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IVREA. Città in lutto per Graziella Bronzini

Ad Ivrea ha portato avanti storiche battaglie a difesa dell’ambiente. Come quella contro il traforo di Montenavale, presiedendone il comitato che chiedeva l’archiviazione del progetto, poi avvenuta da parte del comune di Ivrea, finalizzato al miglioramento della viabilità cittadina, di cui si parlava dal 1987.

Insieme a Legambiente, ai Grilli eporediesi e al Comitato Pelle di Pavone, aveva avviato una raccolta firme per chiedere uno studio sulle soluzioni alternative al progetto, che prevedeva di bucare, tramite esplosivi, la collina dioritica di Montenavale per una lunghezza di un chilometro e mezzo, partendo dalla rotonda di Pavone per arrivare nel quartiere San Grato.

“Il tunnel è inutile, dannoso e costosissimo” stigmatizzava Graziella Bronzini, Presidente del Comitato contro il traforo, residente e fervente ambientalista con un passato nei Verdi.

In prima fila in questa come in altre battaglie, Bronzini non mancava ai dibattiti pubblici e alle assemblee quando sul tavolo c’erano i temi dell’ambiente, della salute. Come della guerra.

Per vent’anni ha guidato il comitato per il gemellaggio Ivrea/Qaladiza finalizzato a portare aiuti umanitari in Kurdistan. L’anniversario era stato festeggiato nel 2012, in Sala Dorat, in un incontro con l’allora Assessore alle Politiche Sociali Paolo Dallan. Ricordando gli inizi quando i componenti del comitato arrivarono e la città era completamente distrutta, rasa al suolo dall’esercito iracheno, la popolazione era stata deportata o dispersa.

“Fu quello che ci portò e ci porta ancora oggi in quella zona – raccontava Bronzini nel 2012 -. Si sono instaurati rapporti importanti, oggi per noi è una seconda casa. La mancanza di Saddam Houssein ha portato un cambiamento di vita a tutto campo, la città attualmente ha 80mila abitanti dai 25mila di quando era stata distrutta. E’ stata ricostruita e il nostro ospedale, prima in periferia, si trova in centro urbano. C’è oggi un problema grande: i turchi bombardano, e lo hanno fatto anche mentre c’eravamo noi, i partigiani turchi e kurdi che si rifugiano nelle colline vicino alla città ed anche per questo il centro abitato si è maggiormente popolato”.

In vent’anni il Comitato ha adottato bambini a distanza, costruito strutture come un ospedale. Ha organizzato il primo corso di formazione di “guide ambientali” per sedici giovani di Qaladiza, contribuito a mantenere viva la memoria della lunghissima lotta di liberazione del popolo kurdo con la mappatura dei sentieri dei peshmerga, per sostenere la diffusione in Kurdistan di un turismo e di una sensibilità per la tutela dell’ambiente del tutto nuovi per questa regione.

Ultimamente Graziella Bronzini era stata costretta dalle sue difficili condizioni di salute ad abbandonare l’impegno nel sociale, portato avanti, sempre, fianco a fianco, assieme al marito Gastone.

Ma ancora l’autunno scorso aveva organizzato in sala Santa Marta la presentazione del libro “Il Grande Califfato” di Domenico Quirico, il giornalista della Stampa, inviato di guerra, rapito in Siria il 9 aprile del 201 e liberato l’8 settembre, dopo cinque mesi di sequestro, grazie ad un intervento dello Stato Italiano. La pubblicazione narra i 150 giorni nelle mani dei rapitori di Al-Nusra.

Giovedì mattina Graziella si è spenta.

A ricordarla tantissime persone che hanno avuto modo di conoscerla nelle battaglie e nei progetti di solidarietà. Dall’amica Rita Munari ad Armando Michelizza. “Con Graziella – ricorda quest’ultimo – ho litigato e collaborato, polemizzato e cenato. Sperato e temuto. Fatto un po’ di quelle cose che sono la vita”. E poi la presidente del consiglio comunale Elisabetta Ballurio: “Grazie. Per ogni tua parola e per ogni battaglia. Per il tuo cuore immenso e per la grande eredità che ci lasci. Quella di non mollare mai. Un giorno ci ritroveremo davanti a quel tè al cardamomo e sarà così bello sorridersi ancora”. La ricorda Andrea Benedino: “Graziella Bronzini era una donna appassionata con cui spesso mi sono trovato in disaccordo ma che ho sempre rispettato per la passione con cui ha portato avanti le sue battaglie. Dobbiamo a lei il gemellaggio che Ivrea ha con il popolo curdo e con la città di Qualadiza e tante battaglie per i diritti di tutte e di tutti”. Così come Cadigia Perini, per il Circolo Rifondazione Comunista Ivrea: “La tua forza rimarrà un esempio perenne per tutti e ci mancherai moltissimo. Le nostre più sentite condoglianze al suo caro Gastone, che ha condiviso le sue lotte e l’ha sempre sostenuta, e ai cari figli”.

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