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Chivasso

Una supercazzola per dire che l'ex scuola Marsan resta lì dov'è

Nel 2017 il sindaco voleva abbatterla, oggi ha cambiato idea e nonostante i progetti di riqualificazione dell'edificio contenente amianto non decollino, tutto resta lì. Per il vice sindaco Centin non esiste un pericolo per la salute pubblica

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Il vice sindaco Pasquale Centin. Sullo sfondo l'ex scuola Marsan

Usate parte dell’avanzo di amministrazione per abbattere l’ex scuola Marsan. 

E avrebbe anche avuto un senso, contando che: uno, c’è un edificio con l’amianto in un quartiere ad alta densità abitativa.

Due: ci sono 1,9 milioni di euro nelle casse comunali che fanno “tesoretto”. Pardon, c’erano.

Perché con l’approvazione della delibera degli assestamenti di bilancio votata l’altra sera in Consiglio comunale, quella per intendercincon cui si sono “coperti” i 650 mila euro che ATC pretende per le morosità colpevoli e incolpevoli al Borgo Sud Est, s’è capito che di soldi per sistemare l’ex scuola Marsan il comune non metterà un centesimo.

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Abbattere la Marsan (usando parte di quei 1,9 milioni di euro, ndr) era la richiesta che con un ordine del giorno l’opposizione consiliare, da Claudia Buo di Liberamente Democratici a Bruno Prestìa di Per Chivasso, passando per Enzo Falbo di Fdi, Matteo Doria di Amo Chivasso e le sue frazioni, Clara Marta ed Emanuela Tappero di Fi, aveva presentato sulla scrivania del presidente del Consiglio comunale Alfonso Perfetto.

La “amianto school” va abbattuta, senza se e senza ma. Da quanto lo sentiamo ripetere.

Parole, parole, parole.

D’altronde nell’ottobre 2017 lo sosteneva anche il sindaco Claudio Castello: “Il prossimo anno l’edificio verrà raso al suolo”.

Di anni ne sono passati sei. E il settimo arriverà, fidatevi arriverà.

Nel 2019 i bambini sono stati trasferiti, ma l’ex scuola è rimasta in piedi, abbandonata a se stessa, continuando a costituire una minaccia per la vita che gli scorre attorno, fatta di bambini, ragazzi, genitori e nonni di uno dei quartieri a più alta densità abitativa della città.

Ma perché l’edificio, realizzato con manufatti nella pericolosa fibra dell’amianto, non è ancora stato abbattuto? 

Perché dal 2017 ad oggi il sindaco Castello ha cambiato idea.

Claudio Castello sindaco di Chivasso

“L’amministrazione nella legittima titubanza di destinare grosse somme di denaro pubblico per la messa in sicurezza dell’area ex Marsan ha aperto numerosi canali al fine di trovare una soluzione sostenibile e celere - si legge nel testo dell’ordine del giorno dell’opposizione consiliare -. E’ stato individuato il Politecnico di Torino, tramite il ChiLab, quale soggetto con il quale avviare un iter che permetterà, tramite la candidatura a fondi PNRR di due proposte progettuali sui bandi per la creazione di nuovi laboratori dedicati alle tecnologie di back-end per dispositivi elettronici ed elettromeccanici per applicazioni industriali nel settore delle energie rinnovabili e la transizione energetica, la definitiva messa in sicurezza dell’area previa demolizione dell’edificio”.

In uno degli ultimi Consigli comunali era emerso un dettaglio “sinistro” che lasciava già intendere la risposta dell’amministrazione sul punto: siamo sicuri che il Politecnico se ne faccia qualcosa della Marsan?

Nel corso del dibattito seguito alla nostra interrogazione del mese di marzo 2023 il Sindaco metteva a conoscenza dei consiglieri - si legge nel documento - dopo averne dato annuncio ai giornali locali di una “recente lettera” di impegno formale sull’area ricevuta dal Politecnico di Torino a firma del Magnifico Rettore, lettera in realtà rivelata si inesistente e che però si sarebbe dovuto reperire i necessari fondi per la demolizione e smaltimento della struttura, contrariamente a quanto più volte affermato dal Sindaco stesso, per scongiurare il rischio che il Politecnico di Torino, interessato a portare i suoi laboratori in città, non scelga di dirigere il suo investimento altrove”.

Bene, l’altra sera con una supercazzola degna del film “Amici Miei” il vice sindaco Pasquale Centin - il sindaco era assente - ha di fatto confermato i sinistri presagi di qualche mese fa.

Pasquale Centin vice sindaco

Diciamo che in qualche modo dovrebbe fissare (l’ordine del giorno, ndr) una linea di indirizzo e un impegno a fare con diciamo una proposta di deliberato che come giustamente la stessa proponente ha ammesso con onestà intellettuale è semplicemente impraticabile perché le scelte politiche l'amministrazione relativamente alla locazione dell'avanzo di amministrazione libera le ha già compiute”. 

Ci avete capito qualcosa? No?! Non è un problema.

La “ciccia” è che di soldi per abbatterla il Comune ora come ora non li ha da mettere.

Per Centin e l’amministrazione comunale non ci sarebbe infatti un potenziale rischio amianto legato all’edificio.

Anzi: “Vorrei fugare ogni dubbio circa il potenziale rischio di quell’edificio: tutti i sopralluoghi sistematici che vengono posti in essere dalla struttura comunale per il monitoraggio delle condizioni strutturali ed ambientali di quell’edificio hanno dato sempre la stessa evidenza cioè che non vi è alcun livello di criticità per l'assenza di fibre di Amianto aerodisperse. Quindi da questo punto di vista tutti i messaggi copiosamente indicati sui social o le presunte verità propalate da chi evidentemente ha scarsa cognizione tecnica sono semplicemente destituiti di fondamento e se ulteriormente amplificate costituiscono un procurato allarme”.

Dunque, avanti con il progetto di recupero dell’edificio attraverso il Politecnico di Torino. Quanto convintamente, fate un po’ voi dopo aver letto le parole di Centin: “Il rapporto tra la città di Chivasso e il Politecnico è in itinere, si è sostanziato di passi formali e di incontri sostanzialmente interlocutori non formalizzati. Come spesso capita nella progettazione di massima di una pluralità di interventi si parte con un'ambizione molto alta e poi occorre ridimensionare e ritarare la possibilità di realizzazione sulla base dei finanziamenti ottenuti per via di un quadro di generale dei costi che è mutato profondamente nell'ultimo anno e mezzo, relativamente all'incremento delle materie prime, soprattutto legate al settore dell’edilizia, che evidentemente hanno sballato i quadri economici di intervento”.

L'ex scuola Marsan

Quindi?

Quindi siamo in una fase - ha concluso alla sua maniera Centin - di interlocuzione in cui dobbiamo riuscire a capire se riusciremo ancora a tener fede anche in una logica di co-finanziamento a questo tipo di partnership o se dovremo arrenderci al fatto che quella strada è impraticabile e dovremo trovare delle ulteriori e diverse linee di finanziamento la parola fine a questa vicenda non c'è ancora: non ci siamo arresi ma non ci sono certezze. Diciamo che il quadro è fluido…”.

In sostanza, mettevi il cuore in pace: per farla breve, nel 2017, l’allora sindaco Castello, riconfermato l'anno scorso, scherzava.

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