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Pont Canavese
30 Aprile 2024 - 05:30
Al momento sono due i candidati a sindaco di Pont Canavese
E’ Gian Piero Bonatto, carabiniere in pensione, il secondo fra i candidati a sindaco di Pont di cui si conosce con certezza il nome. Il primo è quello dell’ex-primo cittadino Paolo Coppo, la cui presenza era certa fin dal primo momento.
Ci sono dunque dei punti fermi nella vicenda pontese ma solo per metà. Nulla di preciso si continua a sapere della terza lista, di cui il deux-ex-machina dichiarato era l’ex-assessore Giovanni Costanzo La si dà quasi per certa ma i suoi componenti non avrebbero ancora deciso chi designare come capolista: si parla da settimane dello stesso Costanzo oppure dell’ex- vicesindaco Moreno Riva ma sono voci, non notizie. Resta sullo sfondo l’ipotesi di un quarto gruppo con all’interno Bruno Riva, sindaco dal 2020 all’inizio del 2023, allorché il Comune venne commissariato.
Della lista guidata da Bonatto si sapeva che uno dei promotori era Raffaele Costa, già compagno di schieramento di Coppo ed assessore durante il mandato di Marco Balagna, fra il 2005 ed il 2010, quando Coppo era vicesindaco. Si parlava di un nome a sorpresa ma non era facile individuare di chi si trattasse, anche perché Bonatto non ha un passato di militanza alle spalle né potrebbe averlo trattandosi di un ex-militare. Gli appartenenti alle forze Armate, così come i magistrati, si possono ovviamente candidare ma non possono fare politica attiva e iscriversi ad un partito finché restano in servizio.
Gian Piero Bonatto è nato a Pont nel 1962, dove vive con la famiglia. E’ sposato dall’86, ha una figlia ed un nipote dodicenne. Dopo aver lavorato per quasi tre anni in fabbrica (presso la ILCAS di Sparone) nel 1981 si arruolò nell’Arma dei carabinieri. Ha prestato servizio principalmente in ambiti investigativi dedicandosi al contrasto della criminalità comune ed organizzata. Ha fatto parte dei R.O.S. poi, dal 2003 al 2020, è stato comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ivrea per concludere la sua carriera in qualità di docente di Tecniche Investigative presso la Scuola Allievi Carabinieri di Torino “La Cernaia”. E’ stato collocato a riposo per raggiunti limiti di età nell’ottobre 2022 con il grado di Maggiore. Dal luglio 2023 è collaboratore della Procura Federale della Federazione Italiana Gioco Calcio.
Della sua lista, che non ha ancora un nome definitivo, oltre al citato Raffaele Costa fanno parte Mauro De Tomasi, Marco Galizia, Marco Ghiglieri, Claudio Giacoletto, Ernesto Grasso, Donatella Perono, Amalia Poscovic, Lorenzo Querio, Giorgio Rolando Eugio, Danilo Trione, Samuel Vona.
Oltre al nome di Costa, spicca quello di Donatella Perono, che ha esperienza amministrativa pregressa e che, dopo aver fatto parte della maggioranza di centro-sinistra dal 1993 al 2000, nel 2005 rientrò in consiglio nella lista di Balagna, uscita vincitrice dalle urne. Rieletta nel 2010, quando Coppo divenne sindaco, in seguito si dimise.
Alla domanda su come sia arrivato alla candidatura, Gian Piero Bonatto spiega: “Sono stato coinvolto in questo progetto di lista civica da Raffaele Costa e Donatella Perono. Ci tengo a sottolineare che è civica, senza riferimenti partitici, anche se Raffaele è presidente del Circolo Canavesano del <Movimento Indipendenza> fondato da Gianni Alemanno. E’ una condizioni che ho posto fin dall’inizio”.
Rispetto agli intenti programmatici dichiara: “In questo paese c’è un po’ di malcontento e vogliamo tentare di farlo rinascere, ponendo un’attenzione particolare al Sociale ed alle fasce deboli. La popolazione invecchia e bisogna cercare in tutti i modi di riaprire la Residenza per Anziani: si creerebbero così anche dei posti di lavoro. Poi seguiamo con particolare attenzione il discorso della ferrovia: visti i grandi stanziamenti intervenuti, entro il 2026 il treno dovrebbe effettivamente tornare a Pont ma su queste cose è meglio vigilare con attenzione”.
Riguardo un problema finora sottovalutato ma di grande impatto qual è quello della diga che si vorrebbe costruire all’imbocco della Valle Soana, spiega: “Non dico un No a priori ma ci sono due condizioni da rispettare. Innanzitutto la sicurezza. Mi risulta che a suo tempo sia stata costruita una galleria a causa di una frana che minacciava la strada e prima di interventi di quel genere occorre essere ben sicuri che non si corrano rischi: tutti sappiamo cosa accadde nel Vajont e in Valtellina. In secondo luogo occorre chiedersi quali sarebbero le ricadute economiche ed occupazionali per non trovarsi poi a raccogliere le briciole come accadrà per tutti gli sconvolgimenti causati dai lavori relativi all’’Acquedotto della Valle Orco: cosa ne ricaverà il nostro territorio?”.
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