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10 Gennaio 2026 - 09:17
Quasi tre anni di polemica politica a San Mauro Torinese si sono finalmente conclusi. Venerdì 9 gennaio, l’amministrazione comunale ha reinaugurato la scuola dell’infanzia Campra, sancendo formalmente la conclusione dei lavori di riqualificazione dell’edificio di via Dell’Asilo.
Una cerimonia arrivata a distanza di mesi dalla riapertura effettiva del plesso, già tornato operativo con l’avvio dell’anno scolastico, ma che assume un valore politico e istituzionale preciso dopo un iter lungo, accidentato e segnato da un confronto duro tra maggioranza e opposizione.
Al taglio del nastro erano presenti la sindaca Giulia Guazzora, il vicesindaco Luca Rastelli, l’assessore all’istruzione Daniele Bagarin, diversi componenti della Giunta e del Consiglio comunale, il preside Fabrizio Zanovello, le insegnanti del plesso e anche il consigliere comunale e regionale Paola Antonetto, figura centrale della vicenda fin dalle prime fasi. Un’immagine di unità istituzionale che arriva però dopo anni di tensioni, interrogazioni, accuse incrociate e ritardi che hanno trasformato la scuola Campra in uno dei casi più discussi della città.
Gli interventi realizzati sono consistenti e documentati. Sul fronte energetico e della sicurezza sono stati sostituiti i serramenti esterni e installate nuove tende oscuranti sul lato cortile, con un investimento di circa 60mila euro oltre IVA. Il nodo più delicato, quello che ha acceso il dibattito pubblico, riguarda però il rifacimento della copertura del tetto con la rimozione e bonifica dei pannelli di amianto, per un importo complessivo di 210mila euro più IVA, finanziati in larga parte grazie a un contributo regionale da 184mila euro e completati con risorse comunali. A questi si aggiungono la sistemazione dell’area esterna nella zona della "pagoda" e l’acquisto di un nuovo scivolo, per ulteriori 12mila euro complessivi.
Secondo i dati diffusi dal Comune, l’investimento sulla scuola Campra rientra in una strategia più ampia che negli ultimi anni ha portato a destinare oltre 5 milioni di euro agli edifici scolastici cittadini. Oggi il plesso ospita 23 bambini suddivisi in due sezioni, in un edificio storico collocato lungo l’asse via Torino–via Casale, dotato di mensa fresca e ritenuto all'altezza dal punto di vista strutturale ed energetico.


La delegazione comunale e il personale didattico
Ma dietro la cerimonia e i numeri resta una storia che San Mauro non ha dimenticato. La presenza di amianto nel sottotetto dell’asilo Campra emerse già nel 2022, ma diventò di dominio pubblico solo nella primavera del 2023, quando Paola Antonetto portò il tema in Consiglio comunale denunciando ritardi e carenze informative. Da quel momento, il "caso Campra" divenne terreno di scontro politico costante, con l’opposizione che accusava la maggioranza di sottovalutazione e lentezze, e l’amministrazione impegnata a rivendicare la complessità tecnica e normativa dell’intervento.
La situazione si aggravò ulteriormente nel giugno 2023, quando un violento temporale danneggiò parte della copertura, rendendo visibile il materiale contenente amianto – episodio che rafforzò le critiche e accelerò la pressione politica. Solo poche settimane dopo arrivò la conferma del finanziamento regionale, primo passaggio decisivo per sbloccare l’iter, ma non sufficiente a evitare nuovi rallentamenti. Tra progettazioni, piani di lavoro da sottoporre all’ASL, procedure di gara e prescrizioni stringenti, i lavori hanno richiesto tempi ben più lunghi di quelli inizialmente immaginati.
Nel frattempo, la scuola è rimasta chiusa per mesi, con il trasferimento dei bambini in altre strutture e un malcontento crescente tra le famiglie. Nel corso del 2024 e del 2025, la Campra è tornata più volte al centro del dibattito consiliare, diventando simbolo delle difficoltà della macchina amministrativa e delle fratture politiche interne.
Da un lato l’opposizione, con Antonetto in prima linea, ha continuato a parlare di gestione inefficiente e ritardi ingiustificabili; dall’altro, la maggioranza ha ribadito che la sicurezza dei bambini non era mai stata compromessa e che l’amianto, confinato nel sottotetto, non era accessibile agli ambienti scolastici.
La riapertura effettiva della scuola, avvenuta già all’inizio dell’anno scolastico, aveva in parte raffreddato lo scontro, ma senza cancellarlo. La cerimonia di venerdì rappresenta quindi non solo la conclusione di un cantiere, ma anche il tentativo di chiudere una ferita politica che ha segnato il dibattito cittadino negli ultimi 3 anni.
Oggi San Mauro può contare su una scuola dell’infanzia riqualificata, sicura e funzionante. È una notizia positiva, attesa e concreta. Ma è anche il punto finale di una storia che ha mostrato tutte le fragilità del rapporto tra amministrazione, opposizione, ASL, ditte e cittadini, ricordando quanto – dietro ogni cantiere pubblico – ci sia sempre molto più di cemento, tetti e serramenti.
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