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ITALVOLT. Carlstrom: "Presto il piano industriale". E intanto incontra gli imprenditori valdostani

ITALVOLT. Carlstrom: "Presto il piano industriale". E intanto incontra gli imprenditori valdostani
Stoccolma - Caselle andata e ritorno. Lars Carlstrom l’imprenditore svedese spuntato come un fungo dopo una giornata di pioggia, o se si preferisce, improvvisamente come l’arcobaleno, continua a muoversi in lungo e in largo per tutto il nord Italia a promuovere Italvolt, «la futura gigafactory più grande d'Europa» che dovrebbe nascere nell'ex stabilimento Olivetti di Scarmagno. La scorsa settimana, accompagnato dal presidente di Confindustria Canavese Patrizia Paglia, ha incontrato gli imprenditori della Valle d'Aosta. A loro ha ribadito i numeri dell’impianto da 45 GWh (che a regime potrà raggiungere i 70 GWh), spalmato su una superficie di 300 mila metri quadrati con l’impiego di 4mila lavoratori.  I lavori di risistemazione dell’impianto dovrebbero cominciare tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022 mentre la produzione potrebbe essere avviata nel 2024. In Svezia Northvolt ha ottenuto in poco tempo 3,5 miliardi di finanziamento partendo «da zero». In Canavese si parte da 5 milioni i “suoi” ma ce ne vorrebbero almeno 30. «Non c'è motivo di preoccuparsi - dice lui - abbiamo la fila di investitori interessati e presto renderemo noti i clienti…» ribadisce, promettendo che tra una decina di giorni sarà presentato il piano industriale. Nulla, neanche una parola, invece, sull'opzione di acquisto presentata a Prelios proprietaria del sito di Scarmagno. All’orizzonte le  collaborazione con Pininfarina e il Politecnico per progettare lo stabilimento, e l'accordo con la canadese American Manganese per il riciclo batterie. In Valle d’Aosta Carlstrom ha incontrato Francesco Monti Ad di Podium Advanced Technologies, un’azienda di Pont-Saint-Martin nata nel 2011 e specializzata nel motorsport, nella progettazione automobilistica e nella ricerca applicata nel settore della mobilità ibrida e elettrica. Potrebbe nascere una collaborazione e di recente Carlstrom ha firmato una lettera d’intenti con Oliver Jacob, CEO della tedesca TÜV SÜD che ha una vasta esperienza nel campo della mobilità elettrica e offre una gamma completa di servizi per i produttori di batterie in tutto il mondo (valutazione dei rischi, servizi di protezione antincendio, test sulle batterie ecc).  "Costruiremo l'impianto di produzione di batterie più verde del mondo - ha commentato Lars Carlstrom  - Abbiamo bisogno di partner di livello mondiale per garantire ai nostri clienti un prodotto veramente verde. Le nostre batterie devono essere prodotte in casa e dobbiamo essere in grado di garantire l'intera catena di fornitura. TÜV SÜD ci supporterà anche per quanto riguarda la nostra tecnologia e i metodi di produzione e non vediamo l'ora di iniziare questa importantissima collaborazione". Insomma una notizia dietro l’altra, ma per il momento solo parole, tante parole. L’unica verità è che l’Unione Europea vuole diventare il secondo produttore mondiale di batterie al litio e investirà circa 900 milioni di euro. Gli obiettivi sono già stati chiariti con il lancio, nel 2017, di European Battery Alliance. Competere con l’Asia, attualmente unico fornitore europeo di batterie. Il vantaggio economico è chiaro: il mercato avrà un valore annuo stimato fino a 250 miliardi di euro entro il 2025, considerando che nel 2017, l’Europa non aveva quasi nessuna produzione di celle a batteria su scala e rappresentava solo il 3% circa del mercato mondiale.  Secondo le  ultime rivelazioni sarebbero 25 le gigafactories in funzione o annunciate. Tra le prime quella di AESC a Sunderland (Regno Unito), Leclanché a Willstätt (Germania), SK Innovation a Komáron (Ungheria), LG a Wroclaw (Polonia). C’è poi un secondo importante progetto di interesse comune europeo (“IPCEI”) chiamato “European Battery Innovation”. Durerà fino al 2028 andando a sostenere 42 aziende in 12 stati membri dell’UE, dalle materie prime al riciclaggio, alle start-up, alle università e ad altri enti di ricerca. A livello di investimenti per singolo progetto si sa che Northvolt, ha ricevuto proprio in queste settimane un ordine da 14 miliardi di dollari ed è stata selezionata come fornitore principale strategico di celle per batterie premium dal Gruppo Volkswagen. L’inglese Britishvolt ha invece annunciato che spenderà 2,6 miliardi di euro per la sua gigafactory a Blyth, con una capacità iniziale di 10 GWh. La sfida delle gigafactory europee è lanciata.  E se di Stellantis non si quasi nulla per quanto riguarda Volkswagen oltre alle alleanze industriali si prevede l’apertura di nuovi impianti a Salzgitter, in Bassa Sassonia, per la produzione di batterie per modelli di massa,  in Spagna, in collaborazione con il governo di Madrid e la società energetica Iberdrola, ma sono in lizza anche Portogallo e Francia. Mentre un altro impianto sorgerà presumibilmente in Europa orientale entro il 2027, tra Repubblica Ceca, Polonia o Slovacchia. L'offensiva della Volkswagen sulle batterie è accompagnata da un'espansione su larga scala della rete di ricarica rapida. Insieme ai suoi partner, l'azienda intende gestire circa 18.000 punti di ricarica rapida pubblici in Europa entro il 2025. Volkswagen, inoltre, vuole posizionare 8.000 punti di ricarica rapida. Lo farà insieme agli inglesi della BP in un totale di 4.000 stazioni di servizio BP e ARAL, la maggior parte di queste ubicate in Germania e Gran Bretagna. In Spagna si avvarrà della collaborazione con Iberdrola e in Italia con  Enel
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