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Materassi buttati nel bosco: una vergogna nel chivassese. La fotogallery dell'inciviltà

Rifiuti abbandonati tra gli alberi, visibili dalla strada: dopo quattro interventi dei volontari, qualcuno ha deciso di ricominciare da capo

A Casalborgone non è solo inciviltà: è ostinazione. In Strada San Rocco, nel bosco ma ben visibili dalla strada, sono comparsi materassi abbandonati proprio nel punto dove il gruppo Volontà Verde aveva già ripulito più volte, lasciando anche un cartello di “bosco ripulito da VOLONTÀ VERDE” e il divieto di scarico. Un gesto che non lascia spazio a scuse: qualcuno ha scelto di buttare lì, sapendo benissimo dove.

Quella zona non è nuova a episodi del genere. Anzi: in Strada San Rocco, raccontano i volontari, sono serviti almeno quattro interventi, tanti erano i rifiuti accumulati. E la speranza, fino a ieri, era una sola: che fossero abbandoni vecchi, residui di mesi o anni, non qualcosa di recente. Poi, però, sono arrivati i materassi. E con loro una domanda inevitabile: se dopo pulizie, cartelli e divieti si continua a scaricare, quanto è profonda l’idea che il bosco sia una discarica?

L’ultimo intervento programmato, quello del 31 gennaio, era saltato per il maltempo e per il terreno non agibile nelle aree previste. Ma Volontà Verde non si è fermata: alcuni volontari si sono comunque resi disponibili a completare la raccolta e il conferimento del materiale già accumulato nei giorni precedenti. È stato in quel momento che hanno trovato i materassi: «Li hanno gettati nel bosco a lato strada».

La presenza sul territorio, spiegano, è “attiva e costante”. Ma il punto è un altro: «Ci rendiamo conto che la strada del rispetto del territorio, della consapevolezza, della capacità di usufruire dei servizi è ancora lunga e tortuosa, ma necessaria da percorrere». Perché qui non si tratta solo di pulire. Si tratta di far passare un concetto semplice: il territorio non è “di nessuno”. È di tutti. E chi lo sporca sta scaricando costi e degrado sulla comunità intera.

Dentro questo episodio, Mary Griggion, portavoce di Volontà Verde, lancia anche un messaggio che vale più di cento slogan. Un appello soprattutto ai giovani: «Se Volontà Verde riuscisse ad arrivare alla sensibilità dei giovani, al loro aiuto, tanto necessario, il gruppo sarebbe una forza preparata, capace e passionale. Ma non riusciamo a farci sentire da loro». È un invito diretto, senza retorica: unirsi, dare una mano, trasformare l’energia in responsabilità. «Unirsi, aiutare Volontà Verde darebbe luce ai loro anni e allargherebbe le loro visioni sul territorio».

Il problema, però, resta lì: nel bosco di Strada San Rocco e in quel gesto che sfida perfino chi ripulisce. Perché la differenza tra un paese curato e un paese lasciato andare non la fanno i cartelli. La fa la certezza che chi abbandona rifiuti venga fermato e sanzionato, e che pulire non diventi un lavoro infinito sulle spalle dei soliti. Volontà Verde intanto continua. Un passo dopo l’altro. Ma adesso la domanda è per tutti: quanto ancora deve resistere un gruppo di volontari prima che il rispetto diventi la regola e non l’eccezione?

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