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01 Giugno 2022 - 12:24
Questo il tema proposto dal Circolo Pd di Caluso e affrontato venerdì sera nel corso di un dibattito pubblico ospitato nella tensostrutura di Candia.
Ricca la tavola rotonda inviata a riflette sul tema portando contributi e proposte.
Dopo i saluti del sindaco Mario Mottino, Giuseppe Ferrero del Circolo Pd di Caluso, ha introdotto il tema della serata chiedendo a tutti i sindaci della tratta piemontese, da Carema a Chivasso, di unire le forze, mettere giù un documento da portare in Regione chiedendo delle prospettive sostenibili per il territorio e i pendolari.
Le criticità della tratta sono state ben illustrate da Mirko Franceschinis, referente del comitato pendolari della Torino-Aosta, pendolare lui stesso lungo questa tratta fin dal 1992: “Il raddoppio della linea è il nostro cavallo di battaglia da sempre” ha spiegato illustrando poi le criticità che si sommano andando a rendere scarso il servizio.
“In appena 30 chilometri, tra Chivasso ed Ivrea, ci sono ben 33 passaggi a livello”.
La chiusura è un tema di cui si parla da anni, ma sul piatto ci sono appena 15 milioni di euro, una cifra del tutto insufficiente a realizzare tutte le opere che queste chiusure comportano.
E poi c’è il problema del taglio alle fermate voluto dalla Valle D’Aosta per raggiungere Torino in tempi più veloci. Ad essere penalizzate sono state le stazioni di Caluso, Montanaro e Strambino dove, il treno diretto effettuava fermate. Una prima battaglia aveva portato al “congelamento” del provvedimento, ma adesso si teme che possano saltare completamente. E questo perché a finanziare la linea è prevalentemente la regione autonoma. Per questo i sindaci, prima tra tutti la consigliera metropolitana Sonia Cambursano, sindaca di Strambino, chiede alla Regione di aumentare la propria parte di contributo per la linea in modo da difendere i pendolari canavesani.
Il consigliere regionale Alberto Avetta, che alla serata ha apportato un importante contributo grazie alle slide con cui è stata fotografata con esattezza la situazione di questa linea ferroviaria, ha lanciato la proposta di inserire la tratta per Ivrea nel servizio ferroviario metropolitano: “Facciamo che diventi la SFM 8. E’ assurdo che nel servizio metropolitano ci siano Alba e Fossano, ma non una città di area torinese come Ivrea”.
L’altro tema per il quale battersi è il raddoppio selettivo della linea, tema importante, ma ad oggi non inserito in alcun progetto.
“Il progetto della “lunetta” di Chivasso - ha spiegato l’onorevole Davide Gariglio - è stato definitivamente archiviato a causa della manca spinta del territorio. Ora bisogna spingere sul raddoppio selettivo della linea ed è necessaria un’azione di lobbing da parte di tutto il territorio”.
Un’azione di raccordo che il sindaco di Ivrea, Stefano Sertoli, si è detto pronto ad effettuare.
“Non vedo tra il pubblico il sindaco di Chivasso, Claudio Castello” ha evidenziato il primo cittadino di Montanaro, Giovanni Ponchia, da sempre in prima fila per la difesa di questa tratta ferroviaria, parlando dell’importanza di un’azione congiunta sul territorio.
La sindaca di Strambino, Sonia Cambursano ha rilevato quanto possa essere importante l’azione di tutti i sindaci e di come due anni fa, la cancellazione delle fermate intermedie fosse stata scongiurata proprio grazie ad un ordine del giorno condiviso da tutti i comuni della tratta.
La sensazione generale è un po’ quella del “Se non ora quando?”. In questo momento, infatti, grazie anche ai fondi del Pnrr, si può sperare di ottenere le somme necessario ad effettuare gli investimenti che renderebbero efficiente e moderna questa linea ferroviaria nata nel 1886.
Pronto a fare la sua parte in Città Metropolitana anche Pasquale Mazza che nell’ex Provincia ha deleghe proprio ai trasporti.
Ha concluso la serata il sindaco di Candia, Mario Mottino che ha sottolineato quanto il trasporto ferroviario sia importante nell’ottica di rilancio turistico di quest’angolo di Canavese.
Alla serata hanno preso parte molti sindaci del territorio tra cui Marco Formia, di Mazzè, Alessio Bertinato, di Barone e Federico Merlo, di Vische. C’era anche Savino Beiletti, presidente del consorzio Cis-Ac e Gianni Ambrosio, sindacalista Cgil, delegato in Gtt.
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