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Trasporti

Si salvi chi può! Ativa vuole chiudere l'Autostrada in direzione Aosta. Braccio di ferro con Salvini.

Convocata una riunione urgente a Torino con i presidenti delle due Regioni, Ativa e i prefetti di Aosta, Vercelli e Torino. ll sindaco di Ivrea? Qualcuno lo ha invitato?

Giovanni Ossola, Matto Salvini

Autostrada A5, Matteo Salvini e Giovanni Ossola

Dalle 14 del 22 gennaio la società Ativa potrebbe (e usiamo il condizionale) interrompere il collegamento autostradale A5 da Torino per la Valle d’Aosta e i Trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo con uscita obbligatoria allo svincolo di Scarmagno, per tutti i mezzi con massa superiore alle 19 tonnellate che potranno utilizzare la viabilità secondaria fino a Ivrea.

La notizia sarebbe contenuta in una lettera che l’Amministratore di Ativa Giovanni Ossola ha inviato al Ministro dei trasporti Matteo Salvini e per conoscenza alle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta lo scorso 18 gennaio.

Coda velenosa di un “braccio di ferro” scatenato dal rifacimento del ponte sul fiume Chiusella nell’ambito dei lavori programmati per il nodo idraulico di Ivrea.

Per quel che se ne sa il Ministro non avrebbe accolto con favore i certificati di collaudo e le dichiarazioni sull'imminente riapertura della bretella Ivrea Santhià a partire da martedì 23 gennaio. Per questo martedì 16 gennaio (le date sono importanti) avrebbe diffidato Ativa dal disporre “l’esercizio della tratta autostradale dal km 36 al km 37,52” e delle rampe dell’interscambio di Pavone Canavese fino a diversa disposizione.

Ativa, dal canto suo, ha risposto, ha contestato e anticipato che in “pedissequo adempimento della diffida, ma senza alcuna acquiescenza e con riserva di contestare in ogni sede, fondatezza e legittimità”, dalle ore 14 del 22 gennaio si vedrà costretta a chiudere al traffico entrambe le carreggiate dell’A5 dal km 36 al km 37,42, comprese tutte le piste dello svincolo di interscambio di Pavone. 

Il che non va bene per niente considerando che fino al 30 giugno è in vigore (tra l’interscambio di Santhià e lo svincolo di Albiano in direzione Aosta e tra l’interscambio di Pavone e l’interscambio di Santhià in direzione Milano) il “divieto di transito ai veicoli aventi massa a pieno carico superiore alle 3,5 tonnellate, agli autobus e ai veicoli con larghezza superiore a 2,4 metri".

Morale?

Dalla Regione Piemonte neanche un “bit” (almeno non ufficialmente) dalla Valle d’Aosta è subito partita una lettera urgente ad Ativa e al Ministro Matteo Salvini in cui il presidente Renzo Testolin esprime grande preoccupazione per l’ipotesi di interruzione del collegamento autostradale da Torino verso la Valle d’Aosta.

“Si tratta di uno scenario assolutamente insostenibile per questa Regione, già interessata dalla chiusura del collegamento ferroviario da Aosta verso il Piemonte, tanto più che si prospetta anche una possibile temporanea chiusura del traforo del frejus..." scrive e si dispera.

Qualcuno la vede come una sorta di 'resa dei conti', fatto sta ed è che è già stata convocata una riunione urgente in Prefettura a Torino alle 9,30 di lunedì 22 gennaio, praticamente quattro ore mezzo prima del fatidico 'stop'. 

Vi prenderanno parte Renzo Testolin, Presidente e Prefetto della Regione Valle d'Aosta; Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte; i prefetti delle province piemontesi coinvolte (Torino e Vercelli); i vertici di Ativa e, presumibilmente, una delegazione del ministero dei Trasporti.

Se non saranno trovate vie d'uscita, la riunione potrà forse definire i parametri di intervento e le modalità di gestione del traffico dopo che l'autostrada sarà chiusa.

La domanda a questo punto sorge spontanea. E Ivrea che potrebbe trovarsi in mezzo ad una bolgia? Qualcuno ci ha pensato a invitare anche il sindaco Matteo Chiantore...

Un po' di storia...

Il progetto di messa in sicurezza del tratto sul ponte chiusela contro il pericolo di alluvione risale al 2012.

Iniziati nell’agosto del 2018 i lavori erano finiti addirittura nel novembre del 2021. 

Da lì in avanti si era deciso di aprire solo in direzione di Ivrea obbligando chi viaggiava in direzione Torino a risalire un tratto di A5 in direzione Aosta, quindi uscire a Ivrea per poi rientrarvi successivamente. 

Ativa diceva di essere in attesa dell’agibilità da parte del Ministero delle Infrastrutture (MIT). Di avere sollecitato più e più volte il collaudo definitivo che però non era ancora arrivato.

Di fatto di collaudi non se n’è fatto mezzo ma. Per questo Ativa aveva deciso di fare da sè (chi fa da sè fa per tre) le prove di carico sul ponte Chiusella e il collaudo statico delle opere funzionali all’apertura del traffico.

Capita tutto queste proprio durante una gestione provvisoria della rete autostradale che andrà al Consorzio Stabile-Sis del gruppo Fininc della famiglia Dogliani dopo che nell’ottobre scorso il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dal gruppo Astm (Gavio) per il rinnovo  della Torino-Piacenza gestita da Satap, della Torino-Quincinetto, della tangenziale di Torino e della bretella Ivrea-Santhià gestite da Ativa. 

I Fratelli Gavio

Lo scontro tra i “padroni piemontesi delle autostrade” era in corso da tempo, dal 2019, per l’esattezza, dal giorno dell’aggiudicazione della gara a cui avevano partecipato il gruppo dei fratelli Gavio (ASTM) che attualmente le gestisce attraverso Ativa, e il Consorzio Stabile Sis guidato dalla famiglia Dogliani di Cuneo. 

Si è andati alle calende greche ed è davvero un peccato, considerando che i vecchi gestori “hanno continuato a gestire” con il minimo sforzo (a parte il rifacimento del viadotto), pur incassando il pedaggio con il massimo dei risultati.

Tutti, nessuno escluso, a cominciare da Ativa, la cui concessione della tangenziale di Torino, della Torino Quincinetto e della bretella di Santhià è scaduta addirittura (udite, udite) nel settembre del 2016, sette anni fa.

Con il senno del poi, non si fosse perso tutto questo tempo, a pochi mesi dalla scadenza, si sarebbe potuto assecondarla prorogando la concessione in cambio di un project financing con veri investimenti su tutta la rete autostradale. 

Ironia della malasorte capita tutto questo dopo che nel luglio di tre anni fa (correva 2020) il Gruppo Astm (convinto di potersi prendere tutto il Piemonte) ha acquistato dalla Città di Torino e dalla Città Metropolitana  il 19,347% del capitale di Sitaf, portando la sua quota al 67,22%.

Sitaf, per la cronaca, è titolare della concessione (scadenza nel 2050), per la gestione del traforo del Frejus, lungo circa 13 km, e dell’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia della lunghezza di 73 km.

La scalata di Gavio in Sitaf era chiara fin dall’ottobre del 2019 quando sborsò ad un azionista di peso di Ativa, cioè Mattioda di Cuorgnè la bellezza di 53,6 milioni per acquistare il 10,19% salendo al 47,08%, come socio l’Anas al 51,09.

Il rinnovo

Concentrandoci sulla Torino-Quincinetto, tra gli obblighi del nuovo concessionario, oltre ad un piano finanziario della durata di 12 anni c’è anche il pagamento di circa 305 milioni di euro agli attuali concessionari (171 milioni per Ativa e 134 per Satap)  che a questo punto, dopo l’acquisto di un ulteriore 30% di Ativa da parte di Gavio diventerebbero quasi tutti soldi per il Gruppo Gavio.

ll nuovo concessionario dell’A5, oltre al nodo idraulico di Ivrea, dovrà occuparsi dell’adeguamento sismico e del risanamento acustico di tutti i cavalcavia e dei sovrappassi. Alle cifre indicate si aggiungono, infine, circa 685 milioni per la manutenzione ordinaria, più l’obbligo di mantenimento di tutto il personale, un  nuovo sistema tariffario e tutt’intorno a Torino anche un nuovo sistema di pagamento attraverso il Free-flow Multilane con eliminazione  dei caselli della Falchera, di Bruere, Settimo Torinese Tangenziale, Beinasco, Trofarello e Vadò.  Allo stato attuale, checchè se ne dica, non si prevede l’eliminazione dei caselli sulla To5 per trasformare un pezzo di autostrada in circonvallazione di Ivrea. 

In questo contesto si inseriscono i tanti dibattiti su un nuovo casello a San Bernardo, la liberalizzazione di quello di Pavone e la creazione di una mini-tangenziale dell’eporediese libera dal pedaggio da Albiano a Quincinetto. 

Il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore ne ha parlato nel corso di un consiglio comunale e di una conferenza dei sindaci dell’Asl To4 in cui si è discusso del nuovo ospedale nell’area ex Montefibre. Chiantore ha detto di averne parlato  con le Istituzioni regionali, quel che sorprende è che le Istituzioni, alle prese con una concessione “a bagno maria” gli abbiano pure dato corda e si siano dimostrate disponibili.

Il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore

Domanda.. Rifaranno il bando? Lo modificheranno in corso d’opera mettendosi d’accordo con il nuovo concessionario (chi?).

Boh! Insomma, le solite parole al vento.

Ma soprattutto.... La giunta di Ivrea, dato che il Comune è socio di Ativa, con una quota dello zero virgolo zero un fico secco adesso che cosa se ne farà?

Il sindaco e l’assessore alle Partecipate Massimo Fresc se la sono già posta questa domanda?

Come socio, minimo minimo, il Comune di Ivrea non dovrebbe chiedere formalmente ad Ativa quale sarà il suo futuro? O no?

Tant’è!

Intanto però per uno svincolo che chissà se si riapre qualcosa, a partire dallo scorso 14 dicembre, si è chiuso. 

E’ il viadotto denominato “Camolesa”, al km. 15+788 del Raccordo A4/A5 Ivrea-Santhià.

E’ in corso la demolizione dell’impalcato della carreggiata in direzione Santhià e da qualche giorno è stato istituito il doppio senso di marcia sulla carreggiata in direzione Ivrea, con divieto di transito ai mezzi con massa a pieno carico superiore alle 3,5 tonnellate, in entrambe le direzioni.

Con opportuni segnali ai mezzi pesanti provenienti dall’Autostrada A4 e dal Raccordo A26/A4 Stroppiana – Santhià e diretti verso Aosta  viene indicato di proseguire sull’Autostrada A4 Torino – Milano in direzione Torino al fine di raggiungere l’Autostrada A5 Torino – Aosta presso l’Interscambio di Settimo Torinese.

Ai mezzi pesanti provenienti da Aosta e diretti verso Milano/Alessandria/Genova, viene indicato di proseguire sull’Autostrada A5 Torino – Aosta, in direzione Torino, al fine di raggiungere l’Autostrada A4 per Milano e l’Autostrada A21 per Alessandria e Genova.

 

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