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“Nel blu”, Modugno torna a volare: Perrotta accende il Garybaldi

Sabato 7 marzo a Settimo Torinese uno spettacolo tra teatro e musica dal vivo per raccontare l’invenzione della felicità

“Nel blu”

“Nel blu”, Modugno torna a volare: Perrotta accende il Garybaldi

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C’è un gesto che ha cambiato la storia della canzone italiana. Le braccia aperte di Domenico Modugno sul palco di Sanremo nel 1958, quel “Volare” che diventa immediatamente un inno collettivo. Da quell’istante simbolico nasce “Nel blu – Avere tra le braccia tanta felicità”, lo spettacolo che sabato 7 marzo alle 21 approda al Teatro Garybaldi – Suoneria di Settimo Torinese, in via Partigiani 4.

A portarlo in scena è Mario Perrotta, tra le voci più autorevoli del teatro contemporaneo italiano. Non un semplice omaggio musicale, ma un lavoro che intreccia prosa e musica dal vivo, memoria e racconto civile. In scena con lui un ensemble formato da Vanni Crociani, Giuseppe Franchellucci, Massimo Marches e dallo stesso Perrotta, con la collaborazione alla regia di Paola Riscioli. Produzione Permàr / Emilia-Romagna Teatro ERT – Teatro Nazionale, durata 95 minuti.

Il punto di partenza è chiaro: “Nel blu dipinto di blu” non è solo una canzone. È un atto teatrale. È il momento in cui l’Italia, uscita dalla guerra e ancora fragile, immagina un futuro diverso. Per la prima volta un cantante porta sé stesso sul palco, racconta una visione personale e inaugura la stagione del cantautorato italiano. Modugno non interpreta soltanto: si espone, si racconta, si mette in gioco.

Perrotta attraversa la parabola umana e artistica di Modugno senza indulgere nella nostalgia. Al centro non c’è l’icona, ma l’uomo. Il Sud delle origini, il desiderio di diventare attore, la gavetta, il successo improvviso, il peso di incarnare un sogno collettivo. Le canzoni diventano materia drammaturgica, dialogano con la parola, si trasformano in racconto.

“Nel blu” è sospeso tra concerto e teatro di narrazione. La leggerezza di “Volare” lascia emergere una domanda che attraversa il tempo: che cosa significa credere nella felicità? In un Paese che allora si affacciava al boom economico e oggi si muove tra disillusioni e nuove incertezze, quella domanda torna attuale.

Mario Perrotta, pluripremiato ai Premi Ubu, ha costruito negli anni un percorso coerente e riconoscibile. Dalla trilogia sull’emigrazione italiana a lavori come “Odissea”, fino al celebre “Un bès – Antonio Ligabue”, con cui ha ottenuto il Premio Ubu come miglior attore protagonista, il suo teatro ha sempre messo al centro la relazione tra individuo e comunità, tra memoria e presente.

Con “Nel blu” questa ricerca si rinnova. La canzone popolare diventa chiave per leggere un’epoca. Modugno non è solo un artista di successo, ma il simbolo di un’Italia che, almeno per un momento, ha creduto davvero di poter spiccare il volo.

I biglietti sono disponibili a 18 euro (intero) e 15 euro (ridotto) più diritti di prevendita. Un appuntamento che promette di trasformare il palcoscenico del Garybaldi in uno spazio di memoria viva, dove teatro e musica si fondono per raccontare non solo una carriera, ma un pezzo di identità nazionale.

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