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GASSINO. Nuscu'e Murta, la poesia di Gianluca Cotza

GASSINO. Nuscu'e Murta, la poesia di Gianluca Cotza
È in arrivo l’ennesimo premio letterario per il poeta gassinese Gianluca Cotza. Questa volta, il riconoscimento proviene dalla Giuria della XXXIX Edizione del Premio Piemonte Letteratura. La “Segnalazione di Merito per la Sezione Poesia su Identità e Territorio” verrà conferita all’opera del  gassinese “Nuscu’e Murta” nel pomeriggio di domenica 22 maggio al Salone Imbesi di Torino (via Moretta 57) nell’ambito del Salone Internazionale del Libro.  «Nuscu’e Murta parla di emigrazione, della nostalgia di un emigrato. Egli a volte si sente talmente solo e distante dalla sua terra che, in preda alla tristezza, quando chiude gli occhi, riesce a percepire il profumo del mirto, il profumo di casa» ha spiegato Gianluca Cotza. La poesia, scritta in lingua sarda e tradotta in italiano con il titolo “Profumo di Mirto”, era inizialmente una canzone tratta da Quintomoro, primo album di Cotza pubblicato nel 2009 e anche nome d’arte del gassinese. Il poeta, classe 1967, è nato a Rivoli ma le sue origini affondano le radici a San Giovanni Suergiu, al centro del Sulcis in Sardegna. Cotza ha sempre affiancato al suo mestiere di tecnico elettronico la passione per la scrittura e la musica, «scribacchio da sempre - dice - da più grande ho iniziato anche a fare musica. Il genere è prevalentemente pop-rock ma punto molto sui testi, motivo per cui ho scelto di indirizzarmi anche sulla poesia: scrivo in sardo, italiano, spagnolo e anche piemontese». Per amore, infatti, avendo seguito la moglie gassinese, nel 2011, Gianluca Cotza è giunto nel paese ai piedi delle colline torinesi.  Il Premio Piemonte Letteratura va ad aggiungersi a una lunga lista di riconoscimenti ottenuti dal gassinese. Solamente per menzionare alcuni dei successi di Cotza, nel 2014 la sua poesia “Apnea” si aggiudica il secondo posto al “Wilde European Award”; 4 anni dopo, nel 2018, Cotza vincerà lo stesso concorso con il componimento in versi “Il tempo che mi resta”, opera che parla della storia di un malato terminale e dell’importanza dello scorrere dei giorni. La stessa poesia, sempre nel 2018, arriverà in finale al “CET - Premio Autori Mogol”, seconda nel 2019 al "Premio Internazionale Salvatore Quasimodo” e ancora nel 2020 sarà riconosciuta con il Premio Letterario Internazionale “La Girandola delle Parole”, promosso dalla ProLoco di Lambiate (MI). All’elenco, si aggiungono anche i riconoscimenti per gli scritti in piemontese. “Nuscu’e Murta”, per l’autore, costituisce l’ennesimo successo. Il componimento in versi decanta i sentimenti di un emigrato, sotto un mare di cemento che non è il suo mare; mancano i profumi della Sardegna, dei frutti dei raccolti di stagioni abbondanti e del mirto. Le migliaia di persone che in questo periodo sono costrette a emigrare dall’Ucraina potrebbero costituire una chiave interpretativa del testo? Forse no, chi lo sa. Che si provenga dall’est Europa, da un’isola del Tirreno o dalle coste a Sud del Mediterraneo una cosa è certa però: sogneremmo tutti i profumi della nostra terra e casa sarà sempre casa. 
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