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Valperga

Il sindaco lo caccia dalla fondazione: ora prende la parola

Gabriele Francisca presiedeva la fondazione Savio Savino

Il sindaco lo caccia dalla fondazione: ora prende la parola

Gabriele Francisca, ex sindaco di Valperga

L’ex sindaco di Valperga Gabriele Francisca è stato cacciato la scorsa settimana dal suo ruolo di presidente della Fondazione Savio Savino, ente benefico locale che Francisca guida da diversi anni. Francisca è stato cacciato per aver scritto un libro caustico e senza troppi fronzoli, intitolato “Lettere dal campanile”, in cui non le manda a dire a nessun amministratore o ex amministratore valperghese.

Al centro delle accuse anche alcune frasi sugli immigrati siciliani e calabresi che Francisca ha riportato nel suo libro. Vale la pena chiedergli, a una settimana dalla “cacciata”, cosa pensa dell’intera vicenda.

Gabriele Francisca

Gabriele Francisca: lei aveva già annunciato che avrebbe segnalato il voto in consiglio a proposito della sua cacciata: l’ha fatto?

Sì, ho segnalato al prefetto l’irregolarità del voto.

Oltre a Isabella Buffo, che era vicesindaco con lei, a difenderlo è stato il consigliere Davide Brunasso, che comunque resta un suo ex avversario politico.

La lettura che ha fatto Brunasso della situazione è quella corretta e l’ha detto chiaramente, devo dire che è stato tecnicamente preparato e attento. Dopodiché, cosa lo muova a prendere questa posizione francamente non lo so...

Davide Brunasso, consigliere di minoranza ed ex sindaco

In che senso?

Nel senso che, visto che l’altro gruppo, quello di Arimondo e Covassin, si è appiattito sulle posizioni del sindaco, probabilmente nel caso di Brunasso è più efficace dimostrare un’opposizione più intransigente e più dura. E’ una questione magari legata anche all’opportunità politica oltre che a questa incresciosa vicenda, in cui sono state fatte gaffes clamorose nell’interpretazione del libro da parte di chi mi ha attaccato.

Ora l’hanno cacciata, ma lei cosa rivendica della sua attività di presidente della Savio Savino?

Noi, assieme al consiglio di amministrazione, abbiamo ripreso in mano alcune questioni completamente dimenticate da Brunasso, che era mio predecessore. Abbiamo dato una risposta a un’attività produttiva che confina con la fondazione e che aveva richiesto di utilizzare un terreno per renderlo un parcheggio. Abbiamo fatto un’operazione complessa perché abbiamo dovuto modificare il piano regolatore per farlo diventare un parcheggio. L’azienda ci ha preso in affitto questo terreno, e con la garanzia dei soldi del nuovo affittuario siamo andati in banca e ci siamo fatti prestare 25mila euro per ristrutturare un alloggio della fondazione lasciato da una famiglia morosa, l’abbiamo ristrutturato e affittato. Poi con la garanzia di questi soldi che arrivavano dalla nuova affittuaria e da una situazione patrimoniale consolidata abbiamo cominciato a dare la borsa di studio con l’aiuto del comune. Iniziativa che sta ancora andando avanti. Ci erano inoltre stati ristornati dei soldi dal Ciss, che avevamo vincolato alla borsa di studio per alcuni anni. Sono alcuni anni che viene riassegnata e ne stanno beneficiando dei ragazzi. Questa estate abbiamo dato la borsa in pompa magna, e poi il ringraziamento è stato questo...

Le parla nel suo libro di molti amministratori canavesani. Ha ricevuto altre proteste?

No, al momento il fenomeno si è limitato alla realtà valperghese. Di solito vengo accolto con curiosità. Andrò anche a Favria dove il sindaco mi ha chiesto di presentare il libro il 24 di novembre.

Lei è anche iscritto al Partito Democratico. Dal suo partito sono arrivati messaggi di solidarietà?
Privatamente mi è stata espressa solidarietà dalla segretaria Simona Appino.

Simona Appino

Dunque niente solidarietà pubblica. Come l’ha interpretato?
Diciamo che mi interessa relativamente, non l’ho presa male. Non ho un ruolo attivo nel PD, sono solo un iscritto

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