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Rodallo riscopre il ballo tra Ottocento e Novecento con una ricerca che unisce storia, musica e tradizione

Al Salone Actis Dato di Caluso un pomeriggio dedicato ai balli storici piemontesi, tra studio, esibizioni e coinvolgimento del pubblico

Rodallo riscopre il ballo

Rodallo riscopre il ballo tra Ottocento e Novecento con una ricerca che unisce storia, musica e tradizione

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Un viaggio nel tempo attraverso la musica, i passi di danza e le consuetudini sociali che hanno animato saloni, feste e ritrovi tra Torino e il Piemonte fra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. È questo il filo conduttore dell’iniziativa in programma domenica 22 febbraio alle ore 16, a Rodallo, presso il Salone Actis Dato F. Ubertini (CARC) di piazza Santa Croce 1, promossa dal Comune di Caluso, dalla Fondazione Ente F. Ubertini, dal gruppo Balastorie e dall’Unitre – Università delle Tre Età di Caluso.

Protagonisti dell’incontro saranno Beatrice Pignolo e Rinaldo Doro, che presenteranno la loro opera “Il Ballo a Torino e in Piemonte fra ’800 e ’900”, frutto di una ricerca storica che intreccia letture, balli e musica, restituendo uno spaccato vivido di un’epoca in cui il ballo non era soltanto intrattenimento, ma anche linguaggio sociale, rituale collettivo e specchio dei cambiamenti culturali.

L’appuntamento non si limiterà alla dimensione teorica. Accanto alla presentazione del volume, è infatti prevista l’esibizione del Gruppo di ballo storico “Balastorie”, che proporrà danze in abiti d’epoca, ricostruite con rigore filologico ma pensate per essere comprese e vissute anche da un pubblico non specialistico. Un elemento distintivo dell’iniziativa sarà proprio il coinvolgimento diretto dei presenti, chiamati non solo ad assistere, ma a entrare in relazione con i gesti, i ritmi e le atmosfere di un passato che torna a prendere forma.

L’evento si inserisce in un percorso di valorizzazione della memoria storica e culturale del territorio, dove la tradizione non viene musealizzata ma resa accessibile, raccontata e condivisa. Il ballo diventa così chiave di lettura per comprendere le trasformazioni della società piemontese, i rapporti tra classi sociali, il ruolo della musica popolare e colta, le influenze provenienti dalle grandi città e la loro diffusione nelle realtà locali.

L’ingresso è libero, con contributo volontario, a conferma di una scelta che punta ad allargare la partecipazione e a rendere la cultura un’esperienza aperta, inclusiva e viva.

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