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Elezioni Settimo Torinese

Parla Piastra: “Nella mia giunta non c’è nessuno che rappresenti la corrente Gallo”

Intervista alla Sindaca di Settimo pochi giorni dopo l’inchiesta che ha scosso la politica piemontese

Elena Piastra

Elena Piastra

Un’inchiesta sul voto di scambio che ha messo in crisi il Partito Democratico Piemontese.  La “bomba” ha toccato (in parte) anche la Città di Settimo Torinese. Al centro della vicenda c’è la politica clientelare (così scrivono i magistrati) messa in atto dallo storico esponente torinese del Pd, Salvatore Gallo.

A Settimo ci sono alcuni “figli di Gallo”, su tutti: Caterina Greco (oggi consigliera comunale a Torino) e Alessandro Scopel (ex amministratore dell’azienda Partecipata Sat e oggi in lista con il Pd settimese).

Nelle telefonate di Gallo, poi, compare anche il nome di Elena Piastra (“È dei nostri”, dice Gallo) in merito ad un incontro con Massimo Fantini, non indagato (fratello di Roberto Fantini, finito ai domiciliari per concorso esterno in associaizione mafiosa). Abbiamo chiesto a Piastra di commentare la vicenda. 

Qui di seguito la chiacchierata sulla corrente Gallo, su Alessandro Scopel e sull’alleanza con i 5 Stelle.

Cosa hai pensato quando hai letto i primi articoli sull’inchiesta? Hai letto le intercettazioni?

Ho letto quello che è uscito sui giornali. Come ogni inchiesta, si tratta di una questione giudiziaria che le persone coinvolte affronteranno in sede giudiziaria, e solo allora si potranno stabilire conclusioni.

Condividi il metodo di fare politica di Salvatore Gallo? Ti ci riconosci?
Ti ha sorpreso?

Cosa intendi con “modo di fare politica”? Faccio politica, da sempre, con il mio metodo. E penso che la politica sia questo: discutere, ragionare, ciascuno dando il proprio contributo. Ciascuno risponde per il proprio contributo, io rispondo per il mio.

Salvatore Gallo in una intercettazione dice “Piastra è dei nostri”, è così? Fai parte della corrente di Gallo? Di altre correnti? 

Veramente Gallo dice un’altra cosa. Dice che io non faccio parte della sua corrente e quando dice “è dei nostri” a me pare intenda che facciamo parte dello stesso partito, che mi pare perfino banale, ma tenuto conto che parla a una persona esterna al partito è una precisazione che ha senso. Come detto, io ho fatto la scelta di non aderire a nessuna corrente, scelta che rivendico e che, per inciso, nella vita politica a volte si paga, perché di fatto si è “soli”. Di certo ho avuto rapporti con Raffaele Gallo, ma mi sembra normale, dal momento che io sono sindaca e lui è stato a lungo responsabile enti locali del partito, oltre a essere un consigliere regionale.

Hai dovuto cedere alle richieste della corrente di Gallo? Scopel è diventato amministratore di Sat grazie a Gallo? Salvatore Gallo dice così…

Non ho mai ricevuto alcuna pressione da Gallo in relazione al mio ruolo di sindaco. Scopel è stato nominato in seguito a bando pubblico.

Scopel resterà nella lista del Pd? Non è forse meglio togliere chi fa parte di quel “modo” di fare politica?

Ogni valutazione legata ai candidati viene fatta dagli organi del partito. E, aggiungo, in questi casi è bene valutare con attenzione tutto, senza farsi travolgere dagli eventi. Aggiungo, tra parentesi che Scopel non risulta nemmeno indagato.

Hai incontrato Fantini? Cosa vi siete detti?

Ho incontrato Massimo Fantini, che non è indagato, che voleva conoscermi, come è successo con altri imprenditori. Per inciso, in questi anni ho ricevuto più di mille persone.

Le tue scelte: assessori, amministratori di Sat sono figli di logiche di corrente? I posti più importanti vengono ricoperti dai migliori o da chi ha forti sponsor?

No, non ho seguito logiche di corrente nel costruire i rapporti. Certamente, nella scelta delle varie nomine si può tenere conto anche delle diverse sensibilità della compagine che sostengono la coalizione. È un criterio che si può utilizzare, come no: ad esempio nella mia giunta non c’è nessuno che rappresenti la corrente Gallo.

Le correnti del Pd vanno abolite? Sono diventate solo uno strumento per dare posti a qualcuno?

Non credo che le correnti siano nate per dare posti a qualcuno. Da tempo ritengo che non siano il miglior strumento di rappresentanza del partito, lo dico da anni. Altrimenti avrei aderito a una corrente.

Caterina Greco è stata eletta a Torino grazie ad una forte spinta di Gallo?

Caterina è un’amministratrice che lavora da oltre vent’anni nelle istituzioni. Non so di preciso che ruolo abbia avuto Gallo nella sua elezione, ma far parte di una corrente non è di per sé un errore.

Domenica hai parlato di “macchina del fango” credi ci sia una macchinazione contro di te? Orchestrata da chi?

Non credo ci sia alcuna macchinazione nei miei confronti. Quanto parlo di macchina del fango intendo che qualcuno, senza approfondire nulla, per scopi politici possa accostare la parola malaffare a persone neppure indagate. Senza contestualizzare adeguatamente quanto riportato negli atti dell’autorità giudiziaria che doverosamente fa il suo lavoro.

Il Pd regionale ha fatto bene a togliere Raffaele Gallo dalla lista?

È stato Raffaele Gallo a dimettersi, è una sua scelta.

Questa inchiesta mette a rischio l’alleanza con i 5 stelle a Settimo?

I 5 stelle domenica erano presenti alla presentazione della coalizione. Dal mio punto di vista i presupposti per la nostra alleanza, cioè il programma col quale ci presentiamo ai cittadini, non sono venuti meno.

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