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Giochi rotti, manutenzioni urgenti e un parco che non basta più: a Caluso torna il tema degli spazi per i bambini

Interventi in corso allo Spurgazzi e a Rodallo, ma dopo sei anni dalla riqualificazione cresce la richiesta di nuove strutture ludiche

Giochi rotti, manutenzioni urgenti

Giochi rotti, manutenzioni urgenti e un parco che non basta più: a Caluso torna il tema degli spazi per i bambini

Nei parchi gioco di Caluso sono tornati i lavori di manutenzione, segnale concreto di un’attenzione che però riapre anche una questione più ampia: quella degli spazi dedicati ai bambini, pochi e sempre più sotto pressione. In questi giorni gli operai sono al lavoro sia nel parco Spurgazzi, nel capoluogo, sia nell’area verde di piazza Caduti nella frazione Rodallo, dove alcune attrezzature ludiche risultano danneggiate e non più utilizzabili in sicurezza.

A Caluso l’intervento riguarda una delle strutture più amate dai più piccoli, la teleferica installata tra due alberi del parco Spurgazzi. Una struttura semplice ma molto frequentata: una decina di metri di corsa, rampa in legno e fune in acciaio zincato, diventata in breve tempo uno dei giochi simbolo del parco. A danneggiarla, lo scorso settembre, sarebbe stato un utilizzo improprio, in particolare da parte di ragazzi più grandi, nei giorni affollati della Festa dell’Uva, quando il parco è stato preso d’assalto. Il risultato è stato il blocco della teleferica e la necessità di un intervento di ripristino.

Situazione simile, anche se con dinamiche diverse, a Rodallo, dove nel parco giochi della frazione devono essere sostituiti lo scivolo e la giostra girevole. In questo caso a cedere è stato il pianale, danneggiato al punto da rendere le strutture inutilizzabili. Anche qui l’ipotesi più accreditata è quella di un uso non corretto delle attrezzature, pensate per bambini ma spesso sollecitate oltre i limiti previsti.

Per questi due interventi il Comune di Caluso spenderà circa 4 mila euro, una cifra contenuta se letta singolarmente, ma che si inserisce in un quadro più ampio di costi e manutenzioni ricorrenti. Basti pensare che la sola teleferica dello Spurgazzi era costata 6 mila euro tra acquisto e installazione, mentre l’intero parco giochi era stato riqualificato nel 2019 con un investimento complessivo di circa 40 mila euro.

All’epoca l’intervento era stato importante e strutturato. Le giostrine e le attrezzature esistenti risultavano ancora formalmente a norma, ma l’usura del tempo cominciava a farsi sentire. L’area era stata completamente messa in sicurezza, recintata secondo le nuove normative e ripensata negli spazi. I lavori avevano previsto la rimozione delle vecchie strutture, la posa di una pavimentazione antitrauma, la realizzazione dei basamenti in calcestruzzo per le nuove giostrine, oltre alla sostituzione di panchine e cestini, oggi in legno. Due le ditte coinvolte: Af Garden di Carmagnola per il verde pubblico e Stebo Ambiente per le attrezzature ludiche.

A distanza di sei anni, però, quel progetto comincia a mostrare i suoi limiti, non tanto per lo stato generale quanto per la frequentazione crescente. Il parco Spurgazzi è oggi uno dei punti di ritrovo più utilizzati dalle famiglie, soprattutto nella bella stagione, anche grazie alla presenza degli alberi secolari che garantiscono ombra e fresco. Proprio questa attrattività rende evidente una carenza: le strutture ludiche sono poche rispetto al numero di bambini che ogni giorno animano l’area.

Un solo scivolo, una piccola altalena, un paio di giochi basculanti e la teleferica non riescono più a soddisfare la domanda. Il risultato è una concentrazione continua sugli stessi giochi, con inevitabili sovraccarichi, maggiore usura e un aumento del rischio di danneggiamenti. Da qui le richieste, sempre più frequenti, di un ampliamento delle strutture ludiche. Non una semplice riparazione, ma un passo in avanti che tenga conto dell’evoluzione del parco e del suo utilizzo quotidiano. Famiglie e residenti chiedono più giochi, più spazi differenziati per età, una progettazione che riduca l’affollamento e limiti gli usi impropri.

La manutenzione in corso risolve l’emergenza, ma non il nodo di fondo. A Caluso il tema dei parchi gioco torna così al centro del dibattito, tra investimenti già fatti, nuove spese necessarie e la consapevolezza che gli spazi per l’infanzia non sono un dettaglio, ma una infrastruttura sociale che va pensata, protetta e aggiornata nel tempo.

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