AVenaria si paga una tassa rifiuti (Tari) mediamente più alta rispetto ai comuni vicini. La città, poi, è anche più sporca (come ha denunciato il Sindaco relativamente alla presenza di deiezioni canine). Perchè? Tra i colpevoli ci sono anche i cittadini che, nella Reale, differenziano poco rispetto alla media dei Comuni vicini.
Nel territorio gestito dalla Cidiu Venaria è una delle città messe peggio.
I numeri sono stati snocciolati nel Consiglio Comunle di mercoledì pomeriggio dal consigliere del Partito Democratico RaffaeleTrudu.
È toccato a lui, in quanto Presidente della Commissione speciale, relazionare sulla gestione dei rifiuti in città.
Ebbene, i dati emersi sembrano essere tutt’altro che incoraggianti.
“Il Comune di Venaria - spiega il consigliere - a Ottobre 2021 (dati provvisori) si presenta in target per quello che riguarda la produzione procapite di rifiuti complessivi (385 kg/Abitante) e di rifiuti indifferenziati (154 kg/Abitante). È Fuori target per quello che riguarda la produzione di differenziata su totale (59,9% Vs 65 %)”.
E infatti, stando sempre ai numeri la produzione (come rifiuti) di vetro, plastica e carta è inferiore rispetto a quanto avviene nei Comuni vicini.
Anche sui costi le cose non vanno meglio.
“Il costo - prosegue Trudu - non ha presentato riduzioni nonostante la diminuzione del numero degli abitanti. Il costo relativo al piano finanziario del Comune si presenta in crescita, soprattutto se rapportato al numero di abitanti. Le voci relative alla raccolta e allo smaltimento si presentano costanti, in leggera crescita”.
Ci sono tre tipologie di costo: quello relativo al servizio di raccolta e nettezza, allo smaltimenti e ai recuperi.
Il costo di Venaria e di circa 6,1 milioni euro di cui 4,27 milioni riconducibili ai servizi, 1,14 milione allo smaltimento e 700 mila euro legati ai costi di competenza del comune.
“Il principale gap - spiega Trudu - rispetto agli altri comuni si rileva nel servizio di raccolta e nettezza. Rispetto a Grugliasco notiamo che Venaria ha meno ore dedicate alla nettezza, con un utilizzo minore dello spazzamento meccanizzato e uno maggiore di quella manuale. Si nota anche un minor numero di ore utilizzate per lavaggio strade e arredi. L’attività di raccolta, invece, presenta un costo maggiore per abitante a Venaria, si ipotizzano pertanto margini di ottimizzazione”.
Una situazione che dunque va approfondita, partendo dai problemi.
“I costi relativi al piano finanziario del comune - continua - erano pari a 450 mila euro nel 2012 sono aumentati a 700 mila nel 2019 a fronte di una riduzione della popolazione:sono da approfondire le motivazioni di questo aumento ele possibili azioni mitigative”.
C’è poi un problema relativo ai bidoni della spazzatura.
“Si rilevano - conclude - forti asimmetrie tra i contenitori censiti e quelli rilevati nel corso dell’indagine: nel riprogettare il servizio occorrerà pensare ad un corretto dimensionamento in modo tale da ottimizzare anche i costi del servizio oltre che adeguare le capacità per una corretta differenziata. Rispetto alle volumetrie teoriche risultano quindi sovradimensionati l’indifferenziato, il vetro, e l’organico, mentre sono sottodimensionati la carta e la plastica”.
Per migliorare la situazione, dunque, occorre mettere in campo una serie di azioni in grado di cambiare lo status quo che, evidentemente, stando ai dati, è piuttosto scadente e costa pure tanto.
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