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Ivrea

Tra microfoni gracchianti e interferenze marziane, la Democrazia è in onda (o quasi)

Il sindaco Matteo Chiantore ha annunciato l'arrivo di un nuovo impianto

Tra microfoni gracchianti e interferenze marziane, la Democrazia è in onda (o quasi)

Era già diventato un appuntamento fisso: il Consiglio Comunale di Ivrea e il suo streaming malfunzionante. Un connubio indissolubile come la Nutella e il pane, il carnevale e le arance. Ma ieri sera, l'incommentabile ha raggiunto vette di comicità involontaria da far impallidire persino Zelig. L'aula consiliare si è trasformata in un set surreale degno di una parodia fantascientifica.

Già dalle prime battute, i microfoni dell'epoca di Guglielmo Marconi hanno iniziato a dare segni di cedimento, emettendo lamentosi suoni metallici che avrebbero fatto inorridire anche un rocker heavy metal. In prima fila consiglieri, assessori e sindaco, trasformati in aspiranti DJ alle prese con un mixer impazzito, pronti a contorcersi alla ricerca della giusta angolazione per non gracchiare.

Quasi impossibile seguire la seduta da remoto tra pixel impazziti e suoni incomprensibili. A tratti è sembrato di essere tornati alle frequenze FM e AM delle vecchie radio con le rotelle. Qualcuno le ricorda ancora?

"E adesso da Torino... bzzzzzzzzz trasmettiamo bzzzzzzzz....".

Dateci un pizzicotto. Diteci che non è vero. Qualcuno ci svegli!

Nonostante tutto, il Sindaco Matteo Chiantore ha annunciato l'arrivo di un nuovo impianto. Almeno questa volta la sincerità c'è stata, non come fino a dicembre scorso, quando per ogni black out c'era una giustificazione preconfezionata: la scheda, la rete, il tecnico, la sorella della nonna in cariola...un elenco infinito di balle.

Ma la domanda sorge spontanea: perché a Ivrea, città dell'informatica, patria di Arduino e terra di Adriano Olivetti e del primo PC, ci si ostina a gestire le riprese e la loro diffusione con l'incompetenza?

La storia si ripete. Ai tempi di Carlo Della Pepa, per collegarsi occorreva un PC di quattro generazioni prima con Microsoft Explorer, quando già tutto il mondo usava Apple e compatibili, navigando con Firefox, Chrome, Safari e tanti altri browser.

Oggi qualcosa è cambiato, ma non molto, e qualcosa ci dice che a Ivrea non si adegueranno alle soluzioni adottate ormai ovunque.

Eppure basterebbe così poco: tutti i Comuni d'Italia, anche quelli più grandi, fanno le dirette utilizzando YouTube o Facebook. Sarebbe roba da ragazzi: un click e il gioco è fatto, senza problemi e con una qualità decisamente migliore.

Insomma, speriamo che il nuovo impianto arrivi presto e che questa volta funzioni davvero.

Altrimenti, il rischio è di trasformare il Consiglio Comunale di Ivrea in un meme permanente.

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