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IVREA. Piccoli si vanta della Italavolt e la inserisce nel Dup. Vergogna!

IVREA. Piccoli si vanta della Italavolt e la inserisce nel Dup. Vergogna!

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Il consiglio comunale di mercoledì scorso? E’ iniziato alle 14,30 e si è concluso abbondantemente oltre le 3 di notte. Non è un refuso. Proprio alle 3 di notte. Qualcosa come 12 ore e 30 minuti di dibattito. E ci si è arrivati stanchi, stremati, balbuzienti, intontiti. Una faticaccia senza senso.  La domanda è scontata. Che cosa avranno avuto mai di così importante da dibattere? La risposta fa cadere le braccia. Nulla! Nel bilancio di previsione e nel Dup non c’è nulla. Niente di niente. Tutti costretti a sorbirsi lo “storronamento” del vicesindaco Elisabetta Piccoli sulle cose fatte e sulle speranze per il futuro. Un tentativo strampalato di “vincere” facile prendendo tutti per sfinimento. E siccome di cose ne sono state fatte poche, e la vicesindaca non è abituata alle critiche, ecco che nell’elenco ci è finito pure la “fototrappola”, il pacchetto google per le email e  il distributore d’acqua nel quartiere San Giovanni. Mancava solo che ci raccontasse la fatica profusa per l’acquisto di matite, temperini e carta igienica e poi le avrebbe veramente fatte tutte. Non una parola sul piano regolatore (chi l’ha più visto), non una frase sul Movicentro, neanche una riga sull’elettrificazione della ferrovia Torino-Aosta. Epperò, bella bella, trulla trulla, ha avuto il coraggio di inserire nella relazione programmatica  la Ico Valley la Giga Factory che oltre a non essere affar suo (sono entrambi cose tra privati) per la seconda stiamo addirittura parlando di un altro Comune.  Insomma una “racconta palle”. Il dramma è che questi “falsi meriti” li ha pure strombazzati (prendendo in giro i suoi amici) sul profilo Facebook dove peraltro ha ricevuto e accettato graditissimi complimenti per il gran lavoro svolto....  Ma non si vergogna? Glielo han fatto notare le Opposizioni e lei, con il solito fare da secchiona “incompresa”, ha spiegato tutto il gran da fare che avrà per dare una mano al Centro per l’impiego. Epperò... Era ora. Il messaggio è chiaro... Dopo aver allegramente preso sotto gamba tutte le crisi aziendali scoppiate sul territorio, da Manital passando per il Cic, con la scusa che mica può occuparsi anche dell’economia, ora vuole dedicarsi pancia a terra delle “assunzioni”... Uno scivolone brutto. Bruttissimo. Amaro. E non è ancora tutto. Mancano gli intercalari. Ed è la solita litania sui predecessori che hanno lasciato un disastro (Povero Della Pepa, sigh).  Comprensibile che lo dicessero da novizi ma oggi son davvero parole stonate. E’ un po come se i genitori continuassero a lamentarsi del bambino adottato tre anni prima perchè rutta e scoreggia in pubblico, dando la colpa a chi lo ha educato prima. E basta! Non se ne può più...” commenta uno che peraltro sta dalla loro stessa parte politica Tra le opere in programma (che sono poi le uniche cose che possono interessare ai cittadini) si è inserito il primo lotto dello stadio Canoa, la manutenzione dello Stadio Pistoni (amianto, copertura tribuna e illuminazione) e della piscina (ricircolo, barriere architettoniche e impianto elettrico), quindi la biblioteca, un po’ di segnaletica, l’allestimento del Visitor Center nei locali messi a disposizione da Icona, la rifunzionalizzazione della sala cupola, la manutenzione straordinaria del cimitero,  la pista d’atletica a San Giovanni, l’apertura della corte interna del castello, l’ampliamento degli uffici di via Fietta, la sostituzione dei serramenti nella scuola di Torre balfredo, la bonifica dell’amianto nel palazzo comunale, l’asfalto della via panoramica che corre lungo il lago Sirio, il viadotto XXV aprile e il marciapiede di via San Lorenzo. Ci vorrebbero mal contati una decina di milioni di euro, ma non ci sono. L’Amminsitrazione comunale, come già fece lo scorso anno, confida nel miracolo dei contributi e nella vendita di immobili di cui non se ne fa nulla, ma allo stato attuale, per stessa ammissione di Piccoli, non si sa bene che cos’è di proprietà e che cosa non lo è. E ci sarebbero terreni di proprietà privata su cui poggiano fabbricati del Comune e fabbricati del Comune che in realtà non lo sono o non sono mai stati trasferiti.  Morale? A chi è che si sono rivolti per il censimento? Al Pd, pardon al Consorzio per gli insediamenti produttivi, cioè alla solita Alberta Pasqueroc he del Pd ne rappresenta la storia e l’attualità.  Di sicuro si vuol vendere l’immobile di via Piave e con i soldi incassati sistemare gli uffici di via Fietta per i quali è anche però previsto un mutuo...  E poi si vogliono disfare della casa dell’ex custode ubicata nell’area mercatale, della ex sede della Banca d’Italia e della Camera di Commercio e dell’ex Istituto di via Jervis. Nei numeri il bilancio pareggia a 37 milioni di euro abbondanti ma si porta dietro qualcosa come quasi 14 milioni di residui attivi cioè crediti, gente che non paga. E dire che proprio su questo fronte Piccoli s’era vantata del gran lavoro svolto. Un lavoro che, a quanto pare, ha solo scalfito  il problema che sta a monte. Insomma, fin troppo facile per le Opposizioni darle addosso. Più facile che sparare sulla Croce Rossa.
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