AGGIORNAMENTI
Cerca
Lauriano
28 Agosto 2023 - 12:15
L'ex Cementedile di Lauriano dove è presente ancora l'amianto
Pericolo amianto e gru da controllare nell’area dell’ex stabilimento Cementedile di via Testore a Lauriano, azienda che produceva prefabbricati in cemento e che chiuse i battenti 15 anni fa.
Con un’articolata interrogazione, il gruppo consiliare di minoranza “Lauriano e Piazzo Domani” chiede al Comune di Lauriano di attivare immediati controlli, anche considerata la vicinanza di abitazioni, attività commerciali e dello stabilimento Luxottica, che occupa un migliaio di addetti.
Parte dello stabilimento è utilizzato dal Comune per il ricovero di mezzi ed attrezzature.

L'ingresso dell'ex Cementedile di Lauriano
I consiglieri comunali Renato Dutto, Graziano Bronzin e Sabino Fusco hanno effettuato un sopralluogo nell’area dell’ex Cementedile, rilevando, si legge nell’interrogazione, “lo stato di degrado in cui versa e la presenza di coperture in Eternit e di una enorme gru ferma da molti anni, accanto al parcheggio dei dipendenti Luxottica”.
I consiglieri di minoranza chiedono “se il Comune di Lauriano ha già provveduto a richiedere immediati controlli agli enti competenti al fine di stabilire in quale situazione si trovino le coperture e se esse stiano rilasciando delle fibre di amianto, data la gravità delle patologie legate alle diffusione di queste particelle volatili e considerato che nelle vicinanze opera un importante stabilimento, con centinaia di dipendenti, e vi sono sia attività commerciali che civili abitazioni, dove risiedono varie famiglie. In subordine, se non lo ha ancora chiesto, che cosa attende prima di farlo immediatamente”.

La gru vicina al parcheggio dei dipendenti della Luxottica
Poi chiedono “se l’ex stabilimento viene ancora utilizzato dal Comune di Lauriano per il ricovero di propri mezzi ed attrezzature ed in tal caso se è stata verificata la sicurezza del luogo di lavoro per i dipendenti comunali (si richiede urgentemente il rilascio di copia dell’atto con cui il Comune di Lauriano viene autorizzato ad accedere all’area privata della Cementedile). I dipendenti comunali che accedono nel magazzino ex Cementedile sono informati della presenza di Eternit ed utilizzano le precauzioni di legge?”.
I consiglieri Dutto, Bronzin e Fusco chiedono inoltre “se è stata verificata la situazione della enorme gru che si trova da anni ai margini della recinzione nord dell’area ex Cementedile, confinante con il terreno dove i dipendenti Luxottica parcheggiano le loro auto. Ci riferiamo alla stabilità geologica del terreno ed alle autorizzazioni di legge relative all’esercizio ed alla sicurezza della gru, anche se dismessa. Si consideri infatti che l’eventuale caduta della gru potrebbe causare danni umani gravissimi, come si può facilmente immaginare, a parte i danni materiali”.

Renato Dutto consigliere comunale di Lauriano
Le ultime richieste della minoranza riguardano l’Imu, la bonifica ed il futuro dell’area ex Cementedile, che si trova nel “cuore” della zona industriale di Lauriano.
I consiglieri Dutto, Bronzin e Fusco vogliono sapere “se la proprietà dell’ex Cementedile corrisponde regolarmente l’Imu ed a quanto ammonta l’importo annuale versato al Comune di Lauriano (nell’ultimo triennio); se l’Amministrazione comunale, negli ultimi 15 anni, abbia provveduto a richiedere alla proprietà dell’ex Cementedile la bonifica prevista dalla normativa vigente; se non si ravvisi la necessità di chiedere alla proprietà notizie sull’eventuale programmazione di interventi di riqualificazione, considerato che da ben 15 anni quest’area è totalmente abbandonata a se stessa, come un brutto “biglietto da visita” nel pieno della zona industriale laurianese”.
L'amianto, noto anche come asbesto, è stato a lungo considerato un materiale versatile e ampiamente utilizzato in diverse industrie per le sue proprietà ignifughe e isolanti. Tuttavia, il crescente allarme sulla sua pericolosità per la salute ha portato a una lunga battaglia in Italia per vietarne l'uso e proteggere la salute pubblica.

Lastre di cemento amianto
L'inizio della consapevolezza
La pericolosità dell'amianto per la salute umana iniziò ad emergere nella seconda metà del XX secolo. Gli studi scientifici cominciarono a collegare l'esposizione all'amianto a gravi malattie respiratorie, come l'asbestosi e il mesotelioma. Nonostante queste scoperte, l'uso dell'amianto continuò a diffondersi in Italia e in tutto il mondo, grazie alla sua economica produzione e alle sue proprietà uniche.
Anni '70 e '80: Emergenza Sanitaria
Negli anni '70 e '80, le prime segnalazioni di lavoratori che soffrivano di malattie legate all'amianto cominciarono a destare preoccupazione. Le organizzazioni sindacali e i gruppi di lavoratori espressero crescente preoccupazione per la loro salute. Nel 1986, un gruppo di medici, scienziati e attivisti fondò il Comitato Difesa Malati Amianto (CODAMA), che divenne una voce influente nella lotta contro l'amianto.
Anni '90: Prime Misure Regolatorie
Negli anni '90, l'Italia introdusse le prime misure regolatorie per limitare l'uso dell'amianto. Nel 1992 fu emanata una legge che proibiva l'uso di amianto nelle costruzioni pubbliche e private.
La legge italiana che ha messo al bando l'amianto è la Legge n. 257 del 27 marzo 1992. Questa legge ha introdotto una serie di disposizioni per la tutela dell'ambiente e della salute pubblica riguardo all'utilizzo dell'amianto.
In particolare, ha stabilito un divieto graduale dell'uso dell'amianto in Italia. La legge ha vietato l'utilizzo dell'amianto nei seguenti settori:
Le cause legali
L'ascesa dei casi di malattie legate all'amianto portò a una serie di cause legali da parte delle vittime e delle loro famiglie contro le aziende che avevano utilizzato l'amianto. Queste cause iniziarono a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla gravità del problema e mettevano sotto pressione il governo italiano per adottare misure più efficaci. La più nota è senz'altro quella portata avanti dai lavoratori delle aziende del gruppo Eternit, sfociata in maxi-processi contro il magnate svizzero Stephan Schimdheiny, alcuni ancora in corso.

Lo stabilimento Saca di Cavagnolo
Tra gli stabilimenti dell'Eternit, oltre a Casale Monferrato, anche l'ex consociata Saca di Cavagnolo, a pochi chilometri proprio da Lauriano.
Anni 2000: Il Bando Totale
L'opinione pubblica e la pressione delle vittime fecero crescere l'attenzione sulla necessità di un divieto totale dell'amianto. Nel 2006, il Parlamento italiano approvò una legge che vietava completamente l'uso dell'amianto entro il 2022. Questa legge prevedeva anche misure per la bonifica dei siti contaminati e la tutela dei lavoratori esposti.

Il magnate svizzero Stephan Schimdheiny
Attuazione e Sfide
L'attuazione del divieto totale dell'amianto si rivelò un compito difficile. La presenza di amianto in molte strutture richiedeva un'azione coordinata e un finanziamento adeguato per la bonifica. Inoltre, c'erano preoccupazioni riguardo alla sicurezza dei lavoratori coinvolti nella rimozione dell'amianto.
Eredità e Impatto sulla Salute Pubblica
Il divieto totale dell'amianto in Italia è entrato in vigore nel 2022, segnando una pietra miliare nella lotta contro questa sostanza pericolosa. Tuttavia, l'eredità dell'amianto rimane evidente nelle migliaia di vittime che hanno sofferto e continuano a soffrire di malattie legate all'esposizione all'amianto. Le sfide legate alla bonifica e alla tutela della salute dei lavoratori sono ancora presenti.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.