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IVREA. Trasloco dell'Archivio storico Olivetti rinviato non si sa a quando... Casali: "Non capisco tanto rumore"

Il trasloco entro la fine dell'anno dell’Archivio storico Olivetti presso gli ex Magazzini Generali? Se non è ancora avvenuto è colpa della pandemia...! Così, l'altra sera, in consiglio comunale, l'assessore Costanza Casali rispondendo ad una interpellanza del consigliere comunale del Pd Andrea Benedino. E parliamo di qualcosa come circa 21.000 titoli, di cui i 13.000 già catalogati di varia natura, dalla cultura generale alla narrativa, con sezioni destinate all’arte, alla grafica, all’architettura, al design, all’economia e a fondi di personalità che hanno gravitato nel modo Olivetti, tra i quali Egidio Bonfante, Annibale Fiocchi, Domenico Tarizzo. Casali avrebbe comunque avuto rassicurazioni dal presidente Gaetano Di Tondo che il ritardo non comporterà alcun impatto sulla sicurezza e sull'operatività dell’Associazione  poiché i depositi rimarranno custoditi dove si trovano per tutto il tempo necessario. "Non capisco tanto rumore intorno ad una situazione per la quale non c’è motivo di agitarsi - ha fatto la voce grossa Casali - La nuova location è stata visitata dalla soprindenza archivistica-bibliografica per capire meglio le esigenze e valutare gli spazi. Seguirà una prossima condivisione del progetto, posto che la pianificazione degli incontri ha subito una battuta di arresto causa Covid19, e, qualora ve ne fosse necessità, verranno coinvolte altre maniche oltre alla prima, ovvero verranno valutate altre soluzioni.".  S'aggiunge l' interessamento da parte del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) per la Chiesa di San Bernardino e del Convento, quest’ultimo di proprietà TIM: se si arriverà all’accordo l'Archivio Storico potrebbe trovare sede proprio qui. "Il Sindaco ed io - ha commentato Casali -  ci siamo impegnati affinché si compia un’operazione di valorizzazione del patrimonio e sono in fase di progettazione e programmazione una serie di mostre, che si collocano nel filone “Arte, Cultura e Impresa responsabile”: progettazione e programmazione alla quale sto partecipando personalmente unitamente alla Direttrice del Museo Garda, di concerto con l’ Archivio storico Olivetti. Per il 28 novembre 2020 sarebbe stata prevista l’inaugurazione della mostra su Berengo Gardin, con una serata di apertura al Teatro Giacosa, alla quale avrebbe dovuto partecipare di persona lo stesso Berengo Gardin; purtroppo, l’evento è stato annullato causa Covid-19 ...". Per niente soddisfatto Benedino non foss'altro che continua a non muoversi foglia, la situazione è tutta in divenire e non c'è ancora un parere delle Soprintendenza.  "Non metto in dubbio l’impegno sulle mostre - ha stigmatizzato - La mia preoccupazione non è sull’impegno ma sulla tutela dell'Archivio e non è escluso che la sede alla fine sia altrove... Mi permetto di suggerire come collocazione  l’ex centro elaborazione dati di Palazzo uffici. Si risolverebbe la cosa con meno dispendio di energie anche economiche...". Vero è che lo scorso 24 settembre Di Tondo, in occasione dell’inaugurazione del Festival dell’Architettura, aveva confermato che TIM avrebbe concluso entro l'anno il recupero edilizio di una manica dei Magazzini Generali di circa 650 mq, dentro i quali sarebbero stati posizionati 6 blocchi di scaffalature pari a 3300 metri lineari, che avrebbero garantito il rientro completo di quanto ora custodito altrove. E sempre Di Tondo aveva confermato che gli uffici dell’Associazione avrebbero trovato spazio presso la Mensa ICO. "La progettazione dell’intervento di ristrutturazione - aveva scritto nero su bianco Di Tondo - è in fase di finalizzazione per mantenere l’originaria data di fine lavori al 31 dicembre 2020, considerando nei tempi anche il percorso di approvazione da parte dei Beni Culturali, e da gennaio 2021 saranno avviate le attività di allestimento e accorpamento di tutti i materiali.” Oltre ai ritardi esiste anche un problema di dimensioni considerando che  Archivio storico Olivetti ha una consistenza  di film, foto, documenti, cartoline, manifesti e libri equivalente a circa 13,5 km lineari e che la soluzione proposta ne arriverebbe a ricollocare solamente 3,3 km, conciò risolvendo solo in parte un problema che si sta trascinando avanti da un bel pezzo, da quando cioè l’Archivio è stato sfrattato da Villa Cesana. “Mi sa che a Ivrea sono già in campagna elettorale – commentava qualche tempo fa Di Tondo  – Fino a prova contraria quando nel 2017 una parte dell’archivio è finito a Momo in provincia di Novara, non ho visto l’attuale consigliere comunale, ieri assessore Andrea Benedino, strapparsi le vesti… L’ho dichiarato pubblicamente all’assemblea del 30 aprile scorso. Sto lavorando, insieme a Tim e a Olivetti per riportare tutto a Ivrea anche quel che oggi è custodito altrove. Tutti i dipendenti sono informati. Abbiamo sul tappeto varie soluzioni ma prima doppiamo sentire il parere della Soprintendenza. Entro giugno saprete tutto…”. Giugno è passato e come è passato giugno passerà anche dicembre... Evalà....
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