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Pont Canavese
16 Giugno 2023 - 18:18
Oltre 3.800 firme per chiedere di portare in salvo gli ultimi cani tenuti in quella che è stata ribattezzata la "casa degli orrori" di Pont Canavese.
La petizione avviata su change.org è indirizzata a tutte le istituzioni locali (QUI PUOI FIRMARE ANCHE TU).
“Salviamo tutte queste povere creature malate, malnutrite, detenute nel degrado assoluto” è l’esortazione: “La tutela degli animali richiede un’assunzione di responsabilità da parte di tutta la società”.
Ed è stata inoltrata al Prefetto di Torino, al servizio veterinario dell'Asl To 4, all'Enpa, ai servizi sociali del Ciss 38, al centro di salute mentale, alle associazioni animaliste varie e ai carabinieri, affinché intervengano su una grave situazione di maltrattamento di animali.
"[...] Questo caso drammatico ha del paradossale - si legge nella lettera al Prefetto e alle autorità firmata dai promotori della petizione online -. Vivono ancora attualmente numerosi cani, in situazioni disastrose, presso l'abitazione di un cittadino ben noto a Pont Canavese, nonostante i sequestri avvenuti in questi anni.
"La situazione, possiamo comprendere, è molto complessa sicuramente e riguarderà molteplici problematiche che vanno da:
1) in primis una detenzione 'illecita' di un numero imprecisato di cani, quando la legge prevede che non possono essere detenuti presso un'abitazione privata di più di 10 cani (in questi anni sono stati portati via dall'abitazione di questo cittadino, più di 60 cani);
2) un problema di carattere igienico-sanitario;
3) un aspetto, sicuramente non trascurabile, di disagio sociale.
Certi e fiduciosi che si stiano facendo tutti gli sforzi possibili, mettendo in campo gli Organi Competenti, cogliamo l'occasione per ringraziare tutti, per il lavoro che si sta svolgendo e porgiamo i più cordiali saluti, attendendo fiduciosi in una svolta definitiva a questa triste e drammatica storia".
Firmato: gli Organizzatori della Petizione Salviamo i cani di Pont Canavese
E’ stata avviata una petizione su “change.org” per portare via i cani rimasti nell’edificio di Pont rinominato “casa degli orrori”.
E’ indirizzata a “tutte le istituzioni locali” e, lanciata venerdì 9 giugno, nella prima mattinata di domenica aveva già raccolto 1195 firme delle 1500 che si proponeva.
Nel presentare la petizione, i promotori ricordano quanto avvenuto lunedì 29 maggio, quando “alcuni volontari sono intervenuti insieme alle forze dell’ordine nell’abitazione di un uomo già noto per episodi di maltrattamento sugli animali” e sottolinea come in quell’edificio fossero presenti “quasi trenta cani, molti dei quali sporchi, spaventati, denutriti, malati”.
Invece di preoccuparsi per le loro condizioni di salute o almeno di guardare con sollievo al loro allontanamento (come sarebbe normale di fronte alla propria incapacità o impossibilità di gestirli) il proprietario di questo pseudo-canile degli orrori ha cercato di aggredire una volontaria perché - si legge - “la sua idea era quella di consegnare solo cani scelti da lui e tenersi quelli più giovani”.
Gli animali salvati sono stati portati in strutture del territorio e sono stati trovati in pessime condizioni: “hanno la gastroenterite, hanno bisogno di farmaci, di flebo, di assistenza costante” ed è automatico pensare che quelli rimasti lì non siano messi meglio. Si tratta di una quantità imprecisata di adulti e di una o più cucciolate.
Nella petizione si ricorda che quest’uomo era già stato condannato due volte per maltrattamenti sugli animali e che in precedenti occasioni gli erano stati sequestrati una quarantina di cani. Alla luce di simili trascorsi è evidente che, in mancanza di interventi drastici, fra qualche tempo ci si ritroverebbe da capo. Proprio questo chiede la petizione: “che si torni in quella casa e si disponga il sequestro di tutte le creature ancora presenti (magari là dentro ci sono cuccioli separati dalle madri e viceversa) e che si vieti a quell’individuo di detenere qualunque tipo di animali. E’ ora di dire basta a questi episodi di inciviltà e chiediamo a gran voce di intervenire in maniera risolutiva. Perché i cani non sono stati messi in salvo durante il blitz?”.
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