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CUORGNE'. Primo caso positivo in Canavese

Un caso di Coronavirus all'ospedale di Cuorgnè. Il paziente, un uomo di circa 65 anni, è stato intubato e portato al San Luigi di Orbassano. A questo si aggiungono, nell'Asl To4, altri cinque casi, quattro rilevati all'ospedale di Chivasso, uno all'ospedale di Lanzo. Nessun contagio a Ivrea "Si stanno diffondendo voci non controllate sulla chiusura dell'Ospedale di Ivrea..." a dirlo è il primo cittadino di Ivrea  Stefano Sertoli che alle 19,00 di ieri  si è recato personalmente presso la tenda allestita esternamente per verificare. "Il caso sospetto manifestatosi la notte precedente  - aggiunge -  è risultato negativo al tampone del COVID-19 e oggi non risultano altri casi nè sospetti nè accertati..." In Piemonte Alle 9,30 di questa mattina. Sono 135 le persone positive al coronavirus in Piemonte: 47 in provincia di Asti, 31 nell'Alessandrino, 32 in provincia di Torino, 6 nel Verbano Cusio Ossola, 3 in provincia di Novara, 2 nel Biellese, 7 nel Vercellese, 2 a Cuneo e 5 provenienti da fuori regione. Lo si apprende da fonti sanitarie regionali. Le persone ricoverate in ospedale sono ottanta. Di queste, 25 si trovano in terapia intensiva: 4 ad Asti, 8 a Torino, 2 a Orbassano, 3 a Vercelli, 5 a Tortona, 1 a Biella, 1 a Cuneo, 1 a Vercelli. Le persone in isolamento domiciliare sono invece 52. I tamponi eseguiti complessivamente finora sono 666, 445 dei quali risultati negativi. La preoccupazione del Nursind A preoccuparsi per la situazione di emergenza chevede gli infermieri in prima linea e il sindacato Nursind. "La situazione dei contagi nelle ultime ore è notevomente aumentata - commenta in un comunicato il segretario regionale Francesco Coppolella -  Sono ormai centinaia i colleghi venuti a contatto con pazienti risultati positivi. Molti di loro si trovano in quarantena, molti di loro si stanno ammalando. Tanti continuano a lavorare segnalandoci continuamente criticità dovute alla mancanza di dispositivi idonei o per mancanza di adeguate indicazioni e misure di prevenzione che non sembrano essere state all’altezza. In alcuni casi la situazione sta imponendo di essere in turno comunque seppur soggetto da porre in quarantena in quando non si possono abbandonare i pazienti e /o chiudere i servizi.Molti colleghi che si trovano a casa malati ci segnalano che non hanno ricevuto indicazioni di come comportarsi. Raccogliamo di ora in ora le segnalazioni e lo sgomento dei colleghi che sappiamo sapranno reagire e superare questo difficile momento anche se mai come oggi pagano il prezzo di tagli e risparmi sulla loro pelle e sulla salute dei cittadini. Non comprediamo come sia possibile che questa regione di fronte a questo scenario non abbia ancora provveduto a reclutare nuovo personale. Nessuno vuole addebbitare responsabilità per una emergenza mondiale frutto di scelte scellerate del passato ma non agire in questo momento è un atto irresponsabile..."
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