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"È colpa mia?", Comune di Mathi contro la violenza sulle donne

Una giornata dedicata alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere e ai suoi meccanismi

"È colpa mia?", Comune di Mathi contro la violenza sulle donne

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"È colpa mia? Realtà e narrazioni sulla violenza di genere" è il titolo dato all'evento che avrà luogo sabato 16 novembre dalle 15 alle 18, frutto della collaborazione fra il Comitato della Croce Rossa di Mathi e l'Associazione ECO, nei nuovi spazi dello Sportello Donna "Insieme per te" inaugurati lo scorso 22 settembre in Via Santa Lucia, 92. 

In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999, Mathi propone un appuntamento pomeridiano durante il quale si guarderà in modo approfondito alle storie di violenza sulle donne anche grazie al contributo degli autori Antonio Paolacci e Paola Ronco.

Nel loro libro dal titolo "TU UCCIDI. Come ci raccontiamo il crimini", si legge dei meccanismi sociali che stanno alla base della violenza di genere, così come anche tutto ciò alla quale le donne sono sottoposte, come il victim-blaming, termine inglese che descrive il fenomeno di colpevolizzazione della vittima di violenza. Solitamente questo fenomeno è associabile alle dinamiche tipiche di una coppia disfunzionale, all'interno delle quali si ha una donna che subisce violenza, sia essa di natura fisica o verbale.

«Quando delle persone finiscono in galera, siamo al finale di stagione. Così almeno la racconta l’informazione, così la vede l’opinione pubblica: con l’assassino o l’assassina in galera, il mondo torna ‘normale’, un posto tranquillo, senza mostri a piede libero; continuare a parlarne sembrerebbe un sequel noioso e ripetitivo», così cita una pagina del Libro TU UCCIDI.

In realtà, questa espressione che attribuisce erroneamente la colpa sulla donna, andrebbe estesa -in senso più ampio- ai meccanismi sociali derivanti dalla mentalità patriarcale, meccanismi che contribuiscono ad altri fenomeni presenti sul territorio italiano: la violenza sommersa, quella violenza che avviene senza poi essere denunciata alle forze dell'ordine e la vittimizzazione secondaria, cioè il trauma provocato non  tanto dall'aggressore, quanto dall'opinione pubblica che segue l'accaduto e lo commenta.

La violenza sulle donne conosce barriere di età e rappresenta una sfida costante per la società italiana. Dando uno sguardo ad alcuni dati a livello nazionale, questi mostrano come "Il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) abbia subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale"(Fonte ISTAT). A livello locale, i dati in mano alla Questura di Torino segnalano un aumento dell'1,38% delle violenze sessuali, attualmente pari a 293 reati, rispetto ai 289 riferiti all'anno precedente (2023).

Trattata la prospettiva dei fatti di cronaca, la giornata di prevenzione seguirà con gli interventi degli Psicoterapeuti dell'Associazione ECO. Verrà da loro affrontata, dal punto di vista psicologico, la sistematicità delle dinamiche manipolatorie alle quali le donne sono spesso sottoposte inconsciamente. Fra queste si parlerà di: ghosting, ossia il comportamento di chi decide di interrompere bruscamente una relazione sentimentale, causando spesso un attaccamento emotivo; breadcrumbing, che consiste in episodi ripetuti di attenzioni discontinue da parte del partner, che possono sfociare in stati di scarsa autostima e nella sensazione di impotenza; love bombing, termine coniato negli anni '70 per indicare "un'incessante manifestazione di affetto e attenzione", anche questo può provocare nel partner bassa autostima e dipendenza affettiva.

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