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Sanità

Prevenire le "morti in culla" con la telemedicina. Neonati sorvegliati nell'Asl To4

Nei reparti degli ospedali di Ciriè, Ivrea e Chivasso

Prevenire le "morti in culla" con la telemedicina. Neonati sorvegliati nell'Asl To4

Bambini “sorvegliati” nelle prime ventiquattr'ore attraverso un monitor. Il primo in tutta Italia. Un progetto partito negli ospedali di Ciriè, Chivasso e Ivrea, nei reparti di ostetricia diretti dal primario Fabrizio Bogliatto e dal suo vice Adalberto Brach del Prever. A spiegare di cosa si tratta è il direttore di dipartimento Materna Infantile e del punto nascita di Ivrea, Fabrizio Bogliatto: «La prevenzione della morte in culla, che è più frequente nelle prime 24 ore post partum, attraverso la telemedicina permette di aumentare il livello di sicurezza senza medicalizzare l'evento nascita e permettendo la normale relazione madre-bambino».

In pratica al neonato, ovviamente dietro la firma del consenso informato del genitore, verrà applicato al polso o alla caviglia un braccialetto pulsossimetro collegato senza fili ad un centralina che a sua volta trasmetterà via wireless ad un monitor i valori: frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno, attività respiratoria ed indice di perfusione. Il sistema consente il controllo dei parametri così la madre potrà riposare senza timore di lasciar incustodito il proprio piccolo.

Gli allarmi acustici e visivi saranno attivati solo nelle postazioni medico-infermieristiche del punto nascita di ognuno dei tre ospedali dell'Asl To4 diretti da Roberto Bellino (Ciriè), Davide Gallina (Chivasso) e delle pediatrie dirette dai medici Fabio Timeus (Chivasso) e Massimo Berger (Ivrea). Ad osservare i parametri al monitor, pronti ad intervenire, ci saranno infermieri e medici.

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