AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
02 Dicembre 2023 - 11:51
Non tutte le ciambelle che partoriscono le menti dei politici locali escono con il buco. Ed è quello che stanno provando, purtroppo, sulla propria pelle 5 famiglie della collina chivassese.
Guardiamo un po' quello che sta succedendo a Casalborgone e a Castagneto Po, dove un anno fa di questi tempi le amministrazioni comunali dei sindaci Francesco Cavallero e Danilo Borca iniziavano a pensare che, forse, sarebbe stato meglio e più conveniente (per loro) uscire dal Ciss, il Consorzio che eroga servizi socio-assistenziali di Chivasso, per aderire al Cisa, l'omologo di Gassino-San Mauro Torinese.

Francesco Cavallero sindaco di Casalborgone
Bene, da lì è iniziato un iter burocratico che si sta concludendo in queste settimane e che, però, non ha tenuto conto di tutte le conseguenze che questo passaggio avrebbe comportato.
La più grave è quella che rischia di far rimanere senza assistenza cinque famiglie.
Il passaggio da un consorzio che eroga servizi socio assistenziali ad un altro potrebbe mettere a rischio l’erogazione del servizio di “educativa territoriale disabili”. E’ il caso dei Comuni di Castagneto Po e Casalborgone, 3 mila e 500 abitanti in totale, i cui Consigli comunali hanno votato, a luglio, il passaggio dal Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio-assistenziali di Chivasso all’omologo di Gassino-San Mauro Torinese, il Cisa.

Danilo Borca sindaco di Castagneto Po
Nello specifico il problema riguarda cinque famiglie residenti a Casalborgone i cui figli, minori, sono seguiti da tempo da educatori professionali forniti da cooperative sociali che hanno un contratto con il Consorzio chivassese. Per queste famiglie il passaggio, dal 1º gennaio 2024, al consorzio Cisa rappresenta un problema.
Lo spiega la direttrice del Cisa Daniela Calderone: “I nostri servizi educativi superano già il 5º d’obbligo. In pratica il contratto con le cooperative Esserci e ApPunto è già stato ampliato del 20 per cento e prendere in carico queste cinque famiglie potrebbe comportare lo sforamento dei vincoli contrattuali in posti dall’Anticorruzione”.
Tradotto: questi bambini potrebbero non usufruire più dei servizi perché i 17 educatori professionali hanno già in carico 77 minori di cui 29 minori affetti da disabilità.
Un problema non di poco conto che ha costretto i consigli di amministrazione dei due consorzi a convocare riunioni nel tentativo di trovare una soluzione.
“Cerchiamo di garantire comunque il servizio, ma è un passaggio difficoltoso, almeno nella prima fase” confessa ancora la direttrice del Cisa, Daniela Calderone.
La soluzione?
“Stiamo cercando una risoluzione al problema altrimenti dovremmo inventarci un servizio ad hoc per quei cinque bimbi. Ma ci vuole tempo” dice.
Nel mentre il Cisa sta vagliando la possibilità di far proseguire temporaneamente il servizio al Ciss a fronte di un rimborso per le prestazioni erogate, in attesa di affidare il servizio ad un’altra cooperativa.
La questione sarà affrontata nel corso dell’assemblea dei sindaci convocata per lunedì pomeriggio.
Nel frattempo, giovedì scorso, il Consiglio comunale di Chivasso, Comune capofila del Ciss, ha preso atto dell’uscita dei due comuni collinari dal Consorzio.
Il Ciss di Chivasso non lascerà a piedi nessuno e lo dice chiaramente il presidente, Antonio Barillà: “La procedura di fuoriuscita dei comuni di Castagneto e Casalborgone è stata ufficializzata 6 mesi fa. Da allora il Ciss ha lavorato per consentire un passaggio graduale delle consegne, tant'è che gli operatori dei due consorzi si stanno incontrando per verificare i casi uno per uno. Vi sono, infatti, delle situazioni sociali che meritano molta attenzione e che dovranno essere gestiti non con superficialità. Sia chiaro che il Ciss non lascerà senza assistenza nessuno qualora dal 1º gennaio il Cisa non è in grado di garantire i servizi. Il tal senso l'assemblea dei sindaci del Ciss si è detta disponibile ad aiutare il Cisa, purché comunichi per iscritto quali servizi non è in grado di erogare dal primo di gennaio”.
Il problema ha tenuto banco anche in Consiglio comunale a Chivasso e proprio in risposta alle polemiche inaspritesi a Palazzo Santa Chiara, i sindaci Francesco Cavallero (Casalborgone) e Danilo Borca (Castagneto) precisano che "in merito alla discussione intercorsa nel consiglio comunale di Chivasso, i comuni di Casalborgone e di Castagneto Po alla fine di giugno 2023 hanno presentato richiesta di trasferimento dei servizi sociali dal Ciss Chivasso al Cisa Gassino e dal primo gennaio 2024 entreranno nel nuovo consorzio.
Le amministrazioni hanno valutato con attenzione l’offerta e la qualità dei servizi espressi dal Cisa. Attualmente i due Consorzi, stanno collaborando con grande professionalità per garantire il passaggio nei tempi necessari e minimizzare i disagi per le persone nella fase di transizione.
Il Consorzio Cisa possiede le competenze ed i servizi attivi per la gestione della disabilità sui territori di competenza. Senza entrare nelle competenze di un consiglio comunale che non è il nostro noi ci sentiamo di augurare che con la nostra uscita il Ciss abbia una ricaduta positiva ed un miglioramento dei servizi”.
Poi c’è l’aspetto dei costi perché da gennaio il Cisa di Gassino aumenterà le rette procapite da 28,50 euro a 31 euro.
Per il sindaco di Casalborgone Francesco Cavallero, inoltre, la scelta del passaggio sotto Gassino e San Mauro è stata una decisione in quanto si tratta di un territorio “più omogeneo”.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.