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Gassino guarda a Est: il Book Club attraversa il Giappone tra pagine e confronto

Il 20 febbraio il sesto incontro della stagione accende il confronto su un Paese sospeso tra tecnologia estrema e tradizioni incrollabili

Gassino guarda a Est

Gassino guarda a Est: il Book Club attraversa il Giappone tra pagine e confronto (foto di repertorio)

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Non serve un volo intercontinentale per attraversare il Giappone. Basta una sedia, un libro, e una sala che si riempie di lettori pronti a discutere.

Il 20 febbraio 2026, alle 20:30, la Biblioteca Civica di Gassino Torinese, in via don Camillo Ferrero 3, diventa una finestra aperta sul Paese del Sol Levante. È il sesto appuntamento della stagione del Book Club Librisenzaeffetticollaterali, e il salto geografico è deciso: dall’Argentina si passa all’Asia.

Il Giappone non è una scelta neutra. È un territorio narrativo complesso, stratificato, spesso frainteso. Una società che produce robot e custodisce rituali secolari. Grattacieli e tatami. Silenzi lunghi e metropolitane affollate.

Portarlo in un gruppo di lettura significa accettare una sfida: raccontarlo senza ridurlo a cliché.

Il format resta quello che ha consolidato il successo del Book Club. Nessun relatore unico. Nessuna lezione. Ogni partecipante porta il proprio libro, il proprio sguardo. Romanzi, saggi, racconti. Letteratura contemporanea o classica. Autori noti o meno conosciuti. Il Giappone si costruisce attraverso voci diverse.

È qui che l’incontro diventa interessante. Perché il Giappone è un Paese che divide. C’è chi lo immagina ipertecnologico, efficiente, futuristico. C’è chi lo percepisce come conservatore, legato a codici sociali rigidi. C’è chi ne coglie la solitudine urbana. Chi la disciplina collettiva. Chi la fragilità nascosta sotto l’ordine.

La letteratura giapponese, negli ultimi decenni, ha conquistato un pubblico vasto anche in Italia. Autori capaci di raccontare alienazione, memoria, crescita, traumi, trasformazioni sociali. Ma il Book Club non impone un percorso obbligato. Invita al confronto.

Il viaggio, questa volta, non sarà turistico. Non si parlerà di sushi o ciliegi in fiore. Si parlerà di identità. Di tensione tra individuo e collettività. Di tradizione e innovazione. Di un Paese che cambia senza rinnegare le proprie radici.

Il sesto incontro della stagione segna un passaggio importante per il gruppo. Cambiare continente significa cambiare prospettiva. E farlo dentro una biblioteca di provincia dimostra come la cultura non abbia bisogno di grandi palcoscenici per generare movimento.

Il 20 febbraio non sarà solo una data in calendario. Sarà un attraversamento. Una sera in cui Gassino guarderà a Est. E ogni libro diventerà una rotta.

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