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Altro che palestra: un matrimonio felice fa dimagrire (o almeno ingrassare di meno)

Uno studio americano suggerisce che amore, supporto emotivo e ossitocina aiutano a tenere a bada bilancia e voglie

Altro che palestra

Altro che palestra: un matrimonio felice fa dimagrire (o almeno ingrassare di meno)

Per anni il matrimonio è stato messo sul banco degli imputati. Stress, compromessi, discussioni, routine. Un concentrato di potenziali danni per la salute mentale. E invece, a sorpresa, arriva una ricerca a ribaltare almeno una parte del racconto: una relazione serena, soprattutto se sancita da un matrimonio, potrebbe fare bene anche alla linea. Non per magia, ma grazie a un sofisticato dialogo tra cervello, intestino e ormoni.

A dirlo è un piccolo studio condotto a Los Angeles e pubblicato sulla rivista scientifica Gut Microbes, che ha messo sotto la lente 94 adulti sottoponendoli a test psicologici, scansioni cerebrali, analisi del sangue e questionari sul rapporto con il cibo. Il risultato? Le persone sposate e soddisfatte della propria relazione, soprattutto quelle che si sentivano emotivamente supportate dal partner, mostravano un BMI più basso e meno comportamenti legati alla dipendenza alimentare rispetto a chi viveva un matrimonio meno sereno.

Insomma, non basta essere sposati. Serve stare bene insieme. E qui entra in gioco la chimica, quella vera. I ricercatori hanno osservato che nelle coppie felici circolavano livelli più alti di ossitocina, il celebre “ormone dell’amore”, noto per il suo ruolo nei legami affettivi, nella fiducia e nell’empatia. Ma non solo. Secondo gli autori dello studio, l’ossitocina avrebbe anche un ruolo chiave nel controllo dell’appetito e nei processi metabolici.

«Mantenere una relazione a lungo termine richiede di sopprimere impulsi distruttivi e di allinearsi a obiettivi condivisi», spiega Arpana Church, una delle autrici della ricerca. Tradotto: imparare a non dire sempre quello che si pensa e a pensare sul lungo periodo. Una palestra quotidiana che, guarda caso, allena gli stessi circuiti cerebrali coinvolti nella gestione del comportamento alimentare.

Le scansioni cerebrali parlano chiaro. Quando osservavano immagini di cibo, le coppie sposate e felici mostravano una maggiore attività nella corteccia prefrontale dorsolaterale, la centralina del cervello che si occupa di autocontrollo, decisioni e resistenza alle tentazioni. Quella che, per intenderci, dovrebbe dirci “basta” davanti all’ennesimo dolce. Nei partecipanti non sposati, anche se emotivamente supportati, questo meccanismo risultava meno evidente, forse perché le loro reti sociali erano più frammentate e meno stabili.

Il matrimonio, quindi, non come gabbia, ma come struttura. Un contesto che rafforza abitudini, regole, ritmi. Anche a tavola. Secondo Church, l’ossitocina agisce come un direttore d’orchestra, coordinando il dialogo tra cervello e intestino. Da una parte aiuta a resistere alle voglie, dall’altra favorisce processi metabolici più efficienti. Un concerto che funziona meglio quando il rapporto di coppia è basato su fiducia, sostegno e stabilità emotiva.

Certo, lo studio non è privo di limiti. Il campione è ridotto, poco eterogeneo e composto in gran parte da persone già in sovrappeso o obese. Inoltre, i partecipanti sposati erano mediamente più anziani. Nessuno dice che basti dire “sì” davanti all’altare per perdere peso. Ma il messaggio che emerge è chiaro: le relazioni sociali non incidono solo sull’umore, ma anche sulla biologia.

In un’epoca ossessionata da diete, calorie e contapassi, l’idea che una relazione sana possa influire sul metabolismo ha qualcosa di sorprendente e rassicurante. Forse non farà sparire la pancetta, ma aiuta a capire che il benessere non passa solo dal piatto o dalla palestra. A volte comincia dal divano, da una conversazione fatta bene, da qualcuno che ci fa sentire sostenuti. Anche quando apriamo il frigorifero a mezzanotte.

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