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27 Dicembre 2025 - 16:23
Il bilancio comunale spacca l'opposizione: a San Mauro è polemica anche a Natale (da sinistra: Antonetto, Carosso e Fogli)
A San Mauro Torinese, l’ultimo Consiglio comunale prima di Natale non è stato solo un passaggio tecnico di fine anno. Dietro al Documento unico di programmazione (DUP) e al bilancio di previsione 2026–2028 si è consumato qualcosa di più profondo: un confronto duro sul presente e, soprattutto, sul futuro della città. Con una maggioranza chiamata a difendere scelte obbligate e un’opposizione ridotta nei numeri ma tutt’altro che silenziosa.
In aula, la sera del 22 dicembre, i banchi dell’opposizione erano occupati solo da Paola Antonetto, Marco Bongiovanni e Riccardo Carosso. Tre presenze, tre linee politiche diverse, tre modi di leggere lo stesso bilancio. Una fotografia che, da sola, racconta però molto dello stato del dibattito politico cittadino.
A presentare il DUP e il bilancio è stato l’assessore al bilancio Matteo Fogli. Il suo messaggio è stato chiaro fin dall’inizio: questo non è un bilancio di scelte espansive, ma di resistenza ai tagli e a una situazione difficile. Un bilancio costruito in un contesto che lascia pochissimo spazio alla politica e molto ai vincoli.
Fogli ha parlato di una forbice sempre più ampia tra bisogni e risorse, di un Comune schiacciato dall’aumento dei costi del personale, dalla spending review, dagli accantonamenti obbligatori e da una capacità di riscossione che fatica a stare al passo. «Trovare l’equilibrio sul 2026 è stato molto faticoso», ha ammesso, spiegando che in fase di prima stesura il disallineamento superava i due milioni di euro.
La scelta della maggioranza è stata quella di non toccare i servizi: mensa scolastica, trasporto, disabilità, sociale, contributi al CISA. Tutto resta. Il prezzo, però, è una compressione generalizzata delle altre voci e un bilancio che cammina sul filo.
A difendere questa impostazione è intervenuta la consigliera di maggioranza Lionello, che ha rivendicato il carattere politico della manovra: «Abbiamo messo le persone al primo posto». Nessun trionfalismo, ma la convinzione che, in un quadro così rigido, mantenere i servizi sia già una scelta forte.

La seduta del 22 dicembre
Ma è dall’opposizione che è arrivata la scossa. Paola Antonetto, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha affondato il colpo: «Siamo stanchi di sentirci dire che è sempre un bilancio difficile», ha detto. Per Antonetto, la difficoltà non può diventare un alibi permanente.
Il suo voto contrario nasce da una critica più ampia: la sensazione che San Mauro abbia perso slancio, visione, capacità di incidere sulla vita quotidiana dei cittadini. Ha parlato di commercio in sofferenza, di una città che “non sembra Natale”, di scelte che – a suo giudizio – non rispondono alle vere priorità dei sanmauresi.
Sul tema del mutuo per salvare le casse del Comune, Paola Antonetto ha respinto la lettura proposta dalla maggioranza, contestando l’uso del passato come argomento semplificato. La capogruppo di Fratelli d’Italia ha ricordato che i mutui accesi negli anni Duemila vanno letti nel contesto di allora, segnato da emergenze e interventi necessari. «Nel 2006 c’era una situazione completamente diversa da quella di oggi», ha detto, richiamando anche le condizioni delle scuole e la necessità di interventi strutturali.
Antonetto ha chiarito di non considerare il mutuo uno strumento negativo in sé, rivendicando come quelle scelte abbiano contribuito a rendere San Mauro una città più curata e vivibile. Il nodo, per l’opposizione, non è quindi l’indebitamento in quanto tale, ma la coerenza politica nel giudicare scelte passate e presenti.
Accanto a lei, il pentastellato Bongiovanni ha concentrato le sue critiche su un punto preciso: il mutuo da 1,5 milioni di euro ipotizzato nel DUP. Un’operazione che, per lui, espone il Comune a un rischio non necessario. Ha ricordato come San Mauro stia ancora pagando mutui accesi vent’anni fa per spese ordinarie e ha messo in dubbio la solidità delle previsioni legate alla futura gara del gas, da cui dovrebbe arrivare l’entrata straordinaria per compensare l’indebitamento.
Uno dei maggiori elementi politici della serata è stato però Carosso, della lista Due Ponti. Il suo voto è stato diverso dal resto dell'opposizione: contrario al DUP, favorevole al bilancio. Una scelta che riaccende quelle accuse di “ambiguità” che in passato gli erano già state rivolte dai suoi alleati politici.
Sul DUP, Carosso è stato netto: è il programma della maggioranza, e lui non intende legittimarlo. «Non entrerò mai nel merito del vostro documento di indirizzo», ha spiegato. Ma sul bilancio ha scelto un’altra strada, parlando apertamente di responsabilità.
Il consigliere non ha negato le difficoltà, anzi. Ha parlato di un bilancio “terribile” dal punto di vista della spesa corrente, di tagli pesanti, di un Comune costretto ancora una volta a fare affidamento sull’avanzo di amministrazione. Ma proprio per questo ha deciso di votare a favore: «Diversamente non si poteva fare». Una scelta che non nasce dall’entusiasmo, ma dalla consapevolezza che bloccare il bilancio avrebbe avuto conseguenze concrete sulla città.
Una posizione che ha lasciato isolati Antonetto e Bongiovanni, gli unici due a votare contro sia DUP che bilancio.
A chiudere il dibattito, il capogruppo PD Rudy Lazzarini ha provato a ricomporre il quadro, ricordando come il mondo – e San Mauro con lui – sia cambiato profondamente negli ultimi anni. Pandemia, aumento delle fragilità sociali, crescita della spesa corrente: elementi che rendono sempre più difficile governare con gli strumenti tradizionali. «Questo bilancio è in difficoltà, ma sostiene le persone in difficoltà», ha rivendicato.
I numeri finali certificano una maggioranza che tiene, ma anche un’opposizione frammentata e un clima politico tutt’altro che pacificato. Il bilancio passa. Il DUP passa. Ma il Consiglio comunale esce da questa seduta con più domande che risposte. E con una certezza: a San Mauro, anche quando si parla di conti, la politica continua a pesare. E a dividere.

Riccardo Carosso
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