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Agliè saluta la sua memoria fotografica: il paese ringrazia Franco Marchiando, quarant’anni dietro l’obiettivo della comunità

Una targa in municipio prima della chiusura della storica Bottega della Foto: non solo un negozio, ma un presidio di relazioni, storie e identità locali

Agliè saluta la sua memoria fotografica

Agliè saluta la sua memoria fotografica: il paese ringrazia Franco Marchiando, quarant’anni dietro l’obiettivo della comunità

Le serrande si abbasseranno tra pochi giorni, ma l’immagine resterà impressa a lungo. Ad Agliè, dove La Bottega della Foto ha rappresentato per quarant’anni la stanza della memoria collettiva, la comunità ha scelto di dire grazie a Franco Marchiando nel modo più semplice e più autentico: un riconoscimento pubblico, consegnato in municipio, e una dedica che riassume una vita di lavoro, dedizione e sguardo attento sul paese.

Sabato 13 dicembre 2025, nella sala del municipio, il sindaco Marco Succio e l’amministrazione comunale hanno voluto rendere omaggio a Marchiando alla vigilia del suo pensionamento. Una targa, definita dall’amministrazione “estremamente meritata”, è stata consegnata a colui che per decenni ha raccontato Agliè attraverso immagini destinate a diventare ricordi di famiglia, archivi di eventi, frammenti di storia quotidiana. Sulla targa è inciso un messaggio che va oltre la formalità: un ringraziamento per aver custodito volti, storie e ricordi della comunità alladiese e per essere stato, allo stesso tempo, un punto di riferimento del tessuto commerciale del paese. Un tributo che riconosce il valore di una bottega capace di svolgere anche una funzione sociale.

Aperta nel 1985, La Bottega della Foto non è stata soltanto un laboratorio professionale. Nel tempo è diventata un luogo familiare, attraversato da generazioni di alladiesi e da residenti dei comuni vicini. Qui sono passati battesimi e matrimoni, feste di paese e cerimonie ufficiali, ritratti per documenti e fotografie destinate a rimanere appese nelle case per tutta una vita. Un archivio diffuso, costruito senza proclami, fatto di fiducia reciproca e di una presenza costante sul territorio. La chiusura al pubblico, prevista da lunedì 15 dicembre 2025, segna la fine di un’epoca che molti identificano con una stagione più lenta, artigianale, in cui il tempo dell’attesa faceva parte del mestiere.

Il percorso professionale di Franco Marchiando affonda le radici lontano. Nato nel 1958 a Pont Canavese, ha imparato il mestiere prestissimo, iniziando a soli 12 anni nello studio fotografico di Dario Villa a Cuorgnè. Un apprendistato precoce che ha formato non solo la tecnica, ma anche l’approccio umano alla professione. Poco più di dieci anni dopo, la scelta di mettersi in proprio e di aprire ad Agliè, scommettendo su un paese che avrebbe accompagnato per gran parte della sua vita lavorativa. Costanza, conoscenza del territorio e cura artigianale sono diventati il suo tratto distintivo, in un settore che nel frattempo ha vissuto trasformazioni radicali.

Marchiando, però, non è stato soltanto un fotografo. Il suo nome è legato anche all’impegno civico e associativo. In passato ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale, partecipando attivamente alla vita amministrativa del paese. Un aspetto che contribuisce a spiegare il senso profondo della “stima e riconoscenza” espresse dall’amministrazione: la Bottega della Foto non era solo un’attività commerciale, ma un punto di incontro, uno spazio di relazione, un osservatorio privilegiato sulla comunità.

La chiusura di un negozio storico non è mai un fatto neutro. Tocca l’identità di un luogo, riapre riflessioni sul futuro dei centri storici e sulla difficoltà di tramandare mestieri artigiani in un’epoca dominata dalla rapidità e dalla smaterializzazione delle immagini. Nel caso della Bottega della Foto, ciò che viene meno non è soltanto una vetrina, ma un luogo in cui la comunità si è guardata allo specchio per quattro decenni, affidando a un professionista la cura dei propri ricordi.

L’omaggio del Comune assume quindi un valore che va oltre il singolo gesto. Restituisce dignità a un’esperienza professionale che ha accompagnato la crescita del paese e invita, implicitamente, a preservare ciò che resta di immateriale: un patrimonio di volti, storie e relazioni che continuerà a parlare di Agliè anche senza una serranda aperta. Perché se la bottega chiude, la memoria che ha contribuito a costruire resta, impressa non solo nelle fotografie, ma nel racconto collettivo di una comunità.

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