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Prelievi del sangue sotto casa: Ivrea porta la sanità nei quartieri

Accordo tra Comune e ASL TO4: punti di prelievo decentrati a San Giovanni, Torre Balfredo e Bellavista per facilitare l’accesso alle cure, soprattutto agli anziani

Prelievi del sangue sotto casa: Ivrea porta la sanità nei quartieri

Prelievi del sangue sotto casa: Ivrea porta la sanità nei quartieri

Questa volta parliamo di una cosa molto concreta: i prelievi del sangue.  Il 28 novembre 2025 la Giunta comunale ha approvato un protocollo di intesa con l’ASL TO4 per l’attivazione di punti di prelievo decentrati nei quartieri San Giovanni, Torre Balfredo e Bellavista, mettendo nero su bianco un accordo che promette di accorciare le distanze tra i cittadini e un servizio sanitario essenziale.

La scelta nasce da un dato che l’amministrazione riconosce senza troppi giri di parole: Ivrea è una città che invecchia. E quando l’età media sale, aumentano i bisogni sanitari e diminuisce, spesso drasticamente, la possibilità di spostarsi con facilità. Andare a fare un prelievo, per molti anziani, significa organizzare passaggi, dipendere da figli o vicini, oppure rinunciare. Da qui l’idea – che idea non è più, ma atto amministrativo – di portare il servizio nei quartieri, là dove le persone vivono.

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Il protocollo definisce con precisione ruoli e compiti. L’Azienda sanitaria gestirà prenotazioni tramite CUP, refertazione e fornitura del materiale sanitario necessario. Al Comune spetta invece tutta la parte operativa sul territorio: dalla raccolta delle impegnative dei cittadini alla trasmissione all’ASL, dal ritiro delle etichette per i prelievi fino all’esecuzione vera e propria dei prelievi ematici nelle strutture comunali, senza dimenticare la consegna dei referti a chi non ha dimestichezza con computer e smartphone.

Su questo punto, durante la discussione in Giunta, la vicesindaca Patrizia Dal Santo ha fornito un dettaglio tutt’altro che marginale, che racconta bene come questi servizi funzionino spesso grazie a una rete silenziosa di collaborazione. Per consentire la consegna immediata degli esiti delle analisi del sangue, il Comitato di San Giovanni e il Comitato della Fagiolata di Bellavista hanno infatti acquistato una stampante e questo consentirà di fornire i referti cartacei direttamente ai cittadini, senza ulteriori passaggi o attese. Un gesto pratico, quasi banale, che però fa la differenza per chi non usa il fascicolo sanitario elettronico o non ha accesso a strumenti digitali.

Non si parte da zero. Nei quartieri di Bellavista, San Giovanni e Torre Balfredo è già operativo  un ambulatorio di prossimità dove si effettuano iniezioni, medicazioni, misurazioni della pressione e altre prestazioni infermieristiche di base. A Bellavista l’ambulatorio è aperto tutti i giorni; a San Giovanni è attivo quattro giorni alla settimana, con l’esclusione del martedì, giorno in cui il servizio si sposta a Torre Balfredo. I nuovi punti di prelievo si inseriscono dunque in una struttura già esistente e rodata, rafforzando un modello di sanità di prossimità che l’amministrazione definisce di “grande valore”.

Un’attenzione particolare è stata riservata anche ai cittadini di San Bernardo. Per loro è stato siglato un accordo con il Comune di Pavone, operativo da circa un mese, che consente di utilizzare l’ambulatorio comunale “ai Dossi”. 

Dal punto di vista economico, l’operazione ha un costo contenuto: 5.000 euro una tantum. 

Il protocollo avrà una durata di due anni, rinnovabili, e individua anche i referenti del progetto: per il Comune Gilberto Guerriero, per l’ASL TO4 Carlo Bono del Distretto di Ivrea. 

Insomma, meno proclami e più provette. Se funzionerà come promesso, il punto di prelievo decentrato potrà rappresentare una risposta concreta a un problema tutt’altro che teorico.

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