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13 Marzo 2026 - 21:03
Alpignano ricorda i Dieci Martiri del Maiolo: fiaccolata e commemorazione il 20 marzo (foto di repertorio)
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Data di inizio 20.03.2026 - 19:30
Data di fine 20.03.2026 - 00:00
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Una fiaccolata, il silenzio della memoria e il ricordo di dieci giovani partigiani uccisi a pochi giorni dalla Liberazione. Venerdì 20 marzo Alpignano renderà omaggio ai Dieci Martiri del Maiolo, vittime della rappresaglia nazifascista del 22 marzo 1945, con una commemorazione che ogni anno riunisce cittadini, istituzioni e associazioni del territorio.
Il più giovane aveva appena 17 anni e si chiamava Pietro Vittone, originario di Imperia. Il più anziano era Guido Pecoraino, 32 anni, di Cuceglio. Insieme ad altri otto giovani partigiani provenienti da diverse zone d’Italia furono uccisi dai nazifascisti in uno degli episodi più tragici della Resistenza piemontese, quando ormai la fine della guerra era vicina.
La commemorazione prenderà il via alle 19.30 in piazza I Maggio, con il ritrovo dei partecipanti alla tradizionale fiaccolata della memoria. Alla manifestazione prenderanno parte le associazioni locali, le rappresentanze dei comuni vicini e numerosi cittadini. Il corteo attraverserà alcune delle principali vie del centro cittadino – via Roma, via Almese, via Mazzini e via Caselette – fino a raggiungere il monumento dedicato ai Dieci Martiri del Maiolo, in via San Giacomo, dove la fiaccolata si concluderà intorno alle 20.15.
Davanti al monumento si svolgerà il momento ufficiale della cerimonia. Durante l’evento sarà consegnato un riconoscimento civico al Gruppo ANA di Alpignano, sezione locale dell’Associazione Nazionale Alpini, per la realizzazione del Giardino della Memoria, spazio dedicato al ricordo dei caduti e alla trasmissione dei valori della Resistenza alle nuove generazioni.
L’orazione ufficiale sarà affidata a Martina Merletti, preceduta dai saluti istituzionali del presidente della sezione ANPI di Alpignano Giovanni Nepote e del sindaco Steven Giuseppe Palmieri. La commemorazione sarà accompagnata anche da momenti musicali: interverranno il gruppo di vocalità “InCanto” dell’associazione culturale Nuova Musica Più e la Società Filarmonica di Alpignano, che contribuiranno a rendere ancora più intensa la serata.
Al termine della manifestazione il Gruppo Alpini di Alpignano offrirà ai partecipanti una cioccolata calda, gesto simbolico che conclude tradizionalmente la commemorazione. In caso di maltempo l’iniziativa si svolgerà nel salone Cruto di via Matteotti.
La vicenda dei Dieci Martiri del Maiolo affonda le radici negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale. Il 14 marzo 1945, nel vicino comune di San Gillio, durante uno scontro a fuoco con le brigate nere venne ucciso il comandante partigiano alpignanese Tullio Robotti, insieme a un compagno. Tre giorni dopo, il 17 marzo, Alpignano partecipò in massa ai funerali del comandante, alla presenza di numerosi partigiani.
Due giovani combattenti di Rivoli, Vittorio Perotti e Mario Piovano, temendo di essere catturati dai tedeschi che avevano circondato il cimitero, decisero di nascondersi nel sepolcreto utilizzato per la tumulazione di Robotti. La loro presenza venne però denunciata e i due furono arrestati dai tedeschi.
Per salvarli, i partigiani della 17ª brigata – squadra Callet decisero di catturare alcuni militari tedeschi per tentare uno scambio di prigionieri. Il 19 marzo 1945 un gruppo di partigiani fece irruzione nell’albergo dell’Albero Fiorito, dove i soldati tedeschi erano soliti trascorrere la serata. L’azione degenerò rapidamente in uno scontro a fuoco nel quale morirono un maresciallo e tre caporali tedeschi, oltre a un sergente maggiore della Repubblica Sociale Italiana che si trovava di passaggio.
La risposta nazista arrivò pochi giorni dopo. Il 22 marzo 1945, come rappresaglia, dieci giovani partigiani furono fucilati al Maiolo. Erano Luciano Bertolo, ventitré anni, di Almese; Romolo Cimilando, ventenne torinese; Giacomo Corna, diciannovenne di Villate; Angelo D’Aquila, ventitré anni, di Siracusa; Nicola Distani, ventenne del rione Talsano di Taranto; Enzo Migliore, ventenne di Lessolo; Guido Pecoraino, trentaduenne di Cuceglio; Pietro Rocca, diciannovenne di Airasca; Renato Tua, ventiduenne di Occhieppo Superiore; e Pietro Vittone, diciassettenne di Imperia.
Dieci giovani provenienti da territori diversi, uniti dalla stessa scelta e dallo stesso destino: combattere per la libertà. A distanza di ottant’anni, Alpignano continua a custodire il loro ricordo con una commemorazione che non è solo un rito civile, ma un momento di riflessione collettiva sulla memoria della Resistenza e sui valori della democrazia.

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