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SETTIMO TORINESE

Piastra? Solo ordinaria amministrazione, zero progetti nuovi

La candidata a sindaco della lista civica "Insieme per Settimo" chiede chiarezza sull'incontro con Fantini

Catenaccio: “C’è un tema politico: di cosa hanno parlato la Piastra e l’imprenditore?”

Rosa Catenaccio aveva appena pubblicato un post sulla sua fotografia, per punzecchiare i candidati della coalizione Piastra con le loro immagini ritoccate e “ringiovanite” per i biglietti elettorali. “Non ho paura della mia età - aveva scritto la candidata di Insieme per Settimo -  ogni ruga è segno di una vita piena e di tanti ricordi. Io sono come appaio”. Ma poi il commento diventa più serio e lo ha affidato ai social: “Preoccupano le notizie che da ieri, venerdì 5 aprile, stanno apparendo sulle maggiori testate locali e non. Noi, dal canto nostro, non vogliamo in alcun modo risultare giustizialisti per cui, dal punto di vista legale, farà chiarezza la magistratura. Ma qui c’è un tema politico... cosa si sono detti la sindaca e l’imprenditore Fantini nel loro incontro? Hanno parlato di Settimo o di altro? Qual è il ruolo di Caterina Greco, il vero azionista del Pd locale, in questa situazione? Il Movimento 5 Stelle, davanti a questa situazione, è ancora nella coalizione dove si trova il Partito Democratico o ha scelto la strada che poche ore fa Conte ha intrapreso in Puglia uscendo dalla coalizione? La nostra città è sempre stata pulita e non ha mai avuto problemi di questa natura. Oggi, davanti a questa inchiesta e davanti a queste intercettazioni rimaniamo a bocca aperta, sgomenti. Crediamo che i settimesi abbiamo diritto di sapere!”. 

Chi è Rosa Catenaccio? 

Con passi silenziosi, anche Insieme per Settimo sta ultimando le operazioni per presentare la lista dei candidati che avrà il compito di sostenere Rosa Catenaccio nella corsa a sindaco. La lista civica è la più longeva della città: fondata da Piero Lovera nel 1994 in accordo con il compianto Giovanni Ossola, “Insieme per Settimo” ha rappresentato una parte fondamentale per lo sviluppo della città. Solo nel 2019 è andata in minoranza dopo essere stata una forza di governo per cinque mandati, quasi 25 anni. In questo momento, il presidente in carica è Fabrizio Puppo mentre quello onorario è sempre  Piero Lovera.

In questa tornata elettorale, la lista correrà da sola affrontando i giganti delle coalizioni di centrosinistra, con il campo largo di Elena Piastra e il Partito Democratico come forza trainante, e il centrodestra d Manolo Maugeri, con il “vento favorevole” dei sondaggi nazionali e regionali. L’altra lista solitaria, quella di Antonio Borrini di “Difendi Settimo”, rappresenta l’ultima novità. Rosa Catenaccio parte con il suo stile, senza grandi proclami: “Arriva un momento nella vita in cui si devono fare i bilanci, ci sono state cadute ma mi sono rialzata con orgoglio - ha scritto la dottoressa sul suo profilo Facebook - ho fatto la professione che ho sempre desiderato, il medico. Mai avuto rimpianti questa decisione perche mi ha dato e mi sta dando tanto. Io la chiamo la mia “famiglia allargata” sono in pensione ma voglio continuare a lottare per chi è fragile e soffre. Illusioni, forse sì, ma le persone sono la nostra ricchezza e penso che dovremo imparare a ricercare i sentimenti e molto meno le apparenze”. 

Decine di commenti di stima e gratitudine, alcuni davvero di grande intensità. Una campagna elettorale cominciata gettando il cuore oltre l’ostacolo, provando ad attingere ad un elettorato non coinvolto dalle forze politiche di partito. 

“Sarà il nostro cavallo di battaglia - dice la candidata a sindaco - . Sentimento e non apparenza. Con la lista Insieme per Settimo andiamo contro ai Golia, ma mi sembra giusto fare la nostra parte per questa città”.

La settimana scorsa abbiamo  raccontato il suo rammarico per la mancanza di un assessore alla Sanità. Conferma tutto?

Certo. La Sanità non può essere demandata ad altri, lavandosene le mani. Un’amministrazione è responsabile della salute dei propri cittadini. Avevamo un ospedale che stava diventando un punto strategico nella prevenzione e nella cura. L’idea del primo soccorso l’avevamo già depositata con l’amministrazione di Fabrizio Puppo, nel 2018. Avevamo già trovato l’accordo con i primari del Giovanni Bosco e dell’Ospedale di Chivasso per gestire i codici bianchi e quelli verdi. Il progetto prevedeva la presenza di un anestesista 24 ore su 24, una piattaforma per l’elisoccorso del 118, e il potenziamento della radiologia e l’introduzione di una TAC. E invece niente. Tutto fermo.

Il ruolo di un assessore alla Sanità è proprio quello di seguire i progetti, sedersi all’assemblea dei sindaci per entrare a far parte di un gruppo di lavoro in maniera assidua e presente. L’Asl TO4 ha 170 Comuni e ognuno, ovviamente, tira l’acqua al proprio mulino. Perché Cirié e Castellamonte, ad esempio, si sono evoluti e qui invece no? Purtroppo, abbiamo lasciato smantellare tutto il gran lavoro fatto in precedenza. 

Ma è arrivato anche il Covid...

E ce ne sarebbe da dire anche lì. Ma se ci fosse stata una volontà politica e un’amministrazione più attenta alla Sanità, al termine di quella “guerra” si sarebbe potuto avviare un processo di rinascita, mettendo in campo progetti concreti per la salute, anche quella mentale, dei nostri concittadini. Recentemente, sono usciti dei dati angoscianti: il 42% delle persone con reddito basso ha rinunciato alle cure del sistema sanitario nel 2023 per le lunghe liste d’attesa. 

Per il nostro ospedale avevamo persino avviato il percorso per avere in casa la radioterapia per la cura dei tumori, con l’obiettivo di servire un bacino potenziale di 500mila cittadini. Invece adesso i cittadini malati e fragili di quest’area sono costretti ad andare a Candiolo, Torino alle Molinette o Ivrea, sostenendo viaggi lunghi e spese ingenti. Non ci sono altre possibilità. Invece, avremmo potuto avere sotto casa servizi fondamentali. Eravamo sulla strada giusta. E invece...

Ma la politica di un Comune può fare davvero così tanto la differenza?  

Ma certo! Da assessore alla Sanità non ho fatto altro che lavorare per incrementare i servizi al territorio. Presentare un progetto e seguirlo fino in fondo, può farlo soltanto un assessore che abbia quella delega. Ma questa è una città in piena decadenza. Ci sono fasce sempre più fragili, come i giovani di età compresa tra l’adolescenza e fino a raggiungere i 30 anni. C’è un’emergenza in corso di cui dobbiamo prendere coscienza. E un Comune può fare molto per creare delle prospettive per i giovani, cosa che qui non vedo fare concretamente in nessun modo. 

Ha letto la pagina che abbiamo dedicato ai “penultimi”, agli amici di Marika che chiedono ascolto e attenzione?

Proprio di questo parlavo. Finché son bambini, ci sono genitori e nonni a far da cuscino. Quando crescono, cominciano i problemi. A Settimo non ci sono attrattive per i giovani. Anche i trasporti, i collegamenti con Torino, sono peggiorati negli ultimi tempi. Di tutto quello che è stato detto nella precedente campagna elettorale, dalla funivia alla metropolitana, non è stato fatto nulla. Ma fatemi dire: tutti i progetti che Piastra ha presentato erano già stati approvati dalle precedenti amministrazioni. Non ha fatto niente di nuovo. Si sono limitati all’ordinaria amministrazione, a parte i parchi che, sinceramente, non vedo come possa migliorare la vita dei giovani di quella fascia di età. C’è bisogno di rendere Settimo più attrattiva per i giovani. 

E la scuola al Borgo Nuovo?

Quella si farà con soldi che arrivano dal Pnrr, ma non sono a costo zero. E poi, pensiamo di riqualificare il Borgo Nuovo con una scuola? Secondo me, serve ben altro.

E la caserma dei vigili?

Abbiamo fatto un calcolo: quell’operazione costerà 3000 euro al metro quadrato. Mi sembra proprio una cifra importante. E poi, mica basterà per contenere tutti gli uffici. 

E il commercio?

Quando vado a Chivasso vedo una città commercialmente viva, lo percepisci. A Settimo, invece, spesso dobbiamo fare i conti con una certa desolazione. E ammettiamolo: un tempo non era così. Via Italia era più frequentata, i negozi lavoravano bene. Non dico sia facile, ma una soluzione bisogna cercarla. 

Però la sicurezza dovrebbe aumentare...

Mah. Io non sento la percezione della sicurezza tra le persone. La videosorveglianza va bene ma, come per la Sanità, servono progetti anche a livello comunale per far sentire al sicuro i propri cittadini. E, tornando ai sentimenti, adesso, questa sensazione non c’è. 

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