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08 Dicembre 2025 - 10:31
L’apertura del nuovo anno Erasmus all’Istituto Comprensivo di Nole non è stata una semplice cerimonia formale, ma l’avvio concreto di un percorso che da anni identifica l’istituto come uno dei poli più attivi nella progettazione europea sul territorio. Un avvio costruito su incontri, scambi e momenti di confronto che hanno dato forma a una settimana densa di attività, ma anche di emozioni: un intreccio di lingue, abitudini, narrazioni, vissuto direttamente dai ragazzi e da tutte le famiglie coinvolte. È stato soprattutto il raccordo naturale tra quanto costruito durante l’anno scolastico precedente e le nuove prospettive aperte per il 2026, restituendo una fotografia viva e dinamica di ciò che significa oggi educare in un contesto realmente europeo.
Il primo segno tangibile è arrivato con l’ospitalità di 17 studenti europei provenienti da Portogallo, Ungheria e Germania, accolti nelle famiglie degli alunni della scuola secondaria. Un’esperienza che, come sempre avviene in questi casi, ha trasformato le cucine, i salotti e le camere dei ragazzi in veri laboratori interculturali, dove una colazione, un compito o una passeggiata diventano opportunità per confrontarsi, ascoltarsi e riscrivere i propri confini. La presenza di un Ambassador Erasmus dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte ha aggiunto un ulteriore tassello istituzionale, riconoscendo ufficialmente il lavoro svolto dalla scuola e il suo ruolo all’interno della rete regionale dedicata alla mobilità europea.
Le prime mobilità dell’anno hanno coinvolto un numero significativo di studenti: 10 alunni delle scuole primarie di Nole e Villanova, partiti alla volta di Granollers, in Spagna, e 20 studenti della scuola secondaria, ospitati a Uherský Brod, in Repubblica Ceca. Due esperienze parallele ma complementari, pensate per fasce d’età differenti e accompagnate da percorsi didattici mirati. Nelle scuole partner, i ragazzi hanno partecipato ad attività progettate per sviluppare competenze digitali, avvicinarsi a metodi di educazione non formale, ampliare la consapevolezza sull’inclusione e conoscere il tessuto sociale, culturale e territoriale delle realtà ospitanti. Tutti aspetti che fanno parte degli obiettivi fissati nel piano Erasmus legato all’accreditamento dell’Istituto.
I risultati sono già emersi con chiarezza nella fase conclusiva del percorso, quando gli studenti al ritorno hanno compilato un’approfondita valutazione insieme ai docenti accompagnatori e redatto una relazione individuale. È in quei testi che si ritrovano le tracce più nitide del cambiamento: uno sguardo più ampio sul mondo, una maggiore sicurezza in sé, la consapevolezza che la diversità culturale non è un ostacolo, ma uno strumento di crescita. Molti hanno indicato il miglioramento delle competenze linguistiche, in particolare dell’inglese parlato, come un risultato immediato, ma il beneficio più ricorrente è stato un altro: la capacità di organizzare il proprio tempo, assumersi responsabilità, collaborare con coetanei di paesi diversi e vivere lontano da casa senza perdere il proprio equilibrio.

Un passaggio delle loro riflessioni restituisce perfettamente lo spirito con cui hanno affrontato l’esperienza: «L’esperienza Erasmus ha superato ogni aspettativa. È stata un’occasione unica e stimolante. Abbiamo imparato e migliorato anche molte cose di noi stessi come l’organizzazione delle cose da fare, essere più responsabili. Abbiamo migliorato l’inglese parlato e visitato posti nuovi e interessanti. Le varie attività hanno permesso di sviluppare nuove capacità e lavorare con persone di un altro paese, imparare a convivere con chi ha abitudini, lingua e cultura diverse. Siamo tornati a casa con ricordi indimenticabili». Una testimonianza che non lascia spazio a interpretazioni: l’impatto è stato profondo, concreto, misurabile.
L’anno Erasmus non si chiude qui. Le previsioni per il 2026 confermano un programma ancora più intenso: due nuove mobilità, la prima a Budapest e la seconda a Vila das Aves (Portogallo), coinvolgeranno 12 studenti della scuola secondaria. A queste si aggiungeranno la formazione all’estero di almeno cinque membri del personale scolastico, e soprattutto l’ospitalità di 16 alunni di Granollers e di un gruppo molto più ampio, 28 studenti, provenienti dalla Repubblica Ceca e da un nuovo partner di Friedrichshafen, in Germania. Un ampliamento della rete che conferma la volontà della scuola di rafforzare i legami creati negli anni e di costruirne di nuovi, mantenendo sempre al centro il valore educativo della mobilità.
Ad emergere, in questo quadro, è una convinzione solida: il progetto Erasmus non è soltanto un insieme di viaggi organizzati o un approfondimento linguistico, ma un dispositivo pedagogico che costringe a guardare oltre i confini abituali. È un mezzo per mettere in discussione stereotipi, superare timidezze, imparare a vivere con ciò che non è familiare e accettare che il cambiamento passi inevitabilmente dalla relazione con gli altri. Nel racconto degli studenti e nella struttura del programma si coglie questa dimensione trasformativa, che modifica tanto chi parte quanto chi accoglie, perché un ragazzo straniero ospitato a casa propria è già un frammento d’Europa all’interno della vita quotidiana.
L’Istituto Comprensivo di Nole conferma così una vocazione alla progettazione internazionale che negli anni si è consolidata e che ora trova nuove aperture. Le attività portate avanti finora, insieme agli esiti delle valutazioni e alle prospettive indicate per il 2026, raccontano un percorso coerente, strutturato e in continuo miglioramento. E il fatto che i ragazzi, al rientro, parlino di responsabilità, autonomia, nuove competenze e ricordi indimenticabili è la testimonianza più efficace di ciò che la scuola ha costruito: un ponte stabile con l’Europa, fatto di esperienze che cambiano il modo di insegnare e di imparare.
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