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06 Gennaio 2026 - 09:47
Oggi è il 6 gennaio. A l’è turna Carlevè.
E a Ivrea non è una frase fatta, ma una dichiarazione d’identità.
Con l’Epifania, la città smette di essere semplicemente se stessa e torna ad abitare il tempo sospeso del suo rito più profondo, quello che non si spiega ma si vive. Martedì 6 gennaio 2026 si apre ufficialmente una nuova edizione dello Storico Carnevale di Ivrea, e basta poco – un rullo di tamburo, una nota di piffero – per capire che tutto è ricominciato.
Succede all’alba, quando Ivrea si sveglia con un suono antico. I Pifferi e Tamburi attraversano le vie, entrano nei vicoli, rimbalzano sulle pietre dei palazzi. Non annunciano una festa qualsiasi, ma il ritorno di un’appartenenza collettiva. C’è chi li aspetta da giorni, chi li segue per tradizione, chi si accoda senza pensarci troppo. È la prima pifferata del Carnevale 2026, ed è già memoria che cammina.
Il primo atto solenne arriva a mezzogiorno. Alle ore 12, nell’androne del Palazzo Municipale, in Piazza di Città, Ivrea assiste a uno dei gesti più carichi di simboli del suo Carnevale: l’investitura del Generale 2026, Mario Livio Gusta. La sciabola e la feluca, consegnate dal Generale uscente, sanciscono il passaggio di consegne e l’inizio ufficiale del suo ruolo. Non è solo un incarico, è una responsabilità che pesa quanto la storia che rappresenta.
Accanto a lui debutta Paolo Diane, per la prima volta Sostituto del Gran Cancelliere. È la sua voce a leggere il primo Verbale, entrando a pieno titolo in una liturgia che si rinnova ma non si snatura mai. Ogni parola, ogni gesto, ogni formula è parte di un copione che Ivrea conosce a memoria e continua a rispettare.
Nel pomeriggio, il Carnevale cambia registro e scende ancora più in profondità. Il Magnifico Podestà Gianni Girardi, affiancato dal Gruppo Storico I Credendari in abiti medievali, guida la città in un viaggio che è insieme simbolico e reale. In Piazza di Città si svolge la Cerimonia del Sale e del Pane, gesto semplice e potentissimo, che richiama il patto tra istituzioni e popolo, tra chi governa e chi vive la città.
Poi il corteo si muove verso il Monte Stella, alla Cappella dei Tre Re, luogo che non è solo uno scenario ma una radice. Qui la storia di Ivrea incontra la devozione, in un intreccio che resiste da secoli.
Alle 15.30, da piazza Ottinetti, prende forma il grande corteo delle Componenti dello Storico Carnevale di Ivrea. È un fiume umano fatto di bandiere parrocchiali, Pifferi e Tamburi, Aranceri a piedi, stendardi dei primi premi 2026. Un colpo d’occhio che racconta meglio di mille slogan cosa significhi comunità. Tutto converge verso il Duomo, tutto ha un senso preciso.
Alle ore 16, nel Duomo di Ivrea, torna la Santa Messa, celebrata dal Vescovo di Ivrea, monsignor Daniele Salera, alla presenza delle Autorità cittadine, del Generale Mario Livio Gusta e di tutte le Componenti del Carnevale. È un ritorno importante, sentito, che restituisce alla giornata dell’Epifania anche la sua dimensione spirituale.
Subito dopo si svolge la Cerimonia dei Ceri. Il Magnifico Podestà, accompagnato dal suo seguito e dai Credendari, offre il cero votivo al Vescovo per invocare la protezione della Madonna sulla città. Un gesto antico, solenne, che affonda le sue radici nella tradizione originaria della Cappella dei Tre Re, edificata intorno al 1220 su consiglio di san Francesco d’Assisi. È uno di quei momenti in cui il tempo sembra fermarsi e Ivrea si guarda allo specchio della propria storia.
Da oggi, lo Storico Carnevale di Ivrea entra nel vivo. Domenica 1 e domenica 8 febbraio saranno i giorni delle Alzate degli Abbà; nella mattinata di domenica 8 febbraio spazio anche alla presentazione dei Carri da Getto. Giovedì 12 febbraio la calzata del Berretto Frigio in Piazza di Città, sabato 14 febbraio, alle ore 21, la presentazione della Vezzosa Mugnaia dal balcone del Municipio. Poi i giorni che tutti aspettano: domenica 15, lunedì 16 e martedì 17 febbraio 2026, con la Battaglia delle Arance.
Ma oggi è il giorno zero.
Il giorno in cui Ivrea ricomincia a raccontarsi.
Il giorno in cui non serve spiegare nulla.
A l’è turna Carlevè.






























Il Cittadino Designato Mario Livio Gusta riceve sciabola e feluca dal Generale 2025 Ulisse Falchieri dopo il proclama del Sostituto Gran Cancelliere Paolo Diane.





































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