trasformazione che tocca il rapporto tra istituzioni e cittadini, alimentando la sensazione, diffusa tra docenti e genitori, di scelte calate dall’alto. È anche per questo che il ricorso annunciato dalla Cub Sur assume un valore che va oltre il singolo caso: diventa il simbolo di una richiesta di ascolto e di confronto.

Sul piano giuridico, il passaggio al Tar apre una fase nuova. I giudici amministrativi saranno chiamati a valutare la solidità del percorso procedurale che ha condotto all’accorpamento Allievo–Frassati, verificando se gli atti siano stati adottati nel rispetto delle norme e delle competenze previste. L’esito non è scontato, ma il solo avvio del contenzioso è sufficiente a rallentare il processo e a riportare il tema al centro del dibattito pubblico.

Nel frattempo, a Torino e più in generale in Piemonte, il dimensionamento resta su un crinale delicato. Da una parte, la pressione a razionalizzare il sistema scolastico è destinata a proseguire, anche alla luce delle dinamiche demografiche. Dall’altra, cresce la consapevolezza che la scuola, soprattutto nei quartieri più fragili, non può essere trattata come una semplice voce di bilancio. È un presidio educativo e sociale, spesso l’ultimo argine contro dispersione e marginalità.

La vicenda Allievo–Frassati racconta proprio questo conflitto. Non una battaglia ideologica contro il cambiamento, ma la richiesta di valutare con attenzione gli effetti reali delle decisioni sulle classi, sulle famiglie e sui territori. Nei prossimi mesi sarà su questo equilibrio, tra necessità organizzative e tutela delle comunità educanti, che si misurerà la tenuta dell’intero processo di dimensionamento scolastico in Piemonte. E il ricorso al Tar potrebbe diventare il primo banco di prova di una stagione destinata a lasciare il segno nella scuola torinese.

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