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08 Gennaio 2026 - 09:10
Il Piemonte sotto zero: una notte di gelo estremo riscrive la geografia del freddo e sorprende anche gli esperti
Il Piemonte si è svegliato dopo una delle notti più fredde dell’ultimo decennio, con valori minimi che hanno colpito in modo diffuso pianure e basse colline, confermando le previsioni e segnando un passaggio netto verso un inverno più duro del previsto. Il gelo si è fatto sentire soprattutto nell’Astigiano e nelle aree collinari, dove i termometri sono scesi rapidamente ben al di sotto dello zero, toccando soglie che non si registravano da anni con questa estensione territoriale.
Nei fondovalle collinari dell’Astigiano le temperature hanno raggiunto punte comprese tra -10 e -12 gradi, mentre in alta Langa, a quote intorno ai 600 metri, si è arrivati a sfiorare i -14 gradi, un dato che ha colpito anche per la sua collocazione altimetrica relativamente contenuta. Il valore più basso è stato registrato a Camerana, in località San Giovanni Belbo, con -13,7°C, seguita da una lunga sequenza di comuni della provincia di Asti dove il gelo ha stretto abitazioni, campagne e infrastrutture per diverse ore consecutive.
Il freddo intenso non ha risparmiato nemmeno altre zone della regione, estendendosi dal Monferrato fino al Cuneese e al Torinese, con temperature diffusamente comprese tra -9 e -10 gradi. Un raffreddamento uniforme, favorito da cieli sereni e aria secca, che ha inciso in modo particolare sulle aree rurali e sui centri minori, dove la dispersione del calore notturno è stata più marcata.

Anche Torino ha vissuto una notte rigidissima. In centro città i valori si sono mantenuti tra -3 e -5 gradi, ma nelle zone periferiche il termometro è sceso ancora di più, fino a -6,2 gradi a Madonna di Campagna. In prima cintura il gelo è stato ancora più evidente, con Venaria Reale oltre gli -8 gradi e l’aeroporto di Caselle fermo a -7,2 gradi, confermando una netta differenza tra area urbana compatta e territorio circostante.
A rendere il quadro ancora più sorprendente è stato l’arrivo di una perturbazione atlantica accompagnata dal vento di foehn, che ha completamente ribaltato la situazione nelle valli alpine piemontesi. Nel fondovalle di Susa, in piena notte, le temperature sono salite fino a sfiorare gli +8 gradi, creando uno scarto termico superiore ai 15 gradi rispetto a località come Avigliana, dove nello stesso momento si registravano ancora valori tra -7 e -8 gradi.
Un contrasto netto, concentrato in pochi chilometri, che racconta un Piemonte spaccato in due e mette in evidenza una variabilità climatica sempre più accentuata. Un fenomeno che non è più un’eccezione, ma una costante con cui territori, agricoltura e servizi sono chiamati a confrontarsi, tra notti di gelo estremo e improvvisi rialzi termici capaci di cambiare tutto nel giro di poche ore.
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