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Pont Canavese
07 Maggio 2024 - 06:30
I tre candidati a sindaco di Pont Canavese
A distanza di pochi giorni dal temine ultimo per la presentazione delle liste, il quadro elettorale a Pont sembrerebbe ben delineato. Saranno in tre a contendersi la carica di sindaco, salvo sorprese dell’ultima ora che paiono però poco probabili. Di due formazioni si conoscono i nomi di tutti i candidati al consiglio; della terza – per scelta dei suoi componenti - solo quelli dell’aspirante primo cittadino e del suo vice designato.
Mancando la quarta lista, di cui si era discusso in questi ultimi mesi, sarà assente dalla competizione Bruno Riva, eletto nel 2020 e caduto per opera dei suoi nel febbraio del 2023. Spiega di aver rinunciato a costruire una coalizione di cui facesse parte anche lui: “Non mi candido perché ho avuto problemi di salute protrattisi per diversi mesi e non si può mettere in piedi un gruppo in quattro e quattr’otto, nel giro di due settimane. Mi spiace non aver potuto concretizzare i miei propositi: sarebbe stato composto prevalentemente da donne (sei, sette, otto ma comunque molte) perché le donne sono state le uniche a non abbandonarmi”.
Del predecessore di Riva, ovvero di Paolo Coppo, si sapeva con certezza da subito che sarebbe stato in corsa e almeno una parte dei suoi candidati era facilmente prevedibile.
Della seconda lista era noto che l’aveva promossa il già assessore Raffaele Costa mentre il nome del capofila era stato mantenuto riservato fino a dieci giorni fa: non sarebbe stato facile arrivarci visto che Gian Piero Bonatto non ha alle spalle esperienze precedenti in campo politico o amministrativo.
Diversa la situazione della terza lista: la scelta sarebbe stata tra Giovanni Costanzo (assessore nella giunta di Bruno Riva) e Moreno Riva, che era stato vicesindaco di Coppo nel periodo 2015-2020. Ora sappiamo che toccherà a Moreno Riva e che, in caso di vittoria, Costanzo farà il vice.
Mentre si prepara la nuova sfida per guidare Pont dopo il lungo periodo di commissariamento (saranno in tutto quindici mesi) non si placano ancora le durissime polemiche che avevano caratterizzato i due anni e mezzo del mandato di Bruno Riva. Fra lui e Coppo - anche se non ci sarà nessuno scontro elettorale - è ancora in atto un duello a distanza. Lo si evince dalle dichiarazioni che ciascuno di loro ci ha rilasciato, anche se nel mirino di Riva ci sono oggi anche - e per certi versi soprattutto - i suoi ex-compagni di viaggio.
Questa la lista che sostiene Paolo Coppo: Renzo BOETTO, Francesca BROGLIATTO MOSSINA, Elena CASTAGNERI, Mario FALETTI, Giovanni GALLO LASSERE, Mattia MACRI’, Giuseppe PERONO GAROFFO, Bruno PECOLATTO, Alessandro QUARANTIELLO, Mauro TRIONE, Moreno TURIGLIATTO, Enrica VALLE.
Faletti e Gallo Lassere sono amministratori di lungo corso, già assessori con Marco Balagna e con Coppo ed accanto a lui all’opposizione dopo l’ultima tornata elettorale. Altri due si erano candidati nel 2020 ed ora si ripropongono: Elena Castagneri e Bruno Pecolatto. Moreno Turigliatto era stato consigliere di maggioranza fra il 2015 ed il 2020. Gli altri sono nomi nuovi, alcuni piuttosto noti. Lo è ad esempio quello di Giuseppe Perono Garoffo, già vigile urbano in pensione da qualche anno, mentre Enrica Valle, pur non risiedendo a Pont da molti anni, ha sempre avuto qui parenti stretti e spesso è presente in paese. Suo fratello Alberto, purtroppo deceduto cinque anni fa, era stato in minoranza, sempre con Coppo, fra il 1995 ed il 2000. Sarà lei, in caso di vittoria, a ricoprire il ruolo di vicesindaco.
Trattandosi di una lista che si pone in continuità con quelle guidate in precedenza da Coppo, tendenzialmente non ci aspetterebbero grandi sorprese dal punto di vista programmatico. Al momento non lo si può tuttavia verificare poiché Coppo dichiara: “Non conoscendo la situazione in cui attualmente si trova il Comune, non possiamo lasciare certezze ma solo proponimenti certi anche se, con un gruppo di ex Amministratori, Funzionari ed ex Dipendenti pubblici e altri Cittadini, quasi tutti impegnati nel volontariato, da tempo abbiamo consolidato un gruppo che ha già redatto un programma ben dettagliato. Il modo di operare, in caso di elezione, sarà quello già adottato negli anni precedenti e che qualche risultato positivo lo ha portato: correttezza, imparzialità, lontananza da interessi privati e lavorare esclusivamente nell’interesse dell’Ente e della Cittadinanza - aggiunge -. Non è mia abitudine fare promesse se non sono certo di poterle realizzare. Già in passato ciò che nei miei programmi elettorali era stato promesso in buona parte è sempre stato realizzato, a volte anche di più. Al netto di questa premessa i motivi di una candidatura sono principalmente due: un debito di riconoscenza verso tanti Cittadini che per tanti anni mi hanno dato e dimostrato grande fiducia che in coscienza credo di non aver mai tradito; cercare di rimettere in sesto il Comune, al quale molto ho dedicato, attraverso l’esperienza acquista in tanti anni di attività amministrativa come Consigliere, Assessore, Vicesindaco e Sindaco”. Conclude: “I prossimi cinque anni saranno determinanti per Pont e il suo futuro perché ci potrebbero presentare diverse sfide da affrontare, in assoluta sinergia con l’Unione Montana, che non vanno perse perché possono determinare il futuro del territorio di cui Pont è fondovalle e principale Comune dell’Unione stessa”.

Le elezioni si tengono a Pont Canavese l'8 e il 9 giugno prossimi
La terza delle liste in campo a Pont, quella guidata da Moreno Riva, come già detto conserva una certa dose di mistero rispetto ai candidati alla carica di consigliere. I nomi verranno resi noti venerdì 10 maggio. A parlare è per ora l’aspirante vicesindaco Giovanni Costanzo che dichiara: “Siamo arrivati ai giorni cruciali e sì, confermiamo la nostra presenza alla prossima, imminente, tornata elettorale con la collaborazione tra il sottoscritto ed il Sig. Moreno Riva.
Coesione nata già parecchio tempo fa, sempre e soltanto con un unico obiettivo: quello di lavorare per il bene del nostro Paese, in mezzo alla nostra gente, ai loro problemi ascoltando tutti e facendo inoltre tesoro delle nostre esperienze trascorse ed anche delle critiche ricevute, cercando di migliorare le situazioni dove possibile ed in certi casi essere capaci anche di dir no dove o quando sarà necessario. Il gruppo che si è creato intorno a noi, condivide appieno la nostra strategia e la stessa voglia di fare”.
A questo punto spiega perché sia toccato a Riva il ruolo di capolista e non allo stesso Costanzo, che pure veniva dato come il più probabile. “La scelta, benché fra noi due sussistera’ una sinergia tale per cui saremo un tutt’uno, è ricaduta su di lui poiché a mia differenza annovera maggior esperienza politica amministrativa essendo stato, per due tornate, dapprima Assessore e successivamente Vicesindaco. Come in qualsiasi settore, chi ha maturato un’esperienza maggiore si porta appresso un bagaglio più importante. Da qui la decisione del gruppo: senza mezze parole, “la gavetta” del Sig. Moreno gliene concede veramente il diritto!”.
Costanzo conclude le sue dichiarazioni con l’auspicio “a nome di tutti noi, di una campagna elettorale basata sul reciproco rispetto fra le varie liste presenti mettendo esclusivamente al centro il bene del nostro paese. Così vorremmo potesse essere anche e soprattutto nella fase successiva”.
Parlando delle elezioni, l’ex-sindaco Bruno Riva esprime un auspicio: “Spero che chiunque vinca governi tenendo conto delle classi più deboli e dei momenti difficili che stiamo vivendo, nei quali c’è bisogno di solidarietà. Spero anche che tenga d’occhio il centro del paese e quel poco di commercio che vi rimane, senza spostare tutto verso l’esterno, e che tenga in considerazione le piccole attività commerciali”.
Parla per la prima volta di ciò che si sarebbe potuto realizzare se il comune non fosse stato commissariato. “Avevamo dei progetti, che purtroppo sono rimasti lì: ad aprile 2021 la Regione ci aveva incaricati di predisporli per il PNNR e ne avevamo messi a punto tre. Di uno – quello riguardante il riutilizzo dell’area industriale dismessa dell‘ex-Sandretto – si era saputo qualche mese fa perché l’ex-consigliere Perino ne aveva parlato con i giornali ma, oltre a questo che avevo affidato a lui, ce n’erano altri due importanti. C’era quello riguardante la stazione ferroviaria, visto che verrà elettrificata, con la riqualificazione urbanistica dell’area, l’installazione di pannelli fotovoltaici per la ricarica delle batterie che avrebbero consentito ai turisti di raggiunge il centro con mezzi ecologici. Il terzo progetto prevedeva il riutilizzo dell’ ex-RSA creando una decina di mini-alloggi per le famiglie meno abbienti. Tutto è andato perduto con le dimissioni dei 10 consiglieri ed il conseguente scioglimento del consiglio”.
E’ questo un gesto che continua a non andargli giù: “Non ero stato avvisato della decisione e mai, da allora, qualcuno dei dimissionari mi ha fatto una telefonata. Posso capire i 5 delle minoranze, anche se, volendo, avremmo potuto trovare un accordo per far proseguire il mandato. Continuo a non capire la faccenda delle nove ore di ritardo nelle dimissioni: date per tempo si sarebbe votato nella successiva tornata elettorale. Così il paese ha dovuto pagare per 14 mesi due commissari e sono soldi sborsati dai pontesi”.
Pensando alla sua sconfitta per pochi voti, nel settembre 2020, Paolo Coppo, sindaco dal 2010 al 2020, afferma: “Tre anni e mezzo fa avevamo lasciato un Comune in ordine sotto tutti gli aspetti amministrativi ed economici e con ottimi funzionari che tanti ci invidiavano e che a loro facevano riferimento. Nel cambio di amministrazione era stato redatto un dettagliato e meticoloso verbale di consegna, illustrato punto per punto al nuovo Sindaco in presenza del Segretario Comunale e di un suo Consigliere. L’amministrazione, appena insediata, era stata lasciata su una strada asfaltata di nuovo dove non vi era possibilità di inciampo. Ora la situazione è ben diversa soprattutto perché tanti funzionari hanno lasciato il comune di Pont, non certo per un miglioramento economico. Ricordo che i funzionari sono i pilastri di un edificio, gli amministratori i muri perimetrali; se togli i muri l’edificio perde solo l’abitabilità ma rimane in piedi, se togli qualche pilastro cade”.
Sostiene che in quest’ultimo anno, dopo la caduta dell’Amministrazione, di proposito non ne aveva mai parlato “perché sarebbe stato buttare benzina su un fuoco che già ardeva di suo. Non farò dei j’accuse né cercherò particolari colpe in qualcuno perché non rientra nelle mie competenze, semmai solo qualche riflessione su ciò che è stato”.
Ed eccole tali riflessioni: “Fin da subito si è capito che la nuova amministrazione difficilmente poteva durare per l’intero mandato. In particolare un Sindaco e un suo Gruppo non possono essere catapultati alla guida di un Comune senza avere un minimo di esperienza. Tutti i Candidati erano digiuni di amministrazione tranne un paio di soggetti che erano stati in amministrazione parecchi anni prima mentre nel frattempo quel mondo era decisamente cambiato. Purtroppo il Sindaco era convinto di un accanimento personale nei suoi confronti che ha sempre lamentato con tutti e in ogni dove… ma che di fatto non esisteva e lo dicono gli atti. Una mezza lancia però si può spezzare in suo favore perché tutti i torti non ha quando dice di ‘essere stato usato’… anche se quando ci si accorge di questo bisognerebbe avere la determinazione per fare altre scelte che magari avrebbero portato allo stesso epilogo ma con una sostanza, a mio vedere, ben diversa”.
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