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22 Gennaio 2022 - 18:38
VERRUA SAVOIA. Un sole insolitamente primaverile risplendeva sui parabrezza delle auto parcheggiate al fianco della strada che dalla piazza del Comune porta alla Chiesa di San Giovanni.
Una lunga coda di macchine, in attesa di essere smistate nei pochi posti rimasti liberi dai volontari della Protezione civile, e un corteo di persone a piedi, occhiali scuri, teste basse, procedeva in silenzio verso la Chiesa del paese.
“Scusi, ma che succede?”, abbassa il finestrino e domanda un anziano che, evidentemente, non è di queste parti.
Fotogrammi di un pomeriggio surreale per chi vive in queste colline.
Luca FerroS’è celebrato oggi, sabato 22 gennaio, alle 15, nella Chiesa parrocchiale di San Giovanni a Verrua Savoia, il funerale di Luca Ferro, il 19enne studente dell’Istituto Superiore Calamandrei di Crescentino scomparso esattamente una settimana fa, sabato 15 gennaio, in seguito alle ferite riportate in un incidente d’auto in località Mogol di Brusasco.
C’era tutta la vita che può avere un ragazzo appena entrato nel mondo degli adulti, a salutarlo.
Un migliaio di giovani, coetanei o poco più grandi o poco più piccoli, sguardi nascosti dietro gli occhiali scuri. Visi segnati dalle lacrime che scendono sotto le mascherine, dietro le sciarpe. Sono tanti, tantissimi. Uno striscione dell’Oratorio di Verrua. Le dediche lasciate sui biglietti all’ingresso della Chiesa o scritte con i pennarelli, nella veglia del venerdì sera nel salone polivalente, sulla bara del povero Luca.
Tanta gente così, in questa piazza, l’avranno vista poche volte.
Un’intera comunità di ragazzi s’è stretta al dolore di mamma Glenda, papà Marco, del fratello Diego e della nonna Anna. Una famiglia stimata, conosciuta, che da qualche anno ha preso casa alla Tabbia.
In Chiesa un’ottantina di persone, perché così impongono le restrizioni anti-Covid. Ma la funzione officiata da don Corrado e dai parroci don Desiré, don Francesco e don Armand, insieme al diacono, la sentono tutti dalle casse posizionate sul sagrato.
Un silenzio surreale. Un cordoglio che tocca tutti. Genitori, figli, in questa piazza schiantata dal dolore e dal sole.
Le parole di don Corrado sono struggenti.
“Pregate per Luca e pregate anche per me, che il Signore mi dia la forza di trovare le parole giuste…”.
E’ una tragedia che non si può dire, quella che ha colpito questo ragazzo nel fiore dei suoi anni e la sua famiglia.
“Qui a Verrua - ricorda il don, con un filo di voce sottile, commossa e addolorata - con questo sono sei funerali di giovani strappati alla vita che mi è toccato celebrare. Non mi sono scritto nulla perché in queste situazioni si parla con il cuore. E il cuore mi dice che Luca sarà sempre in mezzo a noi, perché ci ha amato e noi gli abbiamo voluto bene. Mi ha fatto piangere, mi sono commosso…”.
All'uscita della salma dalla Chiesa, palloncini bianchi sono stati liberati in cielo, prima che il lungo e mesto corteo riprendesse quella strada, in direzione opposta, verso il camposanto del paese. Sotto un sole un po' più freddo.(foto a cura di Diego Andrà)
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