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10 Gennaio 2024 - 20:01
Paolo Cugini Sindaco di Gassino per 15 anni consecutivi? Sembrava impossibile e invece no.
A breve, infatti, il Parlamento dovrebbe sfornare la legge che abolisce il divieto del terzo mandato per i primi cittadini dei comuni tra 5 mila e 15 mila abitanti (sotto i 5 mila abitanti non ci sarà nessun vincolo).
Uno scenario che potrebbe rimettere in gioco il sindaco uscente in vista dell’imminente tornata amministrativa.
“Ci penserei seriamente a quel punto”, si confida così Paolo Cugini ai nostri microfoni.
Paolo Cugini ricopre la carica di primo cittadino dal 2014 e si appresta a concludere il suo secondo mandato. Il terzo ci sarà?
Se ne sta parlando eppure manca ancora qualche dettaglio, a livello nazionale.
“Dicono di sì, - racconta - dicono che la possibilità di fare il terzo ci sarà ma per ora siamo alle voci. Avevano detto che si sarebbe fatto in sede di bilancio, poi con il Milleproroghe, ora nei prossimi decreti. In ogni cazo fino a quando non esce il decreto per la convocazione dei comizi elettorali è ancora possibile cambiare la norma”. Da Roma arrivano tante, tantissime voci.

Il Sindaco di Gassino, Paolo Cugini
“Si dice - continua Cugini - che ci sia l’accordo per elevare la possibilità di fare tre mandati fino ai Comuni con 15 mila abitanti, si dice che la discussioni sia se estenderlo a comuni più grandi, alle regioni e se eliminare il limite del tutto sotto i 5 mila abitanti. Trovo non granché rimandare all’infinito questa storia. Farlo a ridosso delle elezioni non è il massimo, le regole del gioco andrebbero stabilite con congruo anticipo. Si parla di febbario come momento per fare questa norma, vedremo. Il Governo ha promesso tante cose ne ha fatte poche per ora”.
In ogni caso, secondo Cugini, si tratterebbe di una norma giusta.
“Il legislatore di allora - continua - ignorava la differenza tra un Comune di 5 mila e uno 15 mila abitanti. C’èra il rischio che un Sindaco guidasse la parte politica e si occupasse anche dell’ufficio tecnico. Questo, però può succedere nei piccolissimi comuni non certo in quelli sopra i 5 mila abitanti. In ogni caso il legislatore non deve decidere perché ci sono interessi di sindaci amici di qualche parlamentare. Qui stiamo decidendo le regole del gioco. Se lo fanno per correggere la stortura di una norma ha senso”.E si arriva al territorio, al “Cosa farebbe Paolo Cugini nel caso in cui ci fosse la possibilità di fare un terzo mandato?”
“Mi piacerebbe saperlo un po’ per tempo, - precisa - ci penserei seriamente. Finché non c’è la legge mi limito a fare il mio dovere fino all’ultimo giorno del mio mandato, tendenzialmente fino al 10 giugno”.
Eppure il nome di Cugini non è uno qualunque.Da mesi, ormai, il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e una parte del mondo civico hanno messo in piedi un percorso in vista delle prossime elezioni comunali. Un percorso con un altro candidato Sindaco (probabilmente l’assessore Andrea Morelli). Con Cugini questa strada potrebbe proseguire?
“Io sono un po’ ingombrante, - ammette Cugini - penso che il percorso potrebbe andare avanti lo stesso. Tanti mi stanno chiedendo la disponibilità, io la dò al di là del ruolo in cui mi troveranno le persone: Sindaco, consigliere, semplice cittadino, io garantirò collaborazione alla prossima amministrazione, in ogni caso. Naturalmente se la prossima amministrazione vorrà collaborare. Indipendentemente da chi verrà dopo di me”. Se Cugini dovesse “rientrare” in gioco si ritroverebbe a condividere la stessa coalizione con alcuni dei suoi “nemici” storici: Cristian Corrado, Alessandro Lorenzon (entrambi ex Movimento 5 Stelle).

Cristian Corrado
“Io credo sia un percorso virtuoso, - interviene - ci sono anche sensibilità politiche e civiche che si sono aggiunte e che quindi portano un elemento di novità, è stata trovata una buona intesa sulle macro linee programmatiche. Al massimo sono io che sono un po’ ingombrante. L’importante è la chiarezza dei ruoli, il Sindaco lo si fa uno alla volta. Quando non sarò più il Sindaco, se sosterrò un altro sindaco non farò il Sindaco per conto di altri. Ho escluso di fare il vice sindaco, anche se me l’hanno chiesto. Se un progetto politico mi convince non necessariamente devo avere un ruolo di prima punta, ho fatto anche il semplice consigliere nella mia vita politica. Dopo 10 anni da Sindaco qualsiasi cosa farò nella vita rimarrò legato a Gassino. Se potrò dare una mano lo farò sempre, senza farmi troppa pubblicità. Ho dato aiuti qui e là molto volentieri in questi anni. Ho chiaro quello che ho fatto, ho chiaro che una serie di cose le metterò a disposizione. Non è chiaro il ruolo ma non importa, uno può fare il mediano, il terzino, il panchinaro, può portare anche le borracce. Se dovrò fare il portatore d’acqua lo farò e sarò contento di farlo finché mi convincerà la squadra”. Eppure per il primo cittadino resta in piedi anche un’ipotesi fuori dai confini gassinesi.
“È possibile e probabile - aggiunge - che io possa avere un accesso ad una corsa a livello maggiore, per le Regionali, non nel listino naturalmente, ai comuni mortali queste cose non succedono”. Rimane, infine, grande soddisfazione per quanto fatto fino ad ora.
“In teoria - conclude Paolo Cugini - il Comune può andare avanti con il pilota automatico per 3 anni, fino al 2027. Cosa che io non trovai 10 anni fa, mi ritrovai ad incominciare da zero, con collaborazione meno di zero da chi c’era prima. Chiunque dovesse fare il Sindaco si troverà una situazione infinitamente più tranquilla. Meglio di così? Poi, per carità, da qui a giugno non so se arriveranno cataclismi, spero di no”.
In un passato non così remoto, il legislatore stabilì il limite del secondo mandato consecutivo per i sindaci al fine di evitare prolungate permanenze al potere che si protrassero per decenni. Tuttavia, adesso il tema all’ordine del giorno in Parlamento riguarda la rimozione di tali vincoli anche per una categoria di Comuni di dimensioni più considerevoli.
Circa due decenni fa, nel maggio del 2003, la Provincia di Giovanni Quaglia ospitò la Festa delle Autonomie. Durante questo evento, l’allora presidente della Camera Casini premiò 87 sindaci che avevano guidato i loro Comuni per oltre 19 anni. Il sindaco con il mandato più longevo era Andrea Brunetto, al timone di Caramagna per ben 46 anni, corrispondenti a 10 legislazioni consecutive. Seguivano Aldo Garitta di Scagnello e Cesare Canonica di Torre Bormida, entrambi con un ruolo da 39 anni; Annibale De Piero a Mango con 38 anni; Romano Luciano a Lesegno con 37 anni; Celestino Costa a Pagno con 33 anni; Tancredi Brandone a Pezzolo con 32 anni; Giovanni Biglione a Villar San Costanzo con 30 anni.

La Camera dei Deputati
La restrizione relativa alla “terza volta” ha creato crisi nei piccoli Comuni, dove trovare candidati rimane ancora una sfida. Nel aprile del 2004, nella provincia, 197 centri si recarono alle urne: senza l’abolizione di questo vincolo, 155 sindaci non avrebbero potuto ricandidarsi. La battaglia per modificare questa normativa è stata principalmente portata avanti dall’Anpci e dalla sua presidente, Franca Biglio, storica sindaca di Marsaglia, che alla fine, dopo anni di impegno, ha ottenuto successo.
Successivamente, un’ulteriore modifica al Testo unico degli Enti locali, nell’aprile del 2022, ha introdotto una disciplina differenziata: per i centri sotto i 5.000 abitanti è stato imposto il limite di 3 mandati consecutivi, quando il numero di abitanti è almeno pari a due.
Attualmente, c’è un interesse bipartisan a cambiare nuovamente questa disposizione. È attesa in Commissione Affari Costituzionali una proposta che mira a superare il limite del terzo mandato anche per i Comuni che rientrano nella fascia 5001-15000 abitanti, mentre per quelli al di sotto non ci sarebbero più restrizioni. Si prevede che questa modifica possa avvenire tramite decreto, prima delle elezioni dell’9 giugno (o comunque delle elezioni amministrative, che coinvolgeranno 172 Comuni in provincia). Tuttavia, il tema non sembra così urgente da essere inserito nella prossima legge di proroga di bilancio. Lo ha confermato Mariastella Gelmini, senatrice di Azione in Commissione, dichiarando a La Stampa di Cuneo: “Stiamo discutendo del premierato, riprenderemo i lavori dopo le festività. I tempi, comunque, rimangono quelli stabiliti”. Anche il presidente dell’Anci, Antonio Decaro (Pd), è d’accordo: “Sembrerebbe inevitabile eliminare il limite per l’unica figura istituzionale che continua a esserne vincolata, ossia i sindaci”.
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