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IVREA. Vecchio e nuovo ospedale: cornuti e mazziati!

IVREA. Vecchio e nuovo ospedale: cornuti e mazziati!

il sindaco Stefano Sertoli e l'assessore regionale Icardi

Che brutta storia sul nuovo ospedale di Ivrea. Quaranta sindaci o poco meno da una parte e altri quaranta dall’altra. Quelli che lo vogliono all’ex Montefibre di Ivrea e quelli che stan battendo i piedi per un’area situata nei pressi del casello autostradale a Pavone. Poveri sciocchi. E’ come se stessero fornendo all’assessore regionale alla sanità il giusto pretesto, o se si preferisce l’alibi, per temporeggiare fino alla fine del mandato. Ci sembra quasi di sentirlo: “Cavoli loro...”. La verità, tutta la verità e nient’altro che la verità? Manca la politica. Non c’è più. Scomparsa dai radar. All’orizzonte solo un manipoli di amministratori primedonne con l’animo di dimostrare chi ce l’ha più duro. Dire che stanno lavorando per l’interesse pubblico, in questo contesto, sarebbe dire una stupidaggine.  Tra loro, peraltro, ce ne sono alcuni che battono i pugni per un qualcosa che probabilmente neanche riusciranno mai a vedere considerando che, individuata l’area, ci vorranno sulla carta non meno di 6 anni per realizzare il nosocomio. Sei anni che, con un paio di varianti in corso d’opera, conoscendo i tempi dei lavori pubblici, facilmente diventeranno 10, 12 o 15.  Insomma stanno facendo autogol. Dicevamo che la politica non c’è più e non c’è soprattutto nel luogo che avrebbe il potere di decidere, cioè la Conferenza dei sindaci. Cosa avrebbero fatto gli amministratori del passato? I sindaci delle città più grosse dell’Asl, pensiamo a Fiorenzo Grijuela, a Aldo Corgiat di Settimo Torinese, ad Andrea Fluttero di Chivasso e Nevio Coral di Leini? Si sarebbero messi d’accordo in un modo o nell’altro.  Lo han fatto cento volte. Grijuela sarebbe arrivato lì con il voto dei 40, l’opposizione di altri 40 e l’appoggio di Chivasso, Settimo, Leini, Saluggia e Crescentino.  Insomma, in questo caso, la legge del più forte sarebbe stata utilissima. Da qui in avanti, sperare che il primo cittadino Stefano Sertoli riesca a imporre una linea è una pia illusione. Non lo ha fatto fino ad oggi, perchè mai dovrebbe cominciare a farlo da domani? Ma c’è un’altra cosa, forse ancora più importante, di cui si dovrebbe discutere subito. E’ la relazione dell’Ires (Istituto di ricerche economico sociali) commissionata dalla Regione proprio per giustificare la scelta di costruire il nuovo ospedale. A firmarla è un gruppo di lavoro composto da Giovanna Perino, Luisa Sileno, Guido Tresalli e Gabriella Viberti. Si dice, tra le altre cose, che con c’è una struttura che sia una in tutta l’Asl To4 che stia messabene. “Tutti gli ospedali pubblici a gestione diretta dell’ASL TO4 –  scrive l’Ires – sono critici per qualità strutturale ed obsolescenza (...). Per l’ospedale di Ivrea, rispetto a tutti gli altri, occorre però mettere in evidenza che i vincoli di natura tipologica e costruttiva che lo caratterizzano sono tali da presentarsi come un limite alla realizzazione di interventi di adeguamento diffusi ed intensivi…”. E non è ancora tutto.  Secondo i tecnici, infatti “l’ospedale di Ivrea è critico per qualità ed obsolescenza, anche rispetto agli usi attuali (…) Sono comunque fatti salvi gli interventi “per nuclei”, quelli che comportano riduzione dei requisiti da riscontrare e quelli, indifferibili, in materia di sicurezza o conservazione…”. Che è un po’ come dire che sarebbe meglio chiuderlo subito…. Domanda: non è che adesso, con una lettura restrittiva di questa frase, si rinvieranno a data da destinarsi, o a mai più, quegli interventi che si ritenevano fondamentali per garantire ai reparti una normale operatività? A fare la parte dei “cornuni e mazziati” ci va un attimo.... Se lo dovrebbero chiedere i sindaci dell’eporediese, eventualmente presentandosi in conferenza con una mozione che impegni il presidente Sertoli a chiedere delucidazioni alla direzione dell’Asl To4. Insomma, va bene un nuovo ospedale, ma nel frattempo si diano tutti gli strumenti fondamentali per curare le persone in quello vecchio. Un nuovo ospedale Il costo di un nuovo ospedale del Canavese da 300 posti letto per 36.000 m2 (scatola edilizia, nodi tecnologici, parcheggi, allestimento aree esterne ed opere infrastrutturali per la connessione alle reti generali) è stimato in 125.388.000 euro  (oneri inclusi). Nel rapporto dell’Ires, si specifica che dovrà “essere connesso all’intorno urbano da percorsi che lo rendano facilmente raggiungibile da diverse categorie di utenti (trasportato o accompagnato in urgenza, paziente o accompagnato con mezzo proprio o con i mezzi pubblici, visitatore, personale sanitario, personale tecnico, fruitore occasionale dei servizi offerti)…”. Dal punto di vista tecnico, inoltre, saranno fondamentali le indagini preliminari sulla natura del sito, non solo con riferimento alle specifiche idrogeologiche e geotecniche, ma anche rispetto alla sua accessibilità e alla sua possibilità di essere raggiunto e dotato di tutte le infrastrutture necessarie. Spaventano un po’ i tempi. Se si partisse domani mattina, senza contrattempi, ci vorrebbero non meno di 6 anni.  Auguri! Liborio La Mattina
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