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CHIVASSO. Respinta la mozione sulla sicurezza nel cantiere del PalaLancia, la minoranza: "Scappano al confronto"

CHIVASSO. La maggioranza del sindaco Claudio Castello respinge al mittente una mozione sulla sicurezza, presentata dal consigliere Bruno Prestìa di “Per Chivasso”,  con cui si chiedeva di fare luce su quanto avvenuto sabato 13 agosto nel cantiere per la sistemazione del tetto del Palalancia, danneggiato da una tromba d’aria che spazzò via la copertura in lamiera.

Non ha le caratteristiche della mozione, dovrebbe essere un’interrogazione…”, così il capogruppo del Pd Stefano Mazzer in Consiglio comunale ha liquidato la questione. Idem ha sostenuto il collega di maggioranza Adriano Pasteris di “Noi per Chivasso”. Di "riffa" o di "raffa", s’è fatto in modo di non parlarne. 

Una formalità, dunque, affossa il dibattito sulla sicurezza nel cantiere del PalaLancia, nonostante la città sia governata da un’amministrazione di centrosinistra, che proprio sui diritti dei lavoratori e per la loro sicurezza ha già condotto mille battaglie fuori e dentro il Parlamento.

La sensazione che si ha ascoltando il Consiglio comunale dell’altra sera è che il dibattito sia stato volutamente annacquato. Per non dire evitato. Se è vero com’è agli atti che il sindaco Claudio Castello nelle comunicazioni in apertura di Consiglio ha fatto un ragionamento sulla sicurezza in città senza poi aggiungere null’altro quando è stata l’ora di discutere della mozione. Ma tant’è.

Il fatto è tutto in quelle fotografie pubblicate dal nostro giornale che immortalano gli operai equilibristi e senza dispositivi di sicurezza (imbracatura, casco, fune) al lavoro sul tetto del PalaLancia per sistemare la copertura in lamiera nella giornata del 13 agosto. Senza casco di fronte a centinaia di persone che prendevano il sole nella vicina piscina. 

Il fatto fu a dir poco scandaloso se si considera che l’edificio è di proprietà del Comune.

L’atteggiamento dell’amministrazione Castello, l’altra sera, lo è stato altrettanto vista la volontà di non approfondire quanto le fotografie documentavano chiaramente. Bastava un po’ di buona volontà…

La mozione impegnava, tra le altre cose, sindaco, consiglieri e assessori a “convocare un’idonea commissione consiliare a relazionare su quanto accaduto”, a “verificare con il responsabile della sicurezza del cantiere e a relazionare in commissione che cosa sia realmente successo durante i lavori”, a “verificare e a relazionare in commissione l’esistenza e l’attuazione del piano sicurezza e di coordinamento e come è stata organizzata l’area di cantiere, quali misure preventive e protettive sono state adottate per ridurre i rischi legati a fattori esterni all’area di cantiere e quali procedure di coordinamento”. 

Non se ne è fatto nulla perché tutta la maggioranza compatta l’ha respinta, mentre i sei consiglieri di opposizione altrettanto compatti erano favorevoli alla sua approvazione. 

Non voglio muore alcun attacco all’operato dei tecnici del Comune - ha inforcato Bruno Prestìa, proponente della mozione -. Quello che mi preme in primis è la questione della sicurezza. Ogni anno i numeri delle vittime sono sempre più numerosi, l’obiettivo degli amministratori dovrebbe essere quello di sensibilizzare per diminuire questa problematica. E’ da qui che nasce questa mozione”.

“Sui giornali abbiamo visto operai senza casco, senza imbracature - ha aggiunto - operare sul tetto: l’hanno segnalato centinaia di persone. Era necessario intervenire con urgenza, lo capisco, è una struttura usata da molte associazioni, ma allo stesso tempo non si può mettere in secondo piano la sicurezza. Lasciamo perdere il “tam tam” sulla celerità dell’intervento che s’è fatto sui social, concentriamoci piuttosto sulla tutela dei lavoratori. Ci sciacquiamo la bocca con la parola sicurezza, ma poi non facciamo nulla? La mozione è stata presentata per portare all’attenzione un tema importante per evitare che si ripetano situazioni come quelle durante i lavori eseguiti in urgenza al PalaLancia. Respingere questa mozione sostenendo che non vi si trova un indirizzo politico è semplicemente perché non c’è volontà di discutere del tema”.

Con Prestìa s’è schierata l’intera opposizione. Da Matteo Doria di “Amo Chivasso e le sue frazioni”: “Se si vuole discutere di questo tema, la maggioranza può proporre un emendamento alla mozione, ma l’impressione è che si voglia sfuggire dal dibattito”. Passando per Claudia Buo di Liberamente: “Voto favorevole perché se in alcuni passaggi questa mozione può avere dei punti da interrogazione, noi rappresentiamo la comunità e quegli operai sul tetto li hanno visti tutti, sia sui giornali che sui social. Non affrontare il tema oggi sembra voler dire che l’amministrazione è un po’ sopra le regole del mondo imprenditoriale, quelle regole che ci aspettiamo che vengano seguite. La sicurezza sul lavoro non ha bandiera. Una leggerezza possiamo commetterla tutti,  ma quando questa salta agli onori della cronaca, non possiamo fare finta di nulla. Aggiungo: che ci facevano gli assessori nell’area di cantiere, come abbiamo visto nelle fotografie postate sui social? Questa mozione, seppur imperfetta con tratti di interrogazione, ci poteva dare modo di affrontare questi temi. Se questa amministrazione vuole raccontare della città che fa della sicurezza un baluardo, non può sottrarsi a questo confronto”.

E finendo con Clara Marta di Forza Italia - “Siamo assolutamente d’accordo con il contenuto della mozione” - ed Enzo Falbo di Fratelli d’Italia: “E’ un tema molto importante quello della sicurezza e chi come me frequenta i cantieri sovente sa cosa voglia dire rispettare i dpi. Non possiamo fare finta di nulla di fronte a quelle foto con quei signori che lavoravano sul tetto a rischio della loro vita. Non possiamo sbandierare la sicurezza ai quattro eventi e poi nel concreto non fare nulla”.

Sul punto il sindaco ha taciuto. O, meglio, è intervenuto prima ancora che si aprisse il dibattito, durante le comunicazioni di inizio Consiglio. Un modo “atipico”, una strategia "paracula" di anticipare il confronto e dunque evitare ulteriori commenti. 

Mi sono premurato di visionare gli atti predispostiti dagli uffici competenti - ha detto Castello in avvio di seduta -. E’ stato correttamente elaborato il piano di sicurezza e coordinamento, trasmessa la notifica all’Asl To 4. Il responsabile del procedimento ha fatto scrupolosi sopralluoghi sollecitando l’osservanza di tutte le regole e le norme in materia di protezione individuale e sicurezza sul cantiere.  La legge è chiara, anche in riferimento agli oneri di sicurezza, che sono riferiti all’impresa”.

Chiara, come le fotografie scattate in una sabato di metà agosto che diventeranno una macchia se non un precedente per l’amministrazione di questa città ogni qual volta che - speriamo non sia necessario - si tornerà a parlare di sicurezza nei cantieri.

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