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Animalisti e ambientalisti si schierano contro i botti a San Giovanni

"Usanza nociva non solo per animali, ma anche per anziani e malati"

Fuochi d'artificio

Fuochi d'artificio (foto di repertorio)

Il Tavolo Animali & Ambiente, costituito dalle maggiori sigle animaliste e ambientaliste, "è estremamente preoccupato per l'insensata tradizione che per i festeggiamenti di San Giovanni culminerà nello spettacolo pirotecnico alle 22.30 in piazza Vittorio Veneto", nonostante un articolo del "Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali in città", "ne sancisca ormai da anni il divieto assoluto di utilizzo su tutto il territorio comunale".

"Tale usanza, peraltro alquanto pericolosa e priva di qualsiasi valida giustificazione - proseguono gli animalisti - è fortemente nociva non solo per tutti gli animali, ma anche per moltissimi cittadini, principalmente per quelli più fragili e sensibili ai rumori, quali gli anziani, i bambini piccoli e gli ammalati. Per gli animali selvatici, poi, lo spettacolo pirotecnico è un vero incubo: il rischio maggiore riguarda gli uccelli che vivono nei pressi delle aree urbanizzate".

"Anche quest'anno, il Tavolo Animali & Ambiente ha chiesto al sindaco di Torino Lo Russo e agli assessori Tresso, Pentenero e Chiavarino che l'Amministrazione comunale intraprenda, al più presto, una idonea campagna informativa dei cittadini sull'esistenza di tale divieto, attraverso tutti i canali ritenuti utili (giornali, televisioni, radio, manifesti), di sensibilizzazione, specialmente dei più giovani, sui rischi che si corrono utilizzando i vari botti e, allo stesso tempo, attui anche un costante e capillare controllo, mediante la polizia municipale, sul commercio degli artifici pirotecnici, specialmente nelle aree mercatali, per impedire la vendita di quelli illegali. Ovviamente si è anche chiesto che la stessa amministrazione comunale eviti di organizzare per i festeggiamenti di San Giovanni uno spettacolo pirotecnico rumoroso e inviti anche altri enti e organizzazioni a non programmarli, senza concedere alcuna deroga a tale divieto". 

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