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Il foehn spazza via l’inverno: gelo cancellato in poche ore e Alpi piemontesi travolte da vento e temperature impazzite

La perturbazione atlantica ribalta il meteo tra raffiche estreme, neve incerta e forti contrasti climatici

Il foehn spazza via l’inverno

Il foehn spazza via l’inverno: gelo cancellato in poche ore e Alpi piemontesi travolte da vento e temperature impazzite

Il foehn è tornato a farsi sentire con decisione sul Piemonte e lo sta facendo nel modo più evidente: come un vero e proprio muro d’aria calda e secca che avanza verso le alte valli alpine, visibile anche dalle immagini delle webcam, come quella di Borgone di Susa, nel Torinese. Un segnale chiaro dell’arrivo di una perturbazione atlantica da Nordovest che, tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio 2026, sta ridisegnando il quadro meteorologico regionale, portando con sé un mix complesso di aumenti termici, precipitazioni irregolari, quota neve ballerina e venti molto forti.

L’effetto più immediato è l’aumento marcato delle temperature su tutte le aree alpine piemontesi, soprattutto nei fondovalle esposti ai venti occidentali. Il foehn, scendendo dai crinali, comprime e riscalda l’aria, cancellando in poche ore il gelo dei giorni precedenti e creando forti contrasti termici su distanze ridotte. È lo stesso meccanismo che, nelle scorse ore, ha portato valori quasi primaverili in alcuni tratti vallivi, mentre a pochi chilometri di distanza persistevano temperature ampiamente sotto zero.

La perturbazione in arrivo non si limiterà però a un semplice rialzo termico. Dal versante francese sono attese precipitazioni da sfondamento, che interesseranno soprattutto le medio-alte valli alpine, dal settore del Monviso fino all’Ossola, con fenomeni localmente intensi lungo i crinali di confine. Ancora più esposta risulta la Valle d’Aosta occidentale, dove le precipitazioni potranno assumere carattere copioso, alimentate dal flusso umido in quota.

In Piemonte, la quota neve sarà uno degli elementi più instabili e difficili da interpretare. In linea generale, sui settori vallivi interni dal Torinese al Verbano-Cusio-Ossola, la neve tenderà a cadere a quote piuttosto elevate, spesso superiori ai 1.000-1.400 metri, complice proprio l’azione del foehn. Tuttavia, non sono esclusi sconfinamenti a quote più basse, in particolare tra Valsesia e Ossola, dove la neve potrà scendere anche tra 500 e 700 metri, con la possibilità di temporanei abbassamenti ulteriori in caso di rovesci più intensi. Una situazione a macchia di leopardo, destinata a creare differenze marcate anche tra vallate molto vicine tra loro.

Il foehn è tornato a farsi sentire con decisione sul Piemonte

Le precipitazioni da sfondamento, per loro natura, restano poco predicibili sia in termini di intensità sia di distribuzione longitudinale. Gli esperti segnalano almeno due o tre impulsi principali, concentrati soprattutto tra la sera di giovedì e la notte successiva, e poi di nuovo nel pomeriggio-sera di venerdì. Fasi alterne, con pause anche ampie, che renderanno il quadro meteo particolarmente dinamico e mutevole.

A completare il quadro ci sarà un netto rinforzo dei venti di foehn, che in quota potranno assumere carattere tempestoso. Sopra i 2.500-3.000 metri, le raffiche potranno superare i 100-140 km/h, valori in grado di creare condizioni critiche per le attività in montagna e per la sicurezza degli impianti esposti. Particolare attenzione è richiesta anche in alcuni fondovalle stretti con orientamento Ovest-Est, come la Valle di Susa, dove l’effetto imbuto può amplificare ulteriormente la forza del vento.

Il foehn non resterà confinato alle montagne. Tra venerdì sera e sabato mattina, la ventilazione sostenuta potrà estendersi anche alla pianura, interessando in particolare le aree occidentali e settentrionali del Piemonte. Raffiche forti, aria secca e un ulteriore rialzo delle temperature contribuiranno a spazzare via l’umidità e le nebbie, ma al prezzo di un aumento del rischio legato a caduta di rami, oggetti instabili e difficoltà per la circolazione, soprattutto nelle zone più esposte.

Si profila quindi una fase meteorologica tutt’altro che banale, segnata da contrasti estremi: neve e pioggia che si alternano sulle Alpi, vento violento in quota e nelle valli, temperature che salgono rapidamente mentre l’inverno sembra arretrare solo temporaneamente. Un copione tipico delle grandi perturbazioni atlantiche invernali, che ancora una volta mette alla prova un territorio complesso come quello piemontese, dove pochi chilometri possono fare la differenza tra gelo, pioggia battente e raffiche da tempesta.

Cos'è il muro di Foehn

Il muro del foehn è un’espressione giornalistica e meteorologica che descrive un fenomeno ben riconoscibile nelle regioni alpine, soprattutto in Piemonte.

In termini semplici, indica la linea di separazione netta tra due masse d’aria molto diverse: da una parte aria fredda, umida e spesso nuvolosa, dall’altra aria calda, secca e in rapido movimento portata dal vento di foehn. Questo “muro” non è un oggetto fisico, ma una discontinuità atmosferica che può essere visibile a occhio nudo o tramite webcam e satelliti.

Quando una perturbazione atlantica supera la barriera alpina da Nordovest, l’aria umida sale sul versante francese, scarica precipitazioni e poi, scendendo sul lato italiano, si comprime e si riscalda rapidamente. In quel punto si crea il cosiddetto muro del foehn, una sorta di fronte improvviso dietro il quale il tempo cambia bruscamente.

Gli effetti sono immediati e spesso spettacolari. In pochi chilometri, o addirittura in pochi minuti, si può passare da temperature sotto zero a valori positivi, da aria ferma a raffiche violentissime, da cielo grigio a sereno limpido. È il motivo per cui in alcune valli piemontesi si osservano aumenti di temperatura di 10–15 gradi in pochissimo tempo.

Il muro del foehn è spesso ben visibile nelle valli alpine strette, come la Valle di Susa, dove il vento viene canalizzato e accelera. Dalle webcam appare come una parete di nubi che avanza o si dissolve rapidamente, segno dell’ingresso dell’aria favonica.

Non è solo un fenomeno suggestivo, ma anche potenzialmente critico. Il foehn può causare raffiche oltre i 100 km/h, aumentare il rischio di caduta di alberi e tetti scoperchiati, favorire la fusione rapida della neve e creare problemi alla viabilità e agli impianti di risalita.

In sintesi, il muro del foehn è il punto in cui l’inverno sembra “rompersi” all’improvviso: una soglia invisibile che separa due stagioni nello spazio di pochi chilometri.

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